Torna nella homepage
 
Numero: 5-gennaio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Ognuno fa la sua parte'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Emergenza scuola 2 Emergenza scuola
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 5 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 6 In diretta dalla Segreteria
Pagina Long Life Learning 8 Long Life Learning

Ricerca avanzata >>>
Ognuno fa la sua parte
Quando il tempo rischia di essere perso!
di Rosci Manuela - Editoriali
Tempo di riflessioni. Tempo di valutazioni. Tempo di decisioni.
Il tempo, insieme allo spazio (il qui ed ora), ci permette di organizzare il pensiero, ci offre i confini entro cui collocare azioni e a volta anche i sentimenti. La nostra vita è scandita dal tempo: un tempo per nascere e quello per morire. In questo arco di tempo - indefinito per tutti, almeno credo- avvengono eventi esterni a noi che si incontrano, e spesso scontrano, con il nostro mondo interno per dare vita a ciò che noi siamo.
Ognuno con la propria diversità, con la propria originalità spende il proprio tempo interpretando, attribuendo significato e "costruendo" così la realtà individuale, quella che solo ognuno di noi conosce. Come bambini, crediamo che l'altro abbia costruito la nostra stessa realtà, vivendo le emozioni come solo noi sappiamo, progettando azioni come se fosse così logico fare, aspettando reazioni che a volte non arrivano o giunge qualcosa che non riconosciamo appartenere a noi. Arriva allora la delusione per aver "investito" male un bene prezioso che è il tuo tempo!

Non c'è cosa peggiore che vivere con la delusione, che a volte diventa sconforto, tristezza fino anche a essere afflitti e provare dolore. Sembra non esserci più spazio per la rabbia, che spinge a combattere, a credere, a investire comunque energia. La sensazione è quella di trascinarsi nel tempo, passo dopo passo, affinché il momento passi, il periodo si concluda, aspettando timidamente che arrivi un terremoto a mettere tutto nuovamente in discussione.
Dentro questo tempo lento, noioso, triste, uguale a ieri, trovi dei volti non rassegnati ma rassicurati, non sdegnati ma sollevati. Volti che si sentono tranquillizzati dal percepire che si torna al passato, al già visto, a qualcosa che sembra dare concretezza a ciò che fai e che credi di volere.
Aria stantia, clima statico, pensieri che guardano indietro, affermazioni sconcertanti che riconoscono spazio alle scelte di un tempo passato. Tutto ritorna nella normalità scolastica: i ragazzi difficili -oggi tutti bulli!- si domano con il cinque in pagella perché la bocciatura è un segnale forte. E io, strulla, come dicono i toscani, che in questi anni mi sono battuta affinché si fermasse un alunno per concedergli più tempo scolastico, più opportunità, più supporto!

"I voti non hanno fatto male a nessuno -noi ci siamo cresciuti!" Suona secca l'affermazione nel tempo di un collegio docenti da parte di una collega, almeno lei coraggiosa, perché altri, lo sappiamo, preferiscono tacere anche se lo pensano. E io, sempre strulla, fino a ieri a caldeggiare prove con cui misurare abilità e conoscenze per valutare il grado di competenza raggiunto e monitorare l'andamento del percorso scolastico di un alunno!

E ancora. I figli liceali non ti dicono mai i voti che hanno preso, oppure dovremmo veramente credere loro quando ci dicono che il professore lo ha interrogato ma "non gli ha detto il voto", "non so quanto ho preso!" e vagano nella più totale ignoranza di quanto possa valere il loro tempo di apprendimento. E io -sempre come sopra!- a definire con i colleghi il concetto di metacognizione e l'importanza che l'alunno sappia, sia consapevole della sua formazione, sia capace di autovalutarsi perché il tempo speso a scuola diventi tempo di vita e non una perdita di tempo!

Nella vita di coppia succede quando dopo il tradimento dell'altro non aspetti altro che il tempo passi, che l'accaduto si dimentichi, che tutto torni come prima, come se quella parte di tempo della tua vita non fosse mai esistito.
Nel rapporto con un figlio accade quando hai il dubbio che qualcosa di pericoloso stia entrando nella sua vita e lo spavento di non sapere cosa fare ti fa guardare altrove, ti fa leggere i comportamenti come normali per la sua età: eviti perché non sai come affrontare il nuovo che arriva nel tuo tempo presente.
Nella propria crescita personale e professionale e sociale c'è un elemento che diventa pericoloso, involutivo, a volte devastante: non sentire il tempo di una prospettiva futura -altro da ciò che è stato vissuto- perché noi non saremo mai più ciò che siamo già stati, perché inesorabilmente, inevitabilmente e certamente l'essere umano e il cosmo tutto è in continuo divenire.

Al contrario avremmo bisogno di nuova progettualità, di nuove prospettive, di nuove curiosità. Ma non tutti ricercano questo: come all'esterno così anche a scuola, la "crisi" è nella testa delle persone ancor prima che nelle condizioni di vita, è il risultato di un atteggiamento mentale vecchio, stantio, furbesco, che tende a tirar via, a fare da una vita le stesse cose (magari utilizzando i quaderni di vent'anni fa, con i voti già dichiarati!), che attribuisce all'esterno -e mai a se stesso- la responsabilità di ciò che siamo.
Ebbene, di questi tempi si tenta di sopravvivere ai danni, ancora tutti da scoprire, e certe scelte ci imbriglieranno chissà per quanto tempo ancora, soprattutto nella scuola perché coloro che negli ultimi anni si sono sentiti "costretti" a cambiare, oggi possono godere pienamente e utilizzare come meglio credono il vero strumento di potere della scuola: mettere i voti!

Di questi tempi posso solo cercare di cambiare mestiere.

Manuela Rosci Psicopedagogista 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional