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n.86 ottobre 2018
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Integrare non vuol dire sconvolgere
Nuove tecnologie a scuola e fuori: alcune riflessioni
di Venerosi Pesciolini Elisabetta - Scuola & Tecnologia
Lo sviluppo tecnologico investe tutti i campi, compreso quello dell'educazione, offrendo nuove possibilità e talvolta rivoluzionando anche il modo tradizionale di "fare scuola".
Posto che i metodi tradizionali non andrebbero comunque tralasciati e dimenticati, tutti noi, che a diverso titolo facciamo parte della comunità scolastica, siamo tenuti ad essere aggiornati sulle nuove proposte che la tecnologia ci offre sia perché possono risultare motivanti e utili ma soprattutto perché ignorarle significherebbe incrementare quel digital divide, ossia la distanza tra noi e i nostri alunni, nativi digitali, inquadrati nella touchscreen generation per via dell'uso quasi esclusivo che fanno del "touch" presente nei moderni "device" come tablet e smartphone.

Vediamo nel dettaglio alcune novità che hanno già cambiato il modo di fare scuola.
In classe viene spesso consentito l'uso del tablet per scopi didattici; alla lavagna tradizionale già da alcuni anni si è affiancato l'uso delle LIM, lavagne digitali sulle quali è possibile proiettare video, slide e con le quali fare lezioni interattive; in molte scuole i docenti usano un registro elettronico grazie al quale i genitori, in tempo reale, sono messi al corrente delle assenze, delle note e dei voti riportati dai propri figli.
Tra le metodologie innovative c'è il flipped learning o flipped classroom (classe capovolta). Questo metodo, nato negli Usa su iniziativa di due docenti, Jonathan Bergmann e Aaron Sams, si è diffuso dal 2012 contemporaneamente all' uscita del primo manuale in lingua inglese. Nel 2014 è uscito il primo manuale in italiano, scritto da Maurizio Maglioni e Fabio Biscaro con prefazione di Tullio De Mauro.
Questa tecnica prevede un capovolgimento delle fasi di apprendimento tradizionali: i ragazzi studiano a casa con dei materiali assegnati dal docente (video, slide, testi) per apprendere in anticipo i contenuti; in classe svolgono in piccoli gruppi quelli che sarebbero stati una volta i compiti per casa.
Esistono on line raccolte di unità di apprendimento dove gli insegnanti possono attingere liberamente, caricare e condividere materiali (www.flippedclassroomrepository.it) o siti di case editrici, come Zanichelli e Pearson, che offrono contenuti analoghi.

Per partecipare ad una conferenza o a un incontro di formazione ci si può iscrivere ad un Webinar: un neologismo nato dalla fusione di due termini web e seminar (seminario) che indica sessioni educative o informative alle quali si può partecipare via web. Ci si registra, ci vengono inviati un link, una data e un orario. In questo modo si può partecipare all' incontro, spesso interattivo, dal proprio computer, da scuola o da casa propria. Quelli a pagamento sono acquistabili anche mediante la carta del docente.
Persino il mondo dell'editoria e delle biblioteche è stato sconvolto in pochi anni dal vento nuovo del digitale. Accanto ai libri cartacei vengono pubblicati migliaia di titoli in formato elettronico (file PDF o ePub) che possono essere letti sia su computer che su dispositivi dedicati: gli eBook Reader si differenziano da un computer per il fatto che sono non retroilluminati, usano cioè una tecnologia completamente diversa da quella LCD dei tablet e dei cellulari; ci permette di caricare testi, di leggerli, di sottolinearli, di inserire note, di fare ricerche collegandosi a Internet.
Nelle biblioteche si stanno eliminando da anni le Enciclopedie, ormai ritenute mezzi obsoleti di ricerca; accanto ai libri cartacei e al prestito tradizionale si va sempre più affiancando il "digital lending" (prestito digitale) che permette all'utente di prendere in prestito un ebook per un tempo determinato. L'utente, dopo essersi collegato alla piattaforma che contiene i libri messi a disposizione dalla Biblioteca ed essersi accreditato, sceglie i libri che lo interessano, li scarica in formato ePub o PDF mediante Adobe digital edition, sul PC o sul proprio eBook Reader. Questi eBook contengono dei DRM (Digital Rights Management, che significa gestione dei diritti digitali) che cancellano automaticamente i testi allo scadere del prestito, dopo circa due settimane.
L'offerta di contenuti digitali è vastissima: si va dal progetto Gutenberg a Liber Liber per arrivare a MLOL (Medialibrary on line) e MLOL scuola una piattaforma di prestito digitale per le scuole italiane di ogni ordine e grado che offre, oltre ad eBooks, la possibilita di consultare online o prendere in prestito periodici, quotidiani, audiolibri, spartiti musicali, video, mappe ed altro ancora.

Dopo questa panoramica su quanto la tecnologia ci offre per l'accesso alla conoscenza, sarebbe opportuno fare alcune riflessioni: da un lato rappresenta sicuramente una risorsa positiva da sfruttare (penso a tanti alunni con bisogni educativi speciali), per l'abbattimento di barriere; per quasi tutti gli alunni poi, il digitale certamente rappresenta un qualche cosa di maggiormente motivante, ma l'abuso va sempre contrastato.
Molti sono i rischi connessi: problemi alla vista, di udito, aumento di casi di disgrafia, dovuta alla perdita della motricità fine, calo delle capacità attentive, impoverimento del lessico, difficoltà di rielaborazione e talvolta anche nella comunicazione interpersonale.

Credo che come educatori non dobbiamo limitarci a garantire e favorire l'accesso all' informazione e alla conoscenza ai nostri allievi, perché essi non devono mai essere considerati solo vasi da riempire di contenuti, è nostro compito invece aiutarli a crescere in modo armonico, a sviluppare delle abilità e competenze come la capacità di riflettere, analizzare, rielaborare e soprattutto rivalutare l'importanza del "tempo", che, in una epoca caratterizzata dalla velocità, dalla fretta, dall'instant messaging, sembra aver perso valore.
La nostra generazione deve fare da ponte tra due culture, quella che abbiamo ereditato e quella dei "nativi digitali"; è importante integrarle scongiurando, allo stesso tempo, il pericolo di far morire quella dalla quale proveniamo.


Elisabetta Venerosi Pesciolini, docente e referente della biblioteca dell'IC "Piaget-Majorana" di Roma
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