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n.55 settembre 2015
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Riflessioni su un'educazione alla parità
Dopo il divieto del Comune di Venezia
di Ansuini Cristina - Inclusione Scolastica

Tutto il male che si dice della scuola fa dimenticare il numero di bambini che ha salvato dalle tare, dai pregiudizi, dall'ottusità, dall'ignoranza, dalla stupidità, dalla cupidigia, dall'immobilità o dal fatalismo delle famiglie.
Daniel Pennac


Da dove nasce l'idea di libertà? Cosa vuol dire "essere liberi", avere un "pensiero libero"?
Sono domande che spesso risuonano dentro e fuori di noi ed hanno ancora più pregnanza e significato nel nostro mondo, quello della scuola.
A volte sono questioni sopite, che stanno lì un po' sonnolente tanto da sembrare retoriche, in altre occasioni risvegliano una serie di questioni importanti che richiedono tutta la nostra attenzione e le nostre capacità.
Mi riferisco in particolare all'esigenza di un'educazione alla parità, ben espressa nella Legge 93/2013 contro la violenza di genere.
È innegabile come la questione sia calda nelle scuole e di come sia difficile trovare gli strumenti giusti per affrontare cambiamenti della società tanto grandi quanto complessi.
Prova di questo sono le controversie e diverse interpretazioni della questione che hanno avuto, tra le manifestazioni più eclatanti, il divieto di leggere ed utilizzare un elenco di 49 libri nei nidi e nelle scuole dell'infanzia del Comune di Venezia.
Non entro nel merito della questione, che ha anche connotati politici in cui non mi voglio inoltrare, ma credo valga la pena di fare qualche riflessione e magari trovare risposte valide ed utili al lavoro in classe.

É ormai assodato che la società in cui viviamo, in cui la scuola ha un ruolo fondamentale perché accomuna e rispecchia tutte le realtà, è in continua e rapidissima evoluzione e che porta nuove sfide, nuovi mondi da esplorare ed anche nuovi problemi da risolvere.
Ne sono la prova le situazioni che vengono affrontate ogni giorno da insegnanti non sempre in possesso degli strumenti adatti; uno dei compiti più pressanti diventa curare la relazionalità, servono quindi competenze sempre nuove ed aggiornate, capacità di leggere le situazioni, sensibilità e lungimiranza.. che non è certo scontato e semplice acquisire.
Ci si trova infatti di fronte a situazioni familiari inedite, bambini costretti a crescere in fretta, fenomeni di bullismo variegati, più o meno palesi, legati spesso proprio all'adultizzazione dei più piccoli...

La Legge 93/2013 tra le altre finalità invita a "promuovere un'adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell'ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extracurricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l'informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo".
La stessa legge fornisce informazioni e strumenti adeguati ad affrontare tematiche scomode, che possono portare a momenti di imbarazzo, ma che non per questo possono essere trascurate e tralasciate, visti soprattutto i fenomeni di prevaricazione, discriminazione e bullismo, sempre in aumento e sempre più precoci.
Da parte mia ritengo che il modo più giusto di affrontare molte questioni spinose, sia quello della prevenzione, che in questo caso può consistere anche nel presentare ai bambini tante situazioni diverse in modo metaforico, aiutandoci quindi con la narrazione.

L'elenco dei cosiddetti "libri vietati" rientra proprio in questo discorso e contiene così tanti titoli preziosi che vale la pena dar loro un'occhiata in più ed utilizzare tutte le risorse che vi sono dentro. Si tratta di un elenco di 49 libri, dei veri classici per l'infanzia, dove vengono trattati temi legati alla quotidianità alla luce delle relazioni tra persone.
Il divieto di questi libri nei nidi e nelle scuole dell'infanzia del Comune di Venezia in realtà un grande risultato l'ha già ottenuto: da quando è uscita la notizia di tale divieto è nata un grande movimento attorno a questa vicenda.
È stato molto stimolante vedere la molteplicità di iniziative che ne sono nate, tutte improntate alla conoscenza e all'allargamento della conoscenza delle questioni in ballo: si sono organizzati reading, tavole rotonde, flash mob, in un circolo virtuoso che ha portato alla riscoperta di alcuni classici come quelli di Leo Lionni, alla loro lettura critica, alla molteplicità di modi in cui tali libri potessero essere utilizzati a scuola, sono stati ripubblicati classici della letteratura per l'infanzia ormai introvabili, si sono creati gruppi di lettura, ci si è messi alla ricerca di novità, è aumentata la frequentazione di biblioteche e librerie dedicate ai bambini e ai ragazzi, si sono scritti articoli riportando l'attenzione di tutti - non sono di quella degli addetti ai lavori - sulla letteratura per l'infanzia ed sui suoi molteplici risvolti.

Ho potuto toccare con mano tutto ciò ricercando i libri nelle biblioteche comunali e in diverse librerie, dove i lavoratori del settore ed i frequentatori abituali si stupivano dell'afflusso di utenti e clienti così aumentato.
La lettura di immagini e parole di questi libri è stata davvero salutare per molti ed ha avuto il pregio di far riscoprire ed arricchire professionalità spesso svilite e sottovalutate dall'opinione comune.
Il valore spesso rivendicato da noi insegnanti sta anche in queste occasioni di riconoscimento e di apprezzamento, che vanno costantemente coltivate, arricchite, ricercate, create... attraverso letture, incontri, corsi di formazione, che ci vedano protagonisti di un percorso a volte impervio, ma sempre stimolante ed arricchente.

È il caso, dunque, di porre attenzione a tali questioni, certamente in modo serio, ma adeguato alla capacità dei bambini di gestire la realtà che li circonda. La narrazione, soprattutto quella contenuta in libri preziosi come i classici di Leo Lionni o di Julia Donaldson, è sicuramente un valido supporto ad attività di animazione e riflessione che ci aiutino ad avviare e a seguire percorsi di conoscenza e comprensione.

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma.


D.L.n.93 del 14/08/2013 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/08/16/13G00141/sg
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