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n 68 dicembre 2016
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Articolo 'Open Bio Medical'  >>>
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Open Bio Medical
Una comunità alla portata di tutti
di Riccardi Barbara - L'intervista
Un gruppo di volontari tra ingegneri, medici, biologi, makers appassionati di tutto il mondo hanno fatto "rete" unendo le loro competenze, grazie alla creazione di una community no profit globale "Open Bio Medical", su idea dei fondatori Bruno Lenzi, ingegnere elettronico/biomedicale, e Giancarlo Orsini, Training & learning Manager di Banca Mediolanum.
E' una gruppo di professionisti che si occupa di biomedica low-cost, open source e 3D printable alla portata di tutti, con lo scopo di abbattere le barriere sociali, economiche e geografiche, per cui si può partecipare contribuendo alla realizzazione e alla diffusione delle tecnologie biomedicali e non solo.
La Collaborazione e l'Organizzazione in rete sono i punti grazie ai quali è possibile realizzare le proprie idee e trovare informazioni e materiali utili per ogni situazione, in qualunque parte del mondo, soprattutto in quelle svantaggiate.

I professionisti Open Bio Medical sono soprattutto dei ricercatori; il loro interesse accende tante piccole luci ed è alimentato dalla loro enorme passione. La loro energia dà speranza a tante persone affinché si possa affermare: "Si può fare"!!
Mettere in rete le competenze per progettare prodotti innovativi bio medicali "We help", in un periodo di forte crisi, è la cosa più importante. Il progresso è la risposta alla crisi, per scongiurare i fallimenti a cui si è esposti.

Intervistiamo Valentino Megale cofondatore e responsabile della comunicazione e social media

Da chi e come è nata l'idea di Open Bio Medical?
Open BioMedical Initiative nasce nel 2014 grazie all'idea iniziale di Bruno Lenzi e Giancarlo Orsini a cui poi si aggiungono rapidamente gli altri cofondatori, ossia Cristian Currò, Valentino Megale, Fabio Petronio e Angelo Lenzi. Si tratta fondamentalmente di un'organizzazione che punta a realizzare ausili per la salute e il benessere open source, low cost e stampabili in 3D. E' un'idea nata letteralmente da zero, dal basso, grazie a persone che fin dall'inizio hanno creduto di poter concretizzare un sogno: aiutare il prossimo, in modo nuovo, innovativo, cogliendo le potenzialità delle nuove tecnologie e basandosi sulla passione e spontaneità dell'impegno delle persone nel sociale.
Ecco perché abbiamo creato una non profit, dove il cuore di tutto sono la condivisione e la collaborazione tra le persone. Anzi, il cuore sono proprio le persone stesse a cui viene data la possibilità di contribuire con le proprie competenze, superando ogni limite tradizionale geografico, sociale ed economico. Da quel 2014, grazie ai nostri volontari, abbiamo sviluppato tre progetti, tutti stampati in 3D: WIL, mano artificiale meccanica, FABLE, mano robotica e infine, l'incubatore BOB, progetti a basso costo, facilmente realizzabili e soprattutto accessibili a chi ne ha bisogno.

Qual è l'aspetto innovativo, il valore aggiunto della vostra mission?
L'aspetto innovativo consiste nel mezzo che usiamo per aiutare il prossimo, le nuove tecnologie, e nel modo in cui le usiamo, grazie all'organizzazione di OBM Initiative. Le nuove tecnologie non sono a priori degli strumenti che isolano l'uomo o lo allontanano dalla sua natura. Al contrario, se usate consapevolmente possono valorizzare ancora di più le sue qualità, facilitare il suo contributo, delocalizzare totalmente l'azione delle persone eliminando distanze e difficoltà. Oggi con un click possiamo arrivare dovunque, subito. Poterlo fare è in parte anche una responsabilità, perché abbiamo gli strumenti per risolvere in modo nuovo vecchi e nuovi problemi. Per fare tutto questo c'è però bisogno di organizzazione. Siamo una non profit a cui da sempre cerchiamo di dare una struttura ordinata, efficiente e con obiettivi concreti. Un po' come offrire un'impalcatura da azienda a una realtà tradizionalmente lontana da questo mondo. Ogni volontario viene coinvolto liberamente e compatibilmente con la sua disponibilità, ma grazie all'organizzazione che sviluppiamo e miglioriamo ogni giorno riusciamo a unire i tanti contributi in un quadro generale che funziona e che costantemente ci dà soddisfazioni nel perseguire la nostra missione.
La Biomedica è "a portata di tutti": in che modo OBM è azione che abbatte le barriere sociali e la rende fruibile a tutti?
OBM Initiative coglie le potenzialità di Internet e di tecnologie come la stampa 3D per delocalizzare totalmente attività comunemente legate al locale. Collaborare, progettare, realizzare un oggetto sono tutte azioni che oggi possono essere fatte a distanza. In questo modo, chiunque da ogni posto e in qualsiasi momento può aggiungere un tassello al quadro generale della nostra missione. In più, c'è una netta riduzione dei costi di amministrazione, anzi nulli perché non ci sono locali, magazzini, officine, costi quasi nulli per i trasporti. I vantaggi sono tanti e tutti ordinati nell'ottica di catalizzare il cambiamento dell'ambito sociale.
Cosa si può fare affinché tale progettualità attecchisca in modo cospicuo in altre realtà sociali e in altri Paesi?
La nostra missione necessita di strumenti concreti e di un reale supporto economico e li troviamo usando i mezzi economici di una "non profit", quindi con donazioni, crowdfunding, partecipazione a bandi. Contemporaneamente, siamo costantemente aperti e attivi nel creare nuove collaborazioni con realtà anche aziendali che vogliano supportare le nostre attività. Dall'unione di questi aspetti nasce una dimensione che può supportare missioni internazionali, come quella attualmente orientata all'Angola, che stiamo preparando: missioni non solo finalizzate a portare tecnologia ma anche know how, aiuto non solo tecnico ma umano, vicino e a distanza. Per farlo è fondamentale ascoltare le necessità di queste realtà. Per OBM Initiative, chi viene aiutato è parte del processo, perché il suo feedback è parte attiva dell'aiuto che offriamo.
Quali sono future progettualità e anticipazioni che avete in cantiere?
Oltre ai nostri tre progetti principali, adesso stiamo attivamente lavorando con scuole e volontari per realizzare nuovi progetti, sia orientati all'hardware che al software. L'idea è quella di coinvolgere sempre più persone partendo da necessità concrete e da richieste di utenti in Italia come nel mondo. Oltre a questo, stiamo lavorando al nuovo sito, la nostra casa digitale, una nuova fase del nostro percorso. Per Open BioMedical Initiative la formazione nei giovani rappresenta un traguardo chiave. L'iniziativa non è fatta solo di progetti, non è solo tecnica, ma prima di tutto rappresenta un modello organizzativo. Stiamo iniziando diversi percorsi formativi con Scuole medie, Superiori e Università al fine di trasferire questo modello alle nuove generazioni. Tutto questo per dotare i giovani degli strumenti attraverso cui metabolizzare le nuove tecnologie, cogliendone il lato pratico e sociale e per consentire un uso della Rete vista come possibilità per operare attivamente. Si tratta di condividere con gli studenti l'esperienza che abbiamo accumulato sul campo, utile a trasformare un'idea in risultato, qualcosa che prescinda dalla biomedica e che può esser fondamentale per la loro futura carriera.
Vi ritenete visionari o realisti?
Entrambi. Visionari perché siamo partiti da un'idea a lungo termine, grande e impegnativa e soprattutto genuina nel suo approccio al mondo, realisti perché, per concretizzare l'idea, abbiamo lavorato con i piedi per terra, scontrandoci con difficoltà, sfide e ostacoli da cui abbiamo appreso una mole immensa di esperienza e grazie a cui il carattere e la missione di OBM Initiative sono emerse sempre più chiaramente.

Mettere in gioco le competenze di ognuno per progettare in rete prodotti bio medicali "We help" è il motto. L'innovazione in un periodo di forte crisi come questo in cui viviamo diventa una delle tante risorse che portano risultati.
L'innovazione e il progresso sono le risposte alla domanda: "Come uscire dalla crisi e non fallire?" Il progresso è importante per far circolare tutte le esperienze che portano successo nelle diverse situazioni e fare veramente...RETE, RETE COME GOL!!

OBM è una speranza verso il futuro: la cosa più importante è non perderla per costruire un futuro migliore.


Barbara Riccardi, docente I.C. Padre Semeria - Roma, Counselor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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