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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:24 Maggio 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Musica maestri!'  >>>
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Musica maestri!
Un'orchestra di competenze nella formazione dei docenti e degli alunni
di Teto Margherita - Formazione
Ho partecipato a questa esperienza di formazione incuriosita dal grande entusiasmo percepito nei colleghi che avevano affrontato lo scorso anno questo percorso formativo.
Il corso sulla "Didattica per Competenze", tenuto dall'Associazione Sysform/Giunti, prevede sia incontri in presenza che attività in piattaforma. La possibilità di reperire il materiale condiviso durante gli incontri in presenza mi ha permesso di riguardare tutto con calma e nel momento per me più adeguato. Inoltre, i "compiti assegnati per casa" con una scadenza precisa mi sono serviti per mantenere alta l'attenzione sul corso, fatto di non meri appuntamenti.
Durante il primo incontro è stata mostrata un'affermazione di Pellerey (2004) che mi ha fatto molto pensare. Lui infatti considera la competenza come:

"La capacità di far fronte a un compito, o a un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e a orchestrare le proprie risorse interne cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo".

Ma cosa dobbiamo fare noi insegnanti per rendere possibile questo processo?

Il nostro compito diventa quello di offrire ai ragazzi la possibilità di fare esperienze che siano legate alla vita reale, stimolanti e accattivanti e che possano permettere loro di sperimentare e di mettersi in gioco in prima persona. Ciò diventa davvero possibile se tutto il gruppo dei docenti lavora nella stessa direzione e in maniera trasversale allontanandosi dalla didattica nozionistica e frontale per andare incontro ad un modo di fare scuola diverso, indirizzato allo sviluppo delle competenze.
Dopo il secondo incontro finalmente è arrivato il momento di sperimentare la costruzione di un compito significativo. La progettazione, in realtà, nella scuola non è cosa nuova e neanche innovativa; strutturare una programmazione all'interno di uno schema preciso, dove inserire in maniera dettagliata tutti i traguardi e tutti gli aspetti declinati in ogni fase, mi ha permesso di capire come una descrizione dettagliata delle attività svolte permetta il controllo dell'evoluzione del compito in qualsiasi momento e di effettuare le modifiche necessarie senza perdere mai il riferimento a quello che si è fatto e ai traguardi che si vogliono raggiungere. Ma l'aspetto su cui ho particolarmente riflettuto durante questo corso e su cui sto focalizzando maggiormente l'attenzione è la chiarezza della consegna di un'attività.
Spesso si dà per scontato che quello che diciamo o spieghiamo sia chiaro e comprensibile per tutti, ma non è sempre così. A volte si trascura un particolare che per noi può sembrare superfluo o sottinteso ma che per alcuni alunni invece è fondamentale. Bisogna perciò utilizzare un linguaggio chiaro e semplice, il più possibile dettagliato, nel raccontare l'attività che gli alunni andranno a svolgere e, se si ritiene necessario, utilizzare anche altre strategie utili alla comprensione della consegna.
Anche in fase di valutazione è necessario ricercare per ogni traguardo le evidenze da osservare: ciò permette di capire qual è l'aspetto che l'insegnante deve tenere sotto controllo e a cui deve attribuire i livelli di padronanza.
Questo tipo di lavoro risulta ancora più efficace per l'osservazione dei traguardi trasversali. Infatti, tutti gli insegnanti coinvolti possono monitorare le stesse evidenze condivise e dare successivamente un giudizio comune.
Per ritornare al verbo "orchestrare", chiudo con questa citazione tratta dal libro "Diario di scuola" di Daniel Pennac:

"Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere i musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che suona la stessa sinfonia [...]. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini".


Margherita Teto, docente di sostegno, I.C. "Maria Montessori", Roma
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