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Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Ore 8,30 stiamo entrando a scuola
Il controllo delle emozioni
di Cosentino Enza - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Ore 8,30 stiamo entrando a scuola .
Davanti alla porta della classe V un bambino piange ed è visibilmente scosso. Mi avvicino e chiedo perché quel pianto e lui mi risponde che un bambino della mia classe lo ha preso a cazzotti. Senza chiedere altro, come una furia vado verso il bambino in questione.
Chiedo, visibilmente alterata, spiegazioni a M. che per timore di una punizione, ha una reazione piuttosto violenta, si butta per terra e sbatte la testa sul pavimento, mi avvicino, si alza di scatto, en- tra in classe dicendomi parolacce e comincia a sbattere le sedie, il banco, si butta per terra e quando ci avviciniamo io e la maestra Simonetta, comincia a calciare e noi tentiamo di frenare la sua ira.
Tutto questo avviene in presenza dei suoi compagni , che non sono potuti entrare in classe, anzi lo guardano fra la paura e lo stupore.
Si calma, parliamo e ci dice che non lo volevano far giocare a palla perché diceva le parolacce, perciò ha dato i cazzotti!!
M. è un bambino che dice sempre e comunque la verità e parlando si rende conto della gravità del suo comportamento sia nei confronti del bambino picchiato, dei suoi compagni e della maestra.
Cosa fare?
Alla richiesta, M. dice di dover chiedere scusa, ma è sufficiente?
Gli chiediamo di riflettere e scrivere ciò che deve dire ai suoi compagni per tranquillizzarli, alle scu se per il bambino picchiato e per la maestra.
Comincia a scrivere, è molto intimidito!
E' pronto, davanti ai compagni riuniti che in religioso silenzio aspettano, mi dice di vergognarsi
Lo incoraggio.
Chiedo prima ai suoi compagni che cosa hanno provato vedendo quella esplosione di rabbia e loro rispondono che si sono spaventati e preoccupati perché si poteva far male.
M., molto dispiaciuto, cerca di spiegare e di scusarsi con i compagni.
L. gli dice che è disposto ad aiutarlo in questi momenti e che può sempre contare su di lui!
M. piange e lo ringrazia.

Questa scena è di una tenerezza incredibile, mi fa molto riflettere.
Mi sento in colpa, la mia reazione è stata violenta, non mi sono posta in modo adeguato nei confronti di un bambino che subisce spesso punizioni.
Di fronte a questi bambini il nostro comportamento è fondamentale, non possiamo ripetere l'errore che fa la famiglia e che noi condanniamo!!
Comunque L. ha dato a tutti noi e in particolare a M. un esempio di solidarietà!!

Bravo L.!!!

Enza Cosentino Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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