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n. 27 novembre 2012
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Nasce un libro laboratorio con e sui ragazzi
La felicità è scrivere un libro e il piacere è mangiarlo
di Infantino Aminta Patrizia - Organizzazione Scolastica
Sostengo con convinzione che l'interazione e l'inclusione apportano felicità ed è integrando che spendo molte ore del mio lavoro di docente di sostegno. Sentendosi inclusi, accolti, accettati, amati, valorizzati i ragazzi si predispongono ad accogliere meglio il seme della cultura con motivazione e curiosità.
Mi piace proporre lezioni creative che li mettono in uno stato di ascolto, riflessione e consapevolezza, mi piace stimolarli nell'integrazione che parte da se stessi per arrivare agli altri; se si riesce a mediare con se stessi lo si farà anche con altri e chi media non è più solo se stesso è anche già un po' l'altro.
Ogni parte dell'altro è anche una parte di noi e questo a scuola di può apprendere.

Dall'esperienza della classe laboratorio nasce il desiderio di scrivere un libro con e sui ragazzi, destinato ad un lettore adulto che abbia il desiderio di riconoscere la specialità che c'è in ognuno di loro. Il libro "Alunni speciali - Apprendere l'inclusione a scuola", edizioni la Meridiana - Collana partenze, è un testo laboratorio in cui l'integrazione, l'inclusione e l'interazione sono aspetti irrinunciabili di forte e positivo impatto all'interno del mondo scolastico. La sua ricchezza sta nel saper lanciare quell'imput informativo e formativo che incuriosisce e spinge all'approfondimento chiunque abbia figli o alunni più o meno speciali.

Il 23 ottobre alle 17.00 si è tenuta, presso l'I.C. di via Savinio la presentazione del libro che ha visto la partecipazione attiva di parte degli studenti coinvolti nella stesura del libro, dei docenti e dei genitori rappresentanti di classe. L'evento si è consumato in una dimensione di profondità sostenuta da un clima leggero e festoso dove si respirava l'aria briosa di una scuola dove regna il desiderio di fare e pensare insieme.
Si è iniziato invitando gli ascoltatori a ricordare e a ri-sentire cosa avevano provato quella volta che si erano sentiti esclusi, distaccati, messi da parte o allontanati poiché è impossibile che non sia successo a tutti almeno una volta nella vita. Capita e può capitare anche a scuola e il nostro compito di insegnanti è di accogliere e sostenere, valorizzare e includere, quando questo accade. Non è necessario diventare amici del cuore ma una classe unita si. Essere uniti soddisfa il bisogno di ognuno di sentirsi parte di un 'tutto', risveglia il senso di appartenenza e l'equilibrio tra il dare e il ricevere.

Francesca, collega e mamma, legge la poesia della figlia Flavia. L'autismo associato al mutismo hanno reso Flavia particolarmente sensibile alla poesia. Ha scritto i suoi versi con il computer attraverso la tecnica della la scrittura facilitata.

Dolcezza,
vieni a nutrire la mia amara esistenza
Silenzio,
fai tacere l'anima mia in preda ai tormenti
Notte,
coprimi col tuo manto quando sono indifesa
Luce,
illumina sempre il mio oscuro cammino
Cieli,
apritevi, se qualcuno mi accarezza il viso
Accettami diversa, sarò anch'io felice

(Flavia)

Irene, una ragazza di terza media, ha letto un passo del libro sulla diversità seguito da alcuni riflessioni dei ragazzi:
Mi sono sentito escluso ieri,quando tutti stavano giocando a palla e, anche se li conosco da 13 anni, nessuno mi ha chiesto di giocare con loro. Mi sono sentito molto tradito e esonerato.
Una volta che mi sono sentito diverso ho provato rabbia, mi sono sentito umiliato e emarginato ma, un'altra volta mi sono sentito migliore, più vivo, avrei voluto spaccare il mondo e allo stesso tempo stare calmo e godermi quel momento

Alle elementari mi sentivo sempre fuori posto o non accettata da molti miei compagni perché magari erano più magri o si vestivano più alla moda... con le stesse persone, quando le rivedo, rivivo le stesse emozioni.
Mi sono sentito ferito, non accettato, come se non fossi me stesso ma un altro.
Quando mi sono sentita isolata dalle mie amiche ho provato tantissimo odio per loro, anche se non è una cosa bella, però mi ha fatto stare malissimo. Ho provato tristezza, solitudine, ho pensato che ero io che non andavo bene per gli altri o che c'era qualcosa di sbagliato in me. Mi sono sentita ferita, un'estranea.
Mi sono sentito diverso quando i miei amici erano magri e io invece no. Mi sentivo escluso, come se non mi volessero, mi sentivo diverso, triste e decisi che qualcosa sarebbe cambiatonei confronti di qualcuno. Tutto si è risolto per il meglio con l'aiuto di un circle time

Sono intervenuti al dibattito la Dirigente Scolastica Dott.ssa Angela Maria Marrucci e la Psicopedagogista Simonetta Robiati per porre l'accento sull' importanza delle tecniche attive e collaborative che si sviluppano con l'intenzione di favorire la cooperazione e la collaborazione in classe e, prendendo spunto dal libro, Greta, una studentessa coinvolta nella stesura, ha letto un passo del libro su alcune riflessioni dei ragazzi elaborate attraverso il brainstorming sulla differenza tra felicità e piacere:La felicità è un obbiettivo raggiunto con fatica, sudore, sacrificio; è scoprire un proprio talento; la felicità dura nel tempo mentre il piacere è legato al momento; la felicità è realizzare se stessi e il piacere è realizzare un desiderio. La felicità è scrivere un libro e il piacere è mangiarlo

Ma se prendessimo in considerazione che noi docenti possiamo perseguire lo scopo educando alla felicità?
Sono certa che la felicità è un 'senso' in divenire e noi educatori possiamo fare molto per mostrare ai ragazzi il loro potenziale facilitandogli l'opera di autorealizzazione e permettendogli così di ricevere le giuste ricompense della vita che altro non sono che il risultato dell'impegno, maggiore forza e felicità.

"Non pensavo che mia figlia avesse tanti amici" afferma Anna Maria Canonico, madre di una ragazza autistica e sordomuta che racconta il cambiamento concreto di Elisa supportato dall'unione dell'intera classe e di quanto la figlia sia felice a scuola non sentendosi mai più sola, come era capitato in passato. "Ho capito veramente cos'è l'integrazione!"

Martina, studentessa, interviene elencando una serie di esempi che chiariscono cos'è l'integrazione per 'noi ragazzi della scuola media': L'integrazione è correggere i propri sbagli, relazionarsi con gli altri, apprezzare la semplicità, è fedeltà, è comprendere meglio se stessi, è divertimento, fantasia, completare se stessi, imparare a rispettare e a farsi rispettare, apprezzare se stesso e apprezzare gli altri, è giocare tra amici, è capirsi e capire...

Il pomeriggio scorre veloce tra il silenzio degli ascoltatori e i cuori emozionati dei ragazzi. Loro hanno preparato tutto con molta cura: hanno spostato sedie, tavoli, hanno sparso i segnalibri ovunque, hanno allestito il banco della vendita, hanno provato a leggere dentro un microfono...aaa prova... Il musicista di Hang segna la fine dell'evento e l'inizio dei festeggiamenti con brindisi, una torta fantastica che riporta la copertina del libro in pasta di zucchero e la felicità dei ragazzi che vendono libri e firmano autografi!

La parola ai ragazzi. Pensieri tratti dalle loro relazioni.

Martina: La professoressa Infantino ha scritto un libro con il nostro aiuto e ci ha definita secondi autori perché i nostri pensieri, paure e desideri sono serviti a dare vita a questo libro. Nel teatro sembrava che ci fosse un clima di felicità. Patrizia. ci ha diviso i compiti: chi allestiva il tavolo per il rinfresco, chi il banchetto per vendere, chi si preparava per leggere quei pezzi di libro scritti da noi. Durante il rinfresco tante persone ci chiedevano l'autografo, eravamo tutti un po' sorpresi. Poi c'è stato il taglio della torta, il primo pezzo l'ha tagliato Cristian ma l'ha tagliato malissimo! Ma abbiamo riso tantissimo. È stato così divertente che il tempo è passato velocissimo. È stata una giornata bellissima, giornate così non torneranno mai più. Patrizia ci ha regalato questa grande opportunità e siamo stati veramente fortunati ad avere Eisa in classe.

Ilaria: Mentre ero seduta vedevo le facce emozionate dei miei compagni, solo il pensiero di quello che stavamo facendo mi faceva venire i brividi! Sentendo Patrizia parlare dell'inclusione a scuola pensavo che ero d'accordo con lei quando dice che siamo tutti diversi e che ognuno di noi ha dei bisogni speciali che dobbiamo imparare ad ascoltare.

Finita la presentazione abbiamo tagliato la torta, e brindato tutti insieme. La cosa più bella è stata fare le dediche con le nostre firme sui libri che hanno comprato.


Giorgio: La madre di Elisa è intervenuta raccontando le esperienze vissute dalla figlia dicendo proprio che la Professoressa Infantino ha aperto Elisa ad un mondo finora sconosciuto alla figlia, quello dell'amicizia e della felicità. La mamma ha inoltre aggiunto che non si sarebbe mai aspettata che la figlia avesse degli amici e che fosse riuscita ad andare a scuola felice.

Veronica: mi viene solo una cosa in mente in questo preciso momento WOW!!!!! Le poesie che ha scritto Flavia, una ragazza muta di 22 anni con problemi autistici che ha imparato ad usare il computer mi hanno veramente colpito. Credo siano le più belle poesie che io abbia mai sentito e due delle poche che abbia veramente capito. Dopo la presentazione abbiamo mangiato una torta buonissima con il disegno della copertina del libro e quando l'ho vista non ho potuto far altro che fotografarla e mangiarla!


Gabriele: i nostri momenti con la professoressa Patrizia sono diversi. Sono attimi in cui sveliamo la nostra vera faccia, ci ritroviamo, ci capiamo. Questi momenti ci cambiano la giornata anche se durano mezz'ora, un quarto d'ora, un'ora. La professoressa ci ha studiato dentro e ha cercato di aiutarci con il cuore nei momenti di grande ansia o difficoltà, come ad esempio prima di un compito di matematica o una mega interrogazione di storia. Lei ha portato tanta fiducia in noi, ci ha fatto sentire più sicuri dei nostri mezzi. Credo che nella nostra classe i pregiudizi sulle persone diversamente abili o sui ragazzi stranieri non esistono e se questi giudizi affrettati ci sono stati si sono volatilizzati. Prima Elisa era considerata un oggetto pericoloso che andava maneggiato con cura, un oggetto non autonomo che molto spesso andava isolato, ma ora è il contrario, ora gira tutto intorno a lei e con la sua e la nostra comunicazione, siamo finalmente entrati nel sistema solare di Elisa.
Sara: che bello fare le dediche!ogni persona che ha comprato il libro ce l'ha chiesta e noi gliel'abbiamo fatta! Dopo siamo andati tutti dietro la torta e ognuno ha fatto il primo taglio. È stato stupendo, indimenticabile e pieno di felicità!

Matilde: mi sono sentita una vera autrice perché 'con autografi e firme' mi sentivo tra le nuvole!

Aminta Patrizia Infantino, Docente di Sostegno Scuola Superiore di primo grado "Cecco Angiolieri" - Roma
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