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n. 50 febbraio 2015
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Odg: analisi delle situazioni problematiche
La classe è peggiorata!
di Ruggiero Patrizia - Orizzonte scuola
Ma come! mi sembrava di aver fatto tanto: ho sostituito colleghi assenti o non ancora nominati, in tutte le materie e in tutti gli orari; ho messo al corrente i nuovi (due di storia, due di francese, due di sostegno, una di arte).
Ho fronteggiato la situazione del ragazzo con grave psicosi che, quest'anno, sta proprio malissimo. Ho sostenuto colloqui con gli AEC (tre tra le due classi),con la responsabile del sostegno, con la dirigente, con i genitori, con i collaboratori scolastici, con i colleghi, anche delle altre classi, per cercare di creare situazioni cuscinetto, per arginare momenti tragici.
Ho scritto lettere, verbali e ne ho informato tutti i colleghi. Ho continuato ad occuparmi di tutti gli alunni (sono anche coordinatrice) e li ho sostenuti e curati e istruiti durante e dopo le crisi di V. Ho "rimesso dentro" gli altri due con il sostegno: una ragazza sinta, sempre difficile da riacchiappare dopo le vacanze, e un altro ragazzo, con un deficit importante, che faticava a rientrare a scuola, anche in seguito ad un intervento chirurgico.
E poi, nella nuova classe, la prima, con altri due ragazzi, ho curato l'accoglienza, l'impostazione iniziale, così importante. E anche lì molto spesso da sola ad arrangiarmi con l'orario, per coprire tutti i buchi.

Difficile davvero descrivere questi primi due mesi di scuola: tra i più difficili della mia carriera.
Eppure, al consiglio di classe di novembre, la frase : La classe è peggiorata!
Mi è risuonata come un incudine nel mio cervello! Un giudizio senza speranza. Inesorabile.

Nonostante il confronto, le discussioni, le mediazioni, ancora, a dicembre: Stanno peggiorando (eccola sta arrivando) E' la peggiore classe che ho. Sono demotivati. Non rispettano le regole. Anche i migliori sono regrediti . (Ahhh No! Basta! quando è troppo è troppo!)
Arretro, ho voglia di nascondermi sotto il tavolo.
Troppo difficile disallinearsi. Rischia di diventare un contraddittorio e quindi essere controproducente. Già tentato!

Oh! ma ora c'è il consiglio della prima! Loro sono fantastici, attivi, curiosi, propositivi.
E invece no! Ancora termini negativi, nessun entusiasmo. Chiacchierano, troppo vivaci! Mi sembra che si ripeta un incubo: disco incagliato che suona sempre la stessa canzone.

Eppure non mi rassegno, almeno nella mia testa e mi interrogo: Che significa questa comunicazione? È uno sfogo? A chi è indirizzato? Che senso ha in questo contesto? A chi e a che cosa serve?
Uso di parole che stigmatizzano e immobilizzano, come se si parlasse di altro da sè: ma il lavoro dell'insegnante dov' è?

E poi come usciamo da queste riunioni? "Giustamente" confermati che non servono a nulla e con lo stesso spirito ci prepariamo ad affrontare il prossimo consiglio di classe: altra perdita di tempo!
Certo con questi contenuti!!

Un po' capisco.
La nostra scuola è in un territorio difficile. Le classi sempre più disastrate. Siamo una scuola di confine. Situazioni pesanti che altre scuole scaricano e noi accogliamo. Mettono alla prova continuamente, sfiancano.

Ma il locus of control dei miei colleghi (alcuni per fortuna!) dove sta?
La capacità di attribuirsi la responsabilità e quindi il potere sulle situazioni, la capacità di produrre cambiamento, sembra ormai schiacciata da questa modalità comunicativa che a sua volta diventa conferma e radicamento del PROBLEMA.
Un circolo vizioso che si stringe sempre più.
Eppure nelle Nuove Indicazioni una frase illuminante cita: "le relazioni fra microcosmo personale e macrocosmo dell'umanità e del pianeta oggi devono essere intese in un duplice senso. Da un lato tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni persona; dall'altro ogni persona tiene nelle sue stesse mani una responsabilità unica e singolare nei confronti dell'umanità. La scuola può e deve educare a questa consapevolezza e a questa responsabilità i bambini e gli adolescenti, in tutte le fasi della loro formazione."
È il concetto di reciprocità della relazione allargato e amplificato! Io lo trovo grandioso.

Ma gli insegnanti ne sono consapevoli?
E quando dicono: nelle altre classi funziona oppure questo è il mio programma, si rendono conto di quanto possono essere mutevoli e diverse tra loro due classi? Sanno adattare il loro modo di insegnare?

Un po' l'ordine del giorno non aiuta: "Analisi situazioni di problematicità".
Stiamo sempre lì a girarci intorno.
Forse aiuterebbe "confronto di strategie e analisi di segnali di miglioramento": cosa stiamo facendo, cosa funziona, quali punti di forza stiamo utilizzando, quali risorse abbiamo individuato, quale insegnante ha prodotto un aggancio, cosa ancora ci possiamo inventare?
Sono sicura che qualcosa uscirebbe fuori e idee e desideri e energie riprenderebbero a fluire.
L'ho proposto alla dirigente e ....continuo a credere nel cambiamento.

Intanto sono ripartita con i ragazzi di terza. Ho fatto leggere l'articolo di Lucia Paci (grazie Lucia!) e la poesia. In un'ora l'hanno imparata a memoria, commento, disegno e ... speranza, voglia di fare "sembrano" riemerse.

Patrizia Ruggiero, docente di sostegno IC Belforte del Chienti - Roma
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito venerdì 13/02/2015 ore 18:37 da Fernanda Fazio
Resisti, Pat, prima o poi, anche per merito tuo gli O.d.G. cambierano! e soprattutto saranno visti come un'occasione di confronto per i risultati ottenuti e condivisibili. Fernanda Fazio
inserito mercoledì 11/02/2015 ore 08:38 da Lucia Paci
Grazie a te, Patrizia! Da genitore rappresentante di classe, conosco quello che racconti, a proposito dei giudizi lapidari e livellanti, che vengono sommariamente appioppati ai ragazzi e consegnati a noi genitori, come se, tra l'altro, ne fossimo responsabili e lo trovo, purtroppo, tristemente vero! Moltissime grazie, per avermi citata e per aver preso spunto dal mio augurio per questo nuovo anno e per tutti quelli a venire, nella vita dei "tuoi" ragazzi! Io ho solo visto la scia di una stella cometa, capitata sulla strada di mia figlia, una tua "sorella", che tu infatti hai riconosciuto! È bello constatare che abbia senso quello che si scrive! Bello il "passaparola" prof-ragazzi-mamma-altra prof-altri ragazzi...! Non mollare, per favore, continua a essere stella cometa e a brillare nell'universo scuola! Un abbraccio forte Lucia
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