Torna nella homepage
 
n.2 aprile 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Settembre 2018  

Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Non parlo, non scrivo e non di... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Oltre a noi... Oltre a noi...
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Non parlo, non scrivo e non disegno
... ma adesso sto comunicando a te tutto quello che voglio dire!
di Castaldo Esterina - Integrazione Scolastica
La comunicazione fra le persone, pur non essendo palpabile e tangibile, è la cosa più concreta e vitale della nostra quotidianità. Alcune persone possono avere più o meno gravi difficoltà nel comunicare agli altri le proprie esigenze, il proprio pensiero e i propri sentimenti. Se ci fermiamo alla comunicazione orale, come unico modo di interagire, non riusciremo mai a superare le difficoltà.

Fortunatamente alcune tecniche, serie e consolidate, ci vengono in aiuto e sono utili, oltre che alla persona interessata, anche a chi gli sta attorno: familiari, operatori, insegnanti, terapisti o, più generalmente, amici.
La comunicazione però non può essere vista solo come una semplice procedura che permette un passaggio d'informazioni e di contenuti, non significa cioè solo poter parlare o scrivere o disegnare. La comunicazione è anche un'interazione tra due o più individui che alternativamente possono assumere il ruolo di trasmettitore o ricevitore del messaggio. La comunicazione quindi, presuppone anche una relazione. Entrano in gioco le emozioni, i comportamenti, i gesti, i vari stili, la storia personale. L'insieme complesso di questi fattori non può che influenzare sia l'emissione che la ricezione del messaggio.

Quante volte ci è capitato di esprimere un opinione in modo fermo e autorevole, ma la nostra emozione ci ha traditi non tanto nella voce o nel modo di verbalizzare il concetto quanto nel rossore diffuso in viso? Così facendo si rischia di far passare in secondo piano l'importanza del messaggio e quindi, di conseguenza, viene interpretato in modo sbagliato.
La società ha sempre privilegiato il linguaggio orale e scritto quale strumento principale per comunicare. Il linguaggio orale, in particolare è diventato lo strumento di comunicazione per eccellenza avendo dei "costi" assai ridotti rispetto ad altre forme di comunicazione. Non a caso quando si parla di comunicazione ci si riferisce normalmente a quel passaggio di informazioni di tipo orale.

Ma le persone che non hanno mai avuto l'uso della parola o che si trovano momentaneamente privi o che hanno notevoli difficoltà ad usare questo tipo di linguaggio come comunicano?
Come riescono a entrare in contatto con gli altri, ad esprimere i loro bisogni, le loro emozioni, le loro idee? Se non si riesce a ripristinare o a far evolvere la funzione verbale non si può davvero comunicare? Non è proprio così.

In mancanza della capacità di parola o scrittura si possono usare altri tipi di linguaggio sempre che, nella persona, ci sia il desiderio, l'intenzionalità, la volontà di comunicare. Perché senza questa intenzionalità da parte dell'emittente e un'analoga intenzionalità di ricevere dalla parte del ricevente, non si può dire ci sia reale comunicazione.
Da molti anni il problema della disabilità verbale viene affrontato come un problema di comunicazione per cui si sono studiate e cercate soluzioni alternative che permettessero alla persona che non può usare i normali veicoli espressivi di poter esprimere il suo pensiero agli altri senza doversi sentire prigioniero della propria disabilità.
Molto spesso, però, si cade nell'errore di considerare la comunicazione come sinonimo di linguaggio. Questo non è vero! Il linguaggio, sia scritto che soprattutto orale, altro non è che un mezzo di cui noi ci serviamo per comunicare; anche se esso ne rappresenta il più importante.

In età evolutiva più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo significativo con lo sviluppo, in particolare nell'ambito cognitivo e relazionale.
Diventa allora necessario potenziare le modalità di comunicazione esistenti, affiancandole con strumenti che permettano di superare il deficit comunicativo e di riattivare le relazioni con l'esterno, attraverso un intervento di Comunicazione Aumentativa.
Possono essere utilizzati sistemi di simboli o di immagini, strumenti digitali programmati per "prestare" la voce quando è necessario, o strumenti computerizzati appositamente adattati, o modalità che consentono di leggere o scrivere anche a coloro che non sono in grado di usare l'alfabeto o la penna.
Il sistema deve poter essere flessibile e su misura per ogni utente, seguendo progressivamente l'evolvere dei bisogni nel percorso di crescita, e soprattutto coinvolgere in modo attivo il contesto di vita. Tutti coloro che hanno a che fare con il bambino si trovano quindi a dover imparare nuove strategie che sono sempre a disposizione del bambino. Utilizzare la CAA non significa semplicemente applicare una tecnica riabilitativa, ma costruire un sistema flessibile su misura per ogni bambino, da mettere in campo in tutti i momenti e luoghi della vita poiché la comunicazione è per ognuno di noi necessaria ed indispensabile in ogni momento e non solo nella stanza di terapia.
L'assenza di adeguate modalità per interagire e comunicare con gli altri, in un bambino che deve crescere, determina molte ricadute negative su tutti i piani dello sviluppo: relazionale, linguistico, cognitivo e sociale. In assenza di uno strumento di comunicazione, è evidente che le relazioni con il mondo si deteriorano, il linguaggio interno si impoverisce sempre di più, il funzionamento cognitivo, a volte già compromesso di base, peggiora, e lo stesso avviene per le interazioni sociali. La gravità delle conseguenze delle disabilità comunicative rende evidente l'importanza della massima precocità e generalizzazione dell'intervento.

Mara è una bellissima e dolcissima bambina di 10 anni. Vive in una famiglia molto bella composta da 5 persone: i genitori e 3 figli. Mara è la piccola del gruppo e anche la più amata. Ha molti interessi e si diverte un sacco con i fratelli più grandi ma anche con i suoi cuginetti. Gioca, ride e scherza con tutti. La sua vita fin dalla nascita è stata particolare. Una paralisi cerebrale infantile l'ha costretta ad essere "diversa" dai suoi fratelli. Mara non può correre perché ha una tetra paresi e non riesce nemmeno a parlare. Eppure è una bambina molto comunicativa. Riesce a far capire tutto, o quasi tutto, alle persone che la circondano.

Quando l'ho conosciuta è stato facilissimo affezionarmi a lei perché ha un sorriso contagioso. Il suo primitivo modo per comunicare con gli altri era il sorriso. Successivamente e poco alla volta la sua comunicazione è diventata sempre più efficiente e sempre di più comprensibile agli altri. Abbiamo iniziato con i termini più semplici, ma che per lei erano molto difficili da memorizzare. Ha lavorato duramente e poi abbiamo iniziato ad accorgerci che anche quelle cose che ormai lei aveva imparato non le bastavano più. Mara ha molte cose da dire sempre e quindi dovevo trovare un modo per far venire fuori queste "parole". Allora grazie agli studi che avevo fatto per la mia tesi, non mi è stato difficile "creare" una tabella comunicativa grazie alla quale adesso Mara indica quello che vuole dire. La tabella è un ausilio che fa parte della Comunicazione Aumentativa, che può essere arricchita periodicamente di nuove parole, immagini, oggetti, in base alle sue esigenze.


Comunicare con Mara adesso è diventato semplice, bello ed interessante. Certo bisogna che il suo interlocutore sia molto attento ai movimenti che fa con il dito. Ma il bello di questo tipo di comunicazione è proprio questo: l'interlocutore deve "ascoltarti" con attenzione! Ma ahimè nella società attuale è sempre più difficile: tutti sono di corsa e nessuno può perdere tempo a guardare e a sentire cosa ha da dire una ragazza "disabile". Povera società!!!

Esterina Castaldo Logopedista - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional