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Numero: 7-marzo 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Non capisco la matematica'  >>>
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Non capisco la matematica
Cosa si nasconde dietro questa frase? Alle volte è questione di feeling...
di Messuri Adriana - Organizzazione Scolastica
Quanto può influire sullo studio di una disciplina, il rapporto tra docente e alunno? Può un bambino o un ragazzo sentirsi più invogliato a studiare se il suo maestro o il suo professore instaura con lui un rapporto personale fondato sul rispetto reciproco, sul riconoscimento delle personali capacità o dei propri limiti senza, per questo, sentirsi diverso o inadeguato? E' possibile che lo studio di un discente sia finalizzato a risultati positivi e che il suo atteggiamento divenga sempre più partecipativo se il docente che ha di fronte riesce a trasmettergli entusiasmo e curiosità per la materia?

Mio figlio, liceale, sin da ora pianifica le sue vacanze estive includendo il tempo che dovrà dedicare per recuperare la lingua inglese...Ha deciso che non studierà più questa materia, tanto...."qualsiasi cosa faccio, mi dà quattro. Non mi dice cosa sbaglio e cosa devo fare. Ci dice che siamo cretini."
Il mio "incubo" scolastico (mi vergogno a confessarlo), in quasi tutta la carriera di studentessa è stata la MATEMATICA. Anch'io, come mio figlio, alla fine avevo deciso di non studiare più (tanto sarebbe stato inutile) e ho aspettato, per anni, un miracolo mai avvenuto.
Durante le lezioni, mi estraniavo completamente e passavo le ore a disegnare fiorellini tra la più completa indifferenza dei professori che nel frattempo si succedevano. Otto in italiano, nove in filosofia, otto in storia...due in matematica!! La frase con la quale erano accolti i miei genitori e che io stessa mi ripetevo spesso? "LA MATEMATICA, NON LA CAPISCO."

Ho avuto poi la fortuna di incontrare un professore meno "distratto" che ha capito che, forse, cretina non ero; la mia incapacità non era dovuta a cadute specifiche... Mi disse: "La matematica devi immaginarla come una catena...se ti manca qualche anello, ti sarà sempre più difficile chiudere il cerchio e spiegarti certi procedimenti."
Ho fatto mia questa frase che spesso ripeto ai miei alunni, ho fatto tesoro degli insegnamenti del professor Occorsio e ora insegno...m a t e m a t i c a!

Oggi gli occhi dei bambini mi parlano e riesco, forse più di altri a intuire le difficoltà e la sensazione di frustrazione e d'inadeguatezza di un bambino alle prese con una materia che ha una reputazione negativa e fama di essere antipatica e "pesante".
Cerco di essere il meno "distratta" possibile e sono felice quando i bambini mi chiedono, finita l'ora, di rimanere per continuare la lezione; mi sento appagata quando un nuovo e magari più complicato argomento proposto non li deprime ma, anzi, li entusiasma, li incuriosisce e perciò mi subissano di domande; sono raggiante e mi convinco di agire nel giusto quando B. disegna sul suo quaderno, perché io lo veda, un cuore pieno di T.V.B oppure quando, in una pagina pulita, vicino ad un compito scrive: TI VOGLIO BENE MAESTRA ADRIANA. ANCHE SE NON SEMPRE LA CAPISCO, HO CAPITO CHE LA MATEMATICA SERVE A FAR RAGIONARE.

La mia piccola B.Carina, spigliata, capace, autonoma e allo stesso tempo timida ed introversa, caparbiamente e senza ragione convinta di non amare e di non voler avere a che fare con la matematica e con i numeri.
Permettetemi di dirle "Grazie insalata riccia, non mi sono mai "distratta" da te e non mi distrarrò. Per il momento, sono riuscita a non farti più dire che la matematica non ti piace...è un grande passo...il resto lo affronteremo... piano, piano...insieme.
Sarò il tuo professor Occorsio."

Adriana Messuri Docente 196° Circolo didattico via Perazzi 46 - Roma
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