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n.74 giugno 2017
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Oggi è il giorno:22 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Non è diverso ciò che è diverso...
Formarsi per comprendere il valore delle differenze
di Rizzo Maria Rita - Formazione
Sono stata contenta di parlare di diversità. Può sembrare un argomento scontato per chi fa scuola, ma confrontarsi contribuisce a generare riflessioni e condivisioni.
Vedere l'immagine del patchwork paragonato alla classe, ha rievocato in me il ricordo del ciclo precedente, che ritengo sia stato un "diamante" per eccellenza, dalle molteplici complessità. La frase che mi ha convinto è stata: diversità come risorsa. Un elemento di riflessione è sorto nel vedere la classe come un insieme di piante molto diverse tra loro. Dopo aver visto la foto della classe di Patrizia (docente che ha tenuto le lezioni) al corso sulla didattica per competenze dell'Associazione Sysform, entrando la mattina nella mia aula, ho riconosciuto i cactus, il platano, la rosa, il ciclamino, il tulipano...

Mi ha interessato parlare della diversità. E' un punto fondamentale, di grande rispetto per i bambini, per la loro provenienza e soprattutto per il loro "Essere". Le diversità non debbono essere per forza evidenti, come il colore della pelle o la professione di una diversa religione, ma sono insite in ognuno di noi.
Non ho cambiato il mio modo di agire con la classe ma rafforzato alcuni atteggiamenti, come la costruzione di una regola che può essere un traguardo.

Il mio obiettivo è promuovere l'autovalutazione e rafforzare in me la posizione "Meta", super partes, che ritengo importante e necessaria per la crescita dei nostri alunni che vivono sempre più in un mondo di giudizi. I bambini cosiddetti "difficili", che entrano a testa bassa, hanno bisogno di essere considerati per quello che vorrebbero essere, senza essere giudicati. Fare un percorso scolastico insieme, un "pezzetto di vita " condiviso è la soddisfazione maggiore per aver contribuito, almeno nelle ore scolastiche, a dare un po'di colore sostituito al grigio quotidiano. A volte ti senti impotente di fronte a ciò che faranno nel futuro, ma se conserveranno un'idea positiva della scuola, sarà un piccolo passo per immaginare un mondo migliore.

Dal riferimento al Prof. Castoldi ho capito l'importanza del cambiamento.
Cosa ci portiamo dalle esperienze precedenti? Il nostro bagaglio di esperienze sicuramente. Tutto il corso della nostra vita è determinato da piccole o grandi modifiche e la scuola, più di ogni altra realtà, deve cogliere e anticipare i cambiamenti di una società in continua evoluzione, per guardare avanti, predisponendosi al futuro in una situazione di consapevole responsabilità al cambiamento: è l'unica chiave che ci permette di entrare nel nuovo mondo della classe e di farne parte nel suo percorso.

Ho preso cognizione dei dubbi e delle perplessità dei miei colleghi, nonché delle mie. Molto spesso non riusciamo ad addentrarci nelle metodologie e a confrontarci su aspetti così specifici dell'insegnamento, presi come siamo dalle molteplici attività e impegni che riducono il tempo.
Non c'è un aspetto che ho capito meglio dell'altro, c'è la consapevolezza di aver condiviso quanto "mettiamo in pratica".
E' stato un ottimo momento di riflessione.
Sicuramente è stato proficuo il confronto abilmente orientato dalla Prof.ssa Patrizia Ruggiero.


Maria Rita Rizzo, docente di scuola primaria, IC "Belforte del Chienti", Roma
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