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n.20 febbraio 2012
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Obladì obladà
La didattica dell'inglese con i Beatles
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Nell'affannosa ricerca di modi nuovi, e soprattutto piacevoli!, di avvicinare i bambini all'apprendimento giocoso e fattivo dell'inglese, mi sono imbattuta nell'ACLE, un'associazione culturale che opera da anni nella scuola e organizza attività diverse, sia di formazione per noi insegnanti, sia per i bambini, con un ampio ventaglio di proposte, dai "City Camps" al "Theatrino".
L'incontro con l'ACLE mi ha dato la possibilità di venire a conoscenza di laboratori da relizzare a scuola legati all'apprendimento dell'inglese, o all'approfondimento di tale lingua, grazie alle canzoni dei Beatles!

Mi è sembrata un'opportunità preziosa quella di far avvicinare i bambini alla lingua e alla cultura inglese attraverso una musica buona e così significativa per tante generazioni! Ed in più con l'animazione di un insegnante madrelingua!
Ma come si svolge realmente il workshop?
Dura all'incirca un'ora ed è calibrato sul livello linguistico dei partecipanti.
L'animatore parla sempre in inglese e stimola i bambini ad esprimersi nello stesso modo! Questo, se da un lato può inizialmente disorientare i bambini, in realtà li porta a mettersi in gioco, spinti dalla voglia di comunicare.
L'energia trasmessa dalle canzoni dei Beatles e dallo stesso animatore è davvero travolgente e fa cadere quelle barriere di timidezza... che spesso bloccano noi adulti quando dobbiamo esprimerci in una lingua straniera!
Attraverso la ripetizione canora di alcune parti delle canzoni accompagnata da immagini evocative, i bambini ampliano il loro vocabolario e le loro competenze, comprendono i significati delle parole, li animano e via via arrivano a meglio comprendere l'utilizzo dell'imperativo e degli opposites, a formulare le domande, a salutare e così via.

Modulando le attività per le varie fasce di attività si seguono percorsi differenti che vanno dal riconoscimento del protagonista del cartoon di Octopus's garden e dal mimo di Hello Goodbye, a note storiche sui Fab Four (dead or alive?) e su Liverpool.

La bellezza delle attività fatte insieme sta nell'energia trasmessa a piene mani dalla musica e dalla globalità dell'affettività stimolata nei bambini.

È chiaro che non è possibile esaurire tutta le ricchezza di possibilità in un'unica volta: è un po' da vedersi come un input, come l'avvio di una serie di esperienze belle da fare insieme, puntando di volta in volta sulla drammatizzazione, sull'ascolto, sul disegno e, perché no?, sulla scrittura.




Non mi sono accontentata di osservare i visi ridenti e urlanti dei bambini ma ho fatto loro un po' di domande, chiedendo di scrivere di questa esperienza, mettendo un po' su carta tutte le emozioni e le sensazioni prima che volassero via con la musica e ne sono uscite fuori delle osservazioni e delle note utili a proseguire il percorso, per conto nostro, pur non essendo madrelingua, pur non sapendo suonare la chitarra e pur non essendo perfettamente intonati.

COSI' STIAMO PROSEGUENDO LA NOSTRA AVVENTURA, ognuno a modo suo, chi con cartelloni per "fermare" l'esperienza vissuta, chi cercando video, chi canzoni da riprendere...

Per me, in particolar modo è stato qualcosa di più; sarà perché sono nata nell'anno in cui sono venuti a Roma, sarà perché la loro musica tocca delle corde sempre sensibili, sarà perché hanno rappresentato un'epoca e non solo, ma hanno quel posto speciale che nessuno gli può togliere.

I don't know why you say goodbye, I say HELLO!



Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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