Torna nella homepage
 
n.43 maggio 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:16 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'NEET? No grazie!'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Orizzonte scuola 2 Orizzonte scuola
Pagina Long Life Learning 12 Long Life Learning

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
NEET? No grazie!
L'istruzione degli Adulti come possibile soluzione perché ... Non Esiste Essere Trasparenti
di Poli Roberta - Long Life Learning
www.tafter.it
www.tafter.it

In un panorama che vede l'ambito scolastico in primo piano per la necessità, ormai imprescindibile, di trasformare in termini qualitativi l'offerta di istruzione e formazione (vedi i risultati sconfortanti dell'indagine PIAAC- competenze degli adulti nei paesi membri dell'OCSE3

si inserisce la rinnovata frontiera dell'Istruzione degli Adulti che trova la sua massima espressione nell'istituzione dei CPIA, i Centri Provinciali per l'Istruzione Permanente


Partiti nell'a.s. 2013-14 con una Sperimentazione Assistita in nove Regioni (1), i CPIA si sono presentati al pubblico sotto i riflettori della rete RIDAP (2) che venerdì 9 maggio, con il II Convegno Nazionale tenutosi presso l'ITIS "Galilei" di Roma, ha riunito quasi 300 persone interessate a confrontarsi su questo terreno, quanto mai fertile.

I CPIA che la circolare n. 36/2014 vuole operativi dal prossimo anno scolastico, condensano quanto di meglio si poteva immaginare per cambiare il modo di concepire il sistema scolastico. Queste, in estrema sintesi, alcune delle innovazioni introdotte (3):

Definizione di un Patto Formativo Individuale basato sul riconoscimento dei saperi Formali (da sempre appannaggio della scuola), Informali e Non formali (AM. Ajello, seminario Metis di Roma, cfr lascuolapossibile n. 41 marzo 2014).
Realizzazione di un percorso personalizzato nei contenuti e nelle modalità attuative (prevedendo anche la possibilità di lezioni individuali per il recupero di carenze specifiche).
Elaborazione di percorsi fondati su Unità Di Apprendimento (UDA) che possono essere erogate sia in presenza, sia a distanza (4) (per un massimo del 20% del monte ore) o con il sistema AGORA' (5) (Ambiente interattivo per la Gestione dell'Offerta formativa Rivolta agli Adulti)
UDA definite per gruppi di livello direttamente collegati ai periodi formativi di riferimento (I e II periodo 1° livello e I periodo 2° livello).
Creazione di un modello (condiviso almeno a livello regionale) di Commissione per l'accertamento e la certificazione delle competenze ai fini del riconoscimento dei crediti formativi, ragionando in un'ottica che tenga conto dei quadri di riferimento europei (EQF)

Il convegno, ricco di contributi a diversi livelli istituzionali, ha avuto il pregio di consentire un confronto molto interessante su vari aspetti riconducibili all'Istruzione degli Adulti, nella sua nuova configurazione.
In questa sede è possibile riportare soltanto qualche spunto che considero particolarmente significativo.

www.unipd.it
www.unipd.it
Una definizione che mi ha particolarmente colpita è stata proposta dalla DS S. Schiragli, dell'I.C. "Impastato" di Palermo, che ha parlato significativamente di "Simulazione", più che di "Sperimentazione" vera e propria. Del resto una sperimentazione assistita, per essere tale, avrebbe dovuto avere la giusta attenzione, sia in termini di confronto a livello istituzionale, sia in termini di investimento di risorse economiche e professionali. Questo non è accaduto e con il MOF (fondo per il miglioramento dell'offerta formativa) che quest'anno è stato ridotto drasticamente, il lavoro è stato svolto senza incentivi per i docenti coinvolti che, ancora una volta, hanno dovuto impegnarsi contando esclusivamente sulle proprie forze e sulla loro immancabile "buona volontà".
Come evidenzia N. Garuglieri (Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), però, "I progetti assistiti dovrebbero essere tali e si sarebbe dovuti uscire con un'idea chiara sui modelli e sulle buone pratiche".


Questo non sempre è stato possibile perché, se non si concretizza un vero e proprio "Sistema EDA", si finisce con lo scontrarsi contro una serie di difficoltà che non sempre sono facilmente superabili. Per sperimentare un modello di CPIA efficiente ci sarebbe stato bisogno di una sede fisica organizzata in maniera amministrativamente autonoma, con un DS "dedicato" e non costretto a gestire contemporaneamente altre istituzioni scolastiche.

Interessante in tal senso l'esperienza di Treviso riportata da O. Colosio, DS della Scuola Capofila I.C. di Asolo che, grazie alla possibilità che ha avuto di gestire sia il personale docente e amministrativo sia i fondi dei CTP, ha potuto mettere a punto la sperimentazione di un modello organizzativo e gestionale del CPIA. Proprio questo viene individuato come uno dei possibili obiettivi a livello nazionale: pervenire ad un modello di sperimentazione di più modelli gestionali e organizzativi, tarati sulle specifiche caratteristiche delle diverse realtà regionali.

Come hanno sottolineato gran parte dei relatori, imprescindibile è la necessità di poter contare su figure di sistema riconosciute contrattualmente; dei docenti appositamente individuati dai CPIA sulla base di competenze e titoli, che abbiano il delicato compito di coordinare insieme al DS e allo staff dei docenti, la messa a punto delle innovazioni previste dall'IDA e la realizzazione delle riforme organizzative e didattiche ad essa collegate.
Altro aspetto importante è il collegamento con le politiche nazionali e regionali rivolte ai Neet (6); in questo senso il Programma "Garanzia Giovani" ha perso una grande opportunità perchè non è riuscito a raccordarsi, se non in Piemonte, con i CPIA.

Questo gap è avvenuto soprattutto nel Lazio, come evidenziato da P.M. Bottaro (Direzione Regionale Formazione, Ricerca e innovazione, scuola, università e diritto allo studio), che però ha precisato che gli obiettivi tematici dell'EDA sono stati introdotti nel POR 2014-2020.
Ancora una volta ciò che caratterizza e contemporaneamente limita i nostri sistemi è la loro assoluta impermeabilità nel passaggio di informazioni e messa in sinergia delle diverse risorse disponibili. Una grossa opportunità come il Piano "Garanzia Giovani" (preceduto dal programma FixO, attivato in diverse istituzioni scolastiche a livello nazionale), non avrebbe dovuto prescindere, per la sua realizzazione, dal sistema scolastico, in particolare dall'istruzione Tecnica e Professionale perchè è proprio "nella" e "dalla" scuola che dovrebbero partire le diverse iniziative mirate a pianificare e accompagnare i giovani all'uscita dal sistema scolastico per realizzare una prevenzione primaria rispetto al rischio di vederli trasformare in Neet!

Il settore dell'Alternanza Scuola Lavoro, ad esempio, potrebbe essere un terreno fertile per creare sinergie tra sistema di formazione e sistema imprenditoriale e aziendale.
Strutturare l'alternanza in termini di percorso di apprendistato, incentivando la prosecuzione dell'esperienza nelle aziende coinvolte, anche al termine dell'anno scolastico, consentirebbe a queste ultime di selezionare gli allievi più motivati e professionalmente più preparati (in questo senso sarebbero più che mai implicati gli apprendimenti informali e non formali, oltre a quelli formali prettamente "scolastici") e soprattutto avrebbe effetti positivi sul senso di autoefficacia dei ragazzi che potrebbero sperimentare direttamente le proprie competenze professionali. Tutto questo si trasforma in motivazione intrinseca a completare nel migliore dei modi il percorso formativo, proprio in vista della valorizzazione che viene fatta delle competenze dimostrate sul campo.
Se l'IDA si pone come obiettivo il rientro in formazione dei giovani a partire dai 15 anni (come è avvenuto con un accordo tra USR e Regione Lazio che prevede l'accesso ai CPIA di questi ragazzi se evidenziano difficoltà concrete segnalate già nella secondaria di primo grado), l'aggancio della formazione con percorsi di stage e tirocinio guidato/apprendistato, rappresenta un'opportunità reale di fornire strumenti operativi per orientarsi in maniera efficace nel mercato del lavoro senza prescindere dal sistema scolastico ma proprio grazie ad esso.

Ci sarebbe ancora moltissimo da riportare, a cominciare dalla sperimentazione (avviata con successo nel Liceo Rosmini di Trento, come riferito dalla DS M. Carollo) di un liceo serale per consentire il rientro in questo ambito specifico a tutti coloro che, per vari motivi, aspirano a questa particolare tipologia di formazione.
Una grandissima parentesi andrebbe aperta sul sistema di istruzione negli istituti di detenzione e pena per adulti e per minori, dove si concentrano un numero elevato di Neet che, contrariamente ai diffusi luoghi comuni, sono in grandissima parte italiani. Sono persone da cui non viene spontaneamente la richiesta di formazione, è impressionante il fatto che molti di questi ragazzi possano non assolvere l'obbligo formativo senza che NESSUNO SE NE RENDA CONTO, come ci segnala con un caloroso intervento S. Pesarin ( DG per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari, Ministero della Giustizia), auspicando una maggiore facilità di accesso al sistema scolastico, spesso precluso a molti di questi ragazzi.

Interessante la relazione di G. Greto, D.S. IPSSAR Tor Carbone, che illustra l'esperienza realizzata dal progetto assistito per il Lazio PARITA'(Progetto Assistito Rete In Formazione Territoriale Adulti ), coordinato da S. Caravita, D.S. del IV CTP - I.C. "Di Liegro". Nel Lazio è stato fatto un imponente lavoro di messa in rete di punti di erogazione di primo livello, rappresentati dagli Istituti sede dei CTP e dalle scuole carcerarie di primo grado, con punti di erogazione di secondo livello, comprendenti istituti secondari sede di corsi serali e scuole carcerarie. Interessante il modello realizzato già da diversi anni nell'IIS "C. Cattaneo" che, pur non avendo corsi serali, ha organizzato degli originali percorsi di formazione, tarati proprio sul riconoscimento e la certificazione dei diversi tipi di competenze, per favorire il rientro in formazione e il passaggio degli allievi da una classe all'altra.
Altro elemento interessante che ha caratterizzato la sperimentazione nel Lazio è stata l'attenzione alla formazione omogenea e continua del personale realizzata con dei corsi condotti da M. G. Accorsi, esperta in sistemi formativi e professionali.

Il forte bisogno di formare i formatori è stato evidenziato da diversi relatori come condizione imprescindibile per riformare realmente il sistema dell'Istruzione degli Adulti e mettere a regime le nuove strategie indicate nei "10 passi verso i CPIA". In tal senso si è efficacemente espressa anche A. Alberigi (Università degli Studi Roma Tre, Presidente RUIAP) che lavora alla realizzazione di un'offerta formativa universitaria, da realizzare sotto forma di Master di primo livello, per formare il personale che opererà, a vario titolo, nei CPIA.
Forte è emersa la volontà di creare nuove sinergie attraverso la costituzione di una rete di reti ed in questo senso il convegno ha costituito un'occasione per presentare due protocolli d'intesa che la RIDAP ha siglato con la RUIAP (7) e con il Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia.

Vorrei concludere con le parole di G. Nicoletti (membro del gruppo tecnico nazionale per ANCI, esperta EDA e RETI, gruppo di lavoro regionale EDA USR Lazio) che ha così sintetizzato quanto emerso nella giornata:
Impegno di tutta la rete nel sollecitare la richiesta di rientro in formazione per promuovere la domanda inespressa ed evitare l' incremento dei Neet

Realizzare percorsi di istruzione e formazione professionale dedicati agli adulti (che sono attualmente demandati alle Regioni).
Considerare il CPIA come la "porta di accesso" al sistema IDA che va chiarita e sancita anche a livello organizzativo con la presenza di figure di sistema che contribuiscano a mettere a regime le "buone pratiche".
Se questo è l'obiettivo dell'IDA occorre partire dalla messa in campo di tutte le strategie possibili per intercettare gli utenti e favorirne il rientro in formazione, certificare tutti gli apprendimenti pregressi a prescindere dalla loro natura (formali, informali e non formali), agevolare il percorso con tutti gli strumenti a disposizione, con particolare riguardo anche all'uso delle nuove tecnologie.
Per realizzare tutto questo, è indispensabile creare una sinergia con i centri per l'impiego, il privato sociale, i sindacati e tutte le agenzie che ruotano intorno al sistema di formazione/collocamento al lavoro, attraverso la creazione di sportelli di accoglienza/orientamento che favoriscano il rientro nel circuito formativo e la ricollocazione al termine del percorso di studio intrapreso.
In conclusione del convegno C. Cipollone, DS dell'ITIS "Galilei", sottolineando come la scuola non è sempre capace di intercettare e valorizzare le competenze, fa riferimento ad un'interessante metafora: "Oggi non andare a lavorare ma torna a studiare".
Anziché lasciare anticipatamente la scuola per immettersi nel mercato del lavoro (meccanismo tristemente noto come dispersione scolastica), si auspica che le persone possano invece rientrare in formazione per mettere a frutto nel miglior modo possibile le proprie potenzialità/competenze/abilità costituendo in tal modo una rinnovata risorsa per se stessi e per la società.

Roberta Poli, psicologo, docente esperto EDA, presidente dell'Associazione
"Crescere Insieme", www.crescere-insieme.com

Per approfondimenti:

Note:
(1) Ai sensi dell'art. 11, comma 1 del D.P.R. 263/2012
(2) La RIDAP, Rete Italiana Istruzione degli Adulti nell'Apprendimento Permanente, comprende CPIA, CTP e scuole secondarie di secondo grado che hanno attivato al loro interno dei corsi serali http://www.ridap.eu/.
(3) Strumenti di flessibilità ai sensi dell'art. 4, comma 9 lett. a); b); c); d) del D.P.R. 263/2012
(4) La fruizione a distanza, pur costituendo frequenza regolare a tutti gli effetti, prevede delle lezioni in presenza al fine di effettuare le valutazioni periodiche e/o finali.
(5) Si tratta di un sistema di formazione che prevede la lezione in presenza del docente nella sede del CPIA che, attraverso delle video conferenze on-line, arriva in maniera sincrona ai discenti organizzati in gruppi di livello e presenti nelle aule a distanza, dette appunto AGORA'.
(6) Not in Education, Employment or Training, sta ad indicare giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione e che corrispondono, secondo le più recenti stime (2012), ad un ragazzo su tre nella fascia 20-24 anni.
(7) Rete Universitaria Italiana per l'Apprendimento Permanente, che conta al suo interno 35 Università in tutta Italia.
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Competenze degli italiani:siamo i peggiori Competenze degli italiani:siamo i peggiori
Regolamento CPIA Regolamento CPIA
Rete Italiana Istruzione per gli Adulti Rete Italiana Istruzione per gli Adulti
Quadro Europeo Qualifiche (EQF) Quadro Europeo Qualifiche (EQF)
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional