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| Osate cambiare, cercate nuove strade |
| Il fascino dell'Attimo Fuggente |
| di Ansuini Cristina - Dedicato a te |
Carpe diem
O vergine cogli l'attimo che fugge.
Cogli la rosa quando è il momento,
che il tempo, lo sai, vola,
e lo stesso fiore che sboccia oggi,
domani appassirà.
Quinto Orazio Flacco
L'occasione di fermarmi a pensare a qualcosa - un libro, un film, una poesia, un incontro...- che mi ha fatto riflettere, vedere la realtà da un'altra prospettiva o addirittura fare scelte importanti, la ritengo sempre preziosa.
Non sono un tipo che ama i bilanci, avverte come un macigno incombente un compleanno o l'anno che arriva, ma mi piace, in determinati frangenti, ripensare situazioni, in qualche modo mi hanno fatta diventare così come sono.
"L'attimo fuggente" è stato sicuramente un film che ha prodotto dei cambiamenti dentro di me, mi ha fatto vedere il mondo della scuola ed il mestiere di insegnante in un modo coinvolgente e affascinante, fuori degli schemi, capace di far uscire il bello e il buono, di proporre uno stile personale ed efficace di proporre cultura.
All'epoca dell'uscita del film di Peter Weir, il 1989, ero ancora studente e la mia visione del professor Keating era proprio quella degli allievi di Daniel Pennac, come potei riscontrare anni dopo leggendo "Diario di scuola":
"Ai loro occhi il professor Keating incarnava il calore umano e l'amore per il suo lavoro: passione per la materia insegnata, dedizione aasoluta ai suoi allievi, il tutto accompagnato da un infaticabile dinamismo degno di coach...Ai loro occhi le lezioni di Keating erano un rito di passaggio che riguardava solo ed esclusivamente loro. Cosa che uno dei miei studenti espresse senza mezzi termini:-Vabbè, ai prof non piace. Ma è il nostro film, non il vostro!-"
È vero, all'epoca fu il mio film di studente che si districava tra gli umori di professori distanti, ma già con quell'embrione di voglia di mettersi in gioco, di "passare dall'altra parte" per provare a vedere se si potevano fare le stesse cose, ma in un modo diverso.
Allora potevano esserci strade nuove, c'era qualcuno capace di dare voce alle individualità in modo bello e stimolante, che riteneva fermamente che era importante valorizzare l'individualità e che era possibile, anzi auspicabile!, che ci si mettesse in gioco secondo le proprie peculiarità, seguendo il proprio sentiero, anche se sembra più impervio e difficoltoso!!!
Pensare che da qualche parte, in qualche modo qualcuno vedeva la scuola così come sarebbe piaciuta a me e che il mestiere di insegnante potesse avere a che fare con quello che faceva il professor Keating, fu fondamentale per me e per le mie scelte di vita.
Scrivere poesie, smontarle e guardarci dentro piuttosto che impararle a memoria, aprirsi alle emozioni e farne partecipi gli altri, fruire di un'autorevolezza senza severità...una scuola dell'entusiasmo, della partecipazione, della condivisione...
Queste possibilità, queste occasioni, pur con le loro fragilità, come il film stesso insegna, mi sembravano imperdibili, da curare, da coltivare, da provare, da trasmettere.
È un po' così che è iniziata la mia avventura professionale, arricchita via via da tante letture, da tante visioni di film, soprattutto da tanti incontri...e mi piace ritagliarmi un angolino tranquillo, magari a ridosso di un nuovo viaggio, metaforico o no, per rileggerla un po' dall'inizio questa avventura per rinnovarne il senso e proseguire per un altro tratto, scegliere di fronte a un bivio, salutare un percorso concluso.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.
Robert Frost
Auguri!!
Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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