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Nel mezzo del cammin di mia vita, m'incamminai
nella SELVA OSCURA ...dell'apprendimento on-line
di Lucci Laura - Scuola & Tecnologia
E' da dicembre che mi sono buttata in una nuova avventura: l'apprendimento on-line.

Commissioni, dipartimenti, schede, programmazioni, famiglia, figli e chi più ne ha più ne metta, questo è il destino di chi ha scelto questa professione, si gira sempre a 3000, ma come tutti gli insegnanti sanno, questa professione senza l'aggiornamento non è più una professione, diventa solo un lavoro.
Ma come si fa ad inserire l'aggiornamento in questo dedalo di impegni e poi, tutti noi sappiamo quanto a volte gli aggiornamenti proposti non siano in linea con le nostre effettive necessità;ognuno di noi ha un percorso e non è assolutamente detto che sia lo stesso del collega, ognuno di noi ha le sue curiosità, le sue priorità.

Università on-line
Se ne sono accorte le università che si stanno dotando di diversi corsi on-line, per permettere a chiunque, in ogni parte d'Italia, di seguire corsi di laurea e di aggiornamento professionale, soddisfacendo così i bisogni di ognuno. I corsi sono tenuti da professori universitari, coadiuvati da un tutor, gli incontri avvengono in sincrono, cioè fissando data e orario e collegandosi, con il proprio computer, comodamente dalle proprie case, su una piattaforma comune, e questo dà l'opportunità di interagire direttamente con il professore e con gli altri corsisti.
Le lezioni vengono registrate e messe online e questo permette di poterle riascoltare all'infinito per fissare i concetti che possono essere sfuggiti durante la lezione. Spesso sono anche attivi dei forum nei quali i corsisti possono porre domande e chiedere direttamente spiegazioni.

Un'esperienza entusiasmante Troppo invitante per non farlo!... e così quest'anno ho deciso di iscrivermi ad uno di questi corsi.
Un'esperienza che io ho trovato entusiasmante, innanzitutto, perché seguo dei corsi che mi piacciono, poi perché tra noi "studenti" abbiamo costituito un gruppo e l'intensità delle relazioni non è, come si può pensare, esclusivamente virtuale.

Tra gli altri, ho seguito un Laboratorio informatico, condotto dal professore Andreas Robert Formiconi, fautore del "sapere collaborativo".
Non ha consegnato libri, non ha consegnato schede e nemmeno dispense ha solo chiesto "solo" di aprire un Blog, usare un aggregatore, fare degli screenshots e scrivere nella sorgente in html ... immaginate la mia disperazione!

Fortunatamente non ero sola, e quelle che fino al giorno prima erano persone sconosciute, sparse nella bellissima penisola italiana hanno messo in campo ognuno le proprie competenze e attraverso twitter, blog e mail, si sono coalizzate in ricerche e sperimentazioni.

Ho imparato la forza del "Sapere collaborativo"
... è qualcosa a cui non puoi mettere confini, l'idea di uno diviene il punto di partenza per l'altro, ed è spettacolare poter trasportare questo in classe, è l'entusiasmo della scoperta, del poter contribuire a qualcosa, del saper di essere parte di qualcosa che coinvolge e fa volare le menti.

Ho imparato la tecnica del Prof: incuriosire e sparire
... lasciando alle menti di esprimere tutta la creatività possibile, di percorre strade inutili per trovare quella giusta, di aspettare che prendesse forma la soluzione attraverso il dialogo continuo del gruppo.

Abbiamo imparato a chiedere aiuto
... con semplicità e senza remore, abbiamo imparato la "forza" del gruppo e ci siamo dati anche un nome: gruppo @#linf12.

Cos'è@#linf12? Un gruppo d'insegnanti e non, che sta dimostrando che l'età fisica non corrisponde all'età mentale, che lo studio è esclusivamente ricerca e non può essere fine a se stesso, che ha talmente tanta passione che non può non essere trasportata nella scuola, perché la passione è un vento che travolge, non puoi evitarlo.

Quindi ora non ci sono più scuse, l'aggiornamento è alla portata di tutti, per costruire tutti insieme una scuola possibile!

Laura lucci, docente scuola primaria IC Morlupo - Roma
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Sono presenti 7 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito martedì 12/03/2013 ore 06:11 da elena
Eccomi!Concordo con tutto ciò sopra descritto.Quest'esperienza oltre ad essere un entusiasmante percorso, arricchisce chiunque ne faccia parte, offrendo l'opportunità a coloro che hanno il dovere di formare i futuri cittadini di allargare i propri orizzonti, di comunicare e interagire a distanza formando gruppi di lavoro che lavorano in sinergia per costruire percorsi sempre più in linea con la scuola del futuro.Evviva il linf12!!!!
inserito domenica 03/03/2013 ore 19:18 da lisa
Credo che ci sia poco da aggiungere ai commenti delle mie compagne e dei miei compagni ma credo che sia indispensabile esserci tutti noi di lin12 solo a dimostrazione di quanto ci sentiamo gruppo. Il nostro ruolo, di insegnanti educatori è spesso associato a quello di persone "filosofeggianti" lontane dal progresso rispetto alle generazioni che incontriamo nei nostri percorsi. L'esperienza IUL per noi è la palese dimostrazione che nella scuola pubblica ci sono persone con grande voglia di andare incontro alle bambine e ai bambini che popolano le nostre classi, sacrificando il nostro tempo per investirlo gratuitamente nell'aggiornamento che riversiamo con grande abilità nella didattica quotidiana. Ma il clamore che questa nostra esperienza ha suscitato è quello di riuscire meglio di molti altri professionisti a contestualizzare la "modernità" acquisita nel fare quotidiano. Spesso assisto a dibattiti scaturiti da contesti in cui la ricerca medica o ingegneristica scozza con l'applicazione pratica, negli ambulatori piuttosto che in amministrazioni locali. Nella nostra esperienza universitaria noi siamo gruppo di ricerca - sperimentazione e allo stesso tempo gli applicatori sul campo; possiamo ipotizzare, sperimentare e al contempo verificarne gli effetti per ricalibrare gli interventi futuri. Chiediamoci quale altra categoria riesce ad applicare al proprio lavoro tanta conoscenza senza costi per il sistema nel quale è inserito. Queste riflessioni emergono oggi in questo contesto grazie alla spinta del gruppo, sono frutto di tante singole riflessioni che trovano la forza di uscire dai denti per la solidarietà che sappiamo trovare negli altri... Concludo il mio intervento (sono piuttosto incline ad allungarmi nei discorsi) proponendo una riflessione che ho ricevuto pochi giorni fa nel corso di un aggiornamento. Dal libro "Natura incompleta" di Terrence Deacon nella premessa: un bambino si perde in un bosco e un gruppo di 50 persone si organizzano per le ricerche. Ciascuno percorrerà un percorso stabilito da solo non condividendo la strada con altri. Uno solo riuscirà a trovare il bambino, gli altri 49 avranno girato inutilmente; il loro lavoro sembra essere stato inutile. Avrebbe potuto quell'unico soggetto da solo portare il bambino fuori dal bosco?
inserito sabato 02/03/2013 ore 14:02 da Flavia
Condivido pienamente ciò che dici Laura. L'esperienza che stiamo facendo ci sta arricchendo culturalmente, professionalmente ed umanamente. La scuola cambia, i nostri alunni cambiamo, e noi dobbiamo cambiare! La vera rivoluzione parte dal basso, dagli attori. Solo se cambiamo il nostro modo di porci e proporci otterremo la vera educazione. Le tecnologie sono un aiuto straordinario, gli scaffolding tecnologici di cui parlavano Vygotskij e Bruner, ma attenzione a non considerarle il deus ex machina, è il nostro modo di utilizzarle che fa la differenza! L'esperienza di cui parli dovrebbero farla tutti, l'insegnamento non è un punto di arrivo, ma la tappa di un nuovi inizi. Due sere fa, dopo settimane di studio serrato (noi di linf12 ne sappiamo qualcosa) mi sono concessa un film e una frase detta da un personaggio mi ha colpito: "Non è la meta che conta, ma il viaggio"; ecco come educatori lo spirito che dovrebbe accompagnarci sempre è, secondo me, quello di eterni pellegrini, alla ricerca del sapere, del sapere collaborativo, costruttivo.... Nel mezzo del cammin di mia vita (quasi 50 anni) m'incamminai...e camminai, camminai, camminai :)
inserito sabato 02/03/2013 ore 13:57 da Rosaria Sabrina Alessandro
Sottoscrivo e condivido in pieno le parole di Laura, che evidenziano come la responsabilità della nostra professione, nello stare a stretto contatto con i "i nostri" bambini, cittadini del futuro, ci porti ad aprirci ad ogni tipo di esperienza stimolante, di crescita (e non solo professionale), di apertura al nuovo e come il tutto abbia un riscontro positivo in quello che facciamo ogni giorno, in quello che siamo! Grazie!!
inserito venerdì 01/03/2013 ore 20:30 da Errica
E' proprio il caso di dire: "IO C'ERO!"... "In quel Linf12"...che stravolgeva i confini tra il reale e il virtuale e che con la costruzione di blog con gli aggregatori "creava" una "rete" di condivisione di esperienze pregresse ed esperienze possibili... (come Didamatica) Come il "pensare" trovi attuazione nel " fare"... come i "codici" diventino "linguaggi creativi"... come vivere le nuove tecnologie senza subirle!!...
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