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n.59 gennaio 2106
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Orientare coltivando attitudini e interessi
Addio corsi di recupero!
di Ruggiero Patrizia - Orizzonte scuola
--In terza.
Era lì, immobile, davanti al disegno della mano, bianca, che doveva riempire di cose che sapeva fare e che restava vuota.
Mi sono avvicinata. "Cosa fai?"
"Non ho niente da scrivere".
"Eppure io ti ho visto, sei uno capace".
Mi guarda.
"Si so' bono a fa' casino coi compagni".
Annuisco.
"Sei capace di entrare in relazione con i coetanei. E sei anche bravo perchè loro ti seguono".
Mi guarda stupito e perplesso.
E io continuo, con poche parole, a dire come questa caratteristica può essere utile.
E lui, piano piano, si scioglie e si illumina e scrive.

Non è poi così facile essere preadolescenti!

A volte, è proprio la capacità dell'adulto di trasformare una provocazione, che la spegne e tranquillizza il loro senso di colpa rispetto alla trasgressività.
Soprattutto il ribaltamento in risorsa, di caratteristiche personali o atteggiamenti considerati negativi, dà loro la capacità e la carica di far bene e li orienta davvero in modo costruttivo.

Proprio sull'orientamento ci siamo concentrati nel Piano di Miglioramento.
A proposito di novità, l'ultimo grosso impegno.
Inquadrare le idee nei format proposti da Indire o dal ministero, schematizzare, entrare nel significato di terminologie che si incontrano la prima volta, far collimare un linguaggio di tipo aziendale con dei propositi è stato uno sforzo notevole.

Delineare le fasi di Plan- Pianificazione intrecciandole con quelle di Do - Realizzazione, per stabilire "chi fa cosa" e "quando e come" si sviluppano le varie azioni, ha aiutato a concretizzare e definire gli step.
È moooolto ancora da definire tutta la fase di Check- Monitoraggio.
Intanto, un primo passo, consisterà nel verificare che le azioni programmate si siano attuate nei modi e nei tempi previsti.
Diversa sarà l'operazione di capire e individuare come valutare se hanno funzionato!!!

Credo che con un bel pò di esperienza ne possa uscire un miglioramento nel modo di agire della scuola.

Quindi, uno degli obiettivi che ci eravamo proposti ha riguardato le attività di orientamento.
Il tentativo è stato quello di non aggiungere troppa altra carne al fuoco ma valorizzare e sistematizzare quello che facciamo.
(Due grandi corsi impegnativi sia nel monte ore che nelle tematiche, partono quest'anno e coinvolgono nell'uno o nell'altro tutti i docenti della scuola: quello sulla costruzione di strumenti di valutazione per la certificazione delle competenze e quello sulla attivazione di competenze utili allo svolgimento delle prove invalsi).
Una prima azione è stata quella di elaborare un questionario sulle attitudini e gli interessi da somministrare nelle classi quinte, nelle prime e nelle seconde. Nelle terze si proporrà un questionario riepilogativo e sommatorio più articolato.

Le schede proposte avranno la funzione di inserirsi nel percorso di orientamento perhè possano aiutare noi insegnanti a conoscere le passioni dei nostri alunni e contemporaneamente aiutare loro a valorizzarle e incrementarle.

Saranno un momento ulteriore dedicato alla di scoperta di sè e alla conoscenza reciproca per offrirci la possibilità di valorizzare caratteristiche personali, anche quelle che potrebbero apparire, ad una primo impatto, scollate dalla scuola.
Ci potranno facilitare la compilazione dell'ultimo punto della scheda di certificazione della competenze rispetto al quale lo scorso anno, siamo andati un pò a intuito.
Ma, soprattutto avranno la funzione di porre le basi per organizzare dei laboratori "per gruppi di interesse".

La rilevazione sistematica, associata a riflessioni condivise in classe, di interessi e attitudini degli studenti non terminerà nella fase di ascolto ma avrà lo scopo di incrementarli, proponendo attività specifiche, con l'organizzazione di laboratori per gruppi di interesse.
L'obiettivo di svilupparli in competenze si abbinerà alla possibilità di ricercare e valorizzare talenti. Gli alunni saranno aiutati a diventare "esperti" e appassionati tali da coinvolgere anche altri compagni, così da aumentare l'autoefficacia scolastica percepita e l'autostima, facilitando la relazione educativa.

Si introdurrà, per mantenere memoria del percorso, un diario di bordo/ portfolio per gli alunni che svolgeranno queste attività, che li accompagni nel percorso scolastico e risulti essere oggetto di riflessione per l'orientamento.

È da tanto che sogno di sostituire i cosiddetti corsi di recupero, così poco efficaci nelle modalità con cui si attuano e nel significato che rivestono, con luoghi e attività dove i ragazzi con affinità comuni possano riconoscersi e sostenersi e lavorare insieme!

L'idea mi è stata confermata dal racconto dell'esperienza di mio nipote a Napoli. Pur avendo grosse difficoltà scolastiche - gli è stato poi valutato un disturbo specifico di apprendimento- ha avuto la possibilità di partecipare, grazie ad un progetto PON, ad un laboratorio di Scienze, materia nella quale lui emerge con la sua passione e conoscenza approfondita di animali delle specie più diverse e sconosciute. Oltre ad attività di studio e di laboratorio hanno partecipato ad un'uscita didattica a loro dedicata.
È finalmente un modo di rovesciare il problema con un approccio più costruttivo ed efficace. Anzichè insistere, a volte in modo univoco, sulle debolezze e le carenze concentrarsi su quello che c'è e che funziona, come leva per promuovere abilità e valorizzare la persona.
Sono sicura che è la cura che funziona!

di Patrizia Ruggiero
docente di sostegno, IC Belforte del Chienti - Roma

vedi:
- Portale Orientamento MIUR http://www.istruzione.it/orientamento/
- Linee guida per l'orientamento permanente http://www.istruzione.it/orientamento/
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Sono presenti 3 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito giovedì 25/02/2016 ore 10:32 da Maria Cristina Ottaviani
Vedo ogni giorno bambini che tornando da scuola sono tristi, demotivati e nel chiedere loro la motivazione di un tale stato d'animo mi sento riferire di ricevere continui rimproveri dagli insegnanti per i loro atteggiamenti un po' ribelli. Soffermandomi a capire le loro ragioni rilevo che sotto quella ribellione c'è il non essere capiti: Non viene capito che quel non prestare attenzione in una determinata attività vuol dire non disinteresse ma forse non essere in grado di effettuarla senza un aiuto in più; forse vuol dire che quell'attività è lontana dalle attitudini del bambino. Sempre più spesso ci si trova di fronte ad insegnamenti basati sulla semplice trasmissione dei saperi quando invece sarebbe molto più coinvolgente una lezione basata su metodi di insegnamento alternativi, sotto forma di gioco che metta il bambino al centro della trasmissione di quella conoscenza che gli si vuole trasmettere. Cambiando i metodi di insegnamento, maggiormente attenti alle esigenze dei bambini, spero vivamente che si possa tornare a vedere sui loro volti quella solarità e spensieratezza che caratterizza la loro età. Maria Cristina Ottaviani
inserito lunedì 15/02/2016 ore 21:58 da Tiburzi Sara
Non sono poi le stesse Indicazioni Nazionali ad attribuire alla scuola il compito di realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, valorizzando gli aspetti peculiari della personalità di ognuno? Si parla di CENTRALITA' DELLA PERSONA. Ci hanno insegnato a progettare partendo da quello che l'alunno sa fare, è capace. RECUPERIAMO allora ma le loro passioni e attidudini!
inserito mercoledì 10/02/2016 ore 14:23 da Marianna Di Gialleonardo
Ho sempre avuto l'impressione che i "corsi di recupero" (anche solo per il nome)mortificassero e demotivassero quegli alunni "valutati" come carenti nelle (o in alcune) discipline scolastiche. Non tutti hanno le stesse capacità o la capacità di eccellere in tutte le discipline ma, sicuramente avranno degli interessi che, molte volte, non vengono presi in esame perché considerati frivoli e inconcludenti senza però considerare che concentrarsi su questi interessi (ci)aiuterebbe a conoscere di più e meglio (i nostri)alunni o figli. Alcuni giorni fa, nella scuola in cui sto svolgendo il tirocinio, in vista dell'imminente "open day", è stato organizzato un incontro di orientamento musicale per le classi quinte primaria che dovranno iscriversi alla scuola secondaria di primo grado. Nella palestra avevano preparato un breve spettacolo (di un'ora circa) con un gruppo musicale formato dai docenti di musica della scuola secondaria(gli strumenti:batteria, sax, tromba e pianoforte). Durante l'esibizione ho notato, con grande stupore, che uno degli alunni della mia classe, il quale è continuamente richiamato perché considerato "elemento di disturbo", "indisciplinato", "non è attento e non fa i compiti" ecc, era inaspettatamente interessato ma non solo! Conosceva tutti i brani eseguiti e ad un certo punto si è alzato per avvicinarsi ai musicisti poiché i compagni rappresentavano, in quel momento, un " elemento di disturbo" per lui. Tornando in classe, gli ho riferito di aver notato questo suo grande interesse e gli ho chiesto (come era naturale chiedere , per me) quale strumento avrebbe scelto all'atto dell'iscrizione. La sua risposta mi ha lasciata letteralmente senza parole:"ho detto alla mamma che mi piacerebbe imparare a suonare la batteria ma secondo lei devo pensare a studiare di più e non pensare alle stupidaggini!" Tornati in classe, le attività "didattiche" sono riprese come in una normale "giornata a scuola". Perché si continua ad insistere e focalizzare l'attenzione sulle debolezze e le carenze piuttosto che sugli interessi e i talenti così da aumentare l'autoefficacia scolastica e l'autostima negli alunni o nei figli? E soprattutto, quanto si impegnano (o ci impegniamo)insegnanti e genitori a conoscere e riconoscere le passioni e gli interessi di ciascun alunno o figlio così da valorizzarne ed incrementarne le caratteristiche personali? Marianna Di Gialleonardo
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