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n.70 febbraio 2017
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Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Paraponziponzipo''  >>>
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Paraponziponzipo'
Un esempio "evoluto" di didattica interdisciplinare
di Parisi Roberta - Didattica Laboratoriale
La storia e le scienze sono il binomio perfetto per sperimentare, con modalità spontanee, la fusione delle discipline: infatti proponendo argomenti che sollecitino la curiosità intellettuale ed il desiderio di indagare, l'allievo si renderà conto che per costruire conoscenza, le informazioni, attinenti ai due campi disciplinari, devono continuamente intrecciarsi come fili di una trama.
Le diverse dimensioni dell'esperienza offrono l'occasione per rafforzare il messaggio che l'insegnante vuole veicolare.
Ciò comporta, come raccomandano le Indicazioni Nazionali per il curricolo, il dosare con accortezza la quantità e la qualità delle tematiche fondamentali da affrontare, operando delle scelte sui livelli di approfondimento.

In classe terza si passa dalle storie intese prevalentemente come narrazioni letterarie alla Storia che va ricostruita attraverso dati e documenti (a volte certi a volte incerti) soggetti ad interpretazione.

L'alleanza tra storia e scienze, nella mia classe terza, si è concretizzata quando abbiamo deciso di approfondire i concetti di evoluzione e di adattamento.
I testi ministeriali, così come le notizie ricavate da internet, non fanno difetto relativamente ad immagini e spiegazioni ma l'obiettivo di noi docenti è stato quello di introdurre gli allievi nel mondo della sperimentazione: i bambini hanno capito cosa si intende per eredità genetica, adattamento e selezione naturale anche attraverso giochi ed un approccio empirico.

Siamo partiti acquisendo una generosa quantità di informazioni a carattere generale sull'evoluzione della Terra nel corso delle ere geologiche e delle prime forme di vita.
Gli alunni hanno visionato video, immagini; hanno letto dati e testi.

La selezione delle fonti proposte è avvenuta secondo precisi criteri: tutte dovevano possedere notizie da poter confrontare per scoprire somiglianze e differenze tra teorie.

In questa fase abbiamo ritenuto importante rendere consapevoli gli alunni del carattere ipotetico di alcune spiegazioni e e della ricerca che le sottopone a revisione continua.
La Storia rappresenta la sezione meno stabile tra le discipline.

Gli alunni, dopo aver inserito fatti e dati in tabelle, schemi logici, mappe concettuali, sono giunti ad alcune generalizzazioni che a questo punto dovevano essere in parte confermate (attraverso giochi che facessero comprendere il ruolo del mimetismo nella selezione naturale e semplici esperimenti sulla capacità di adattamento delle piante alla luce solare), in parte ulteriormente indagate e descritte per sviluppare ipotesi esplicative.

Particolarmente efficace è stata l'esperienza dell'albero filogenetico.
Dapprima i bambini hanno realizzato un albero dell'ereditarietà, riferendosi al contesto famigliare; hanno confrontato le loro scoperte e tratto conclusioni. In particolare si sono accorti che alcune caratteristiche si sono trasmesse da genitori a figli e che la ricostruzione genealogica oltre un certo limite non potesse andare, allora hanno dovuto affidarsi ai ricordi e alle testimonianze dei parenti non sempre così sicure.
In un secondo momento, prendendo l'idea da Rai Scuola, dopo aver trattato il concetto di evoluzione attraverso l'uso di varie fonti, i bambini si sono trasformati in tassonomi realizzando un albero evolutivo, utilizzando alcune varietà di pasta che per noi rappresentavano le diverse specie viventi alle origini.
La pasta è stata catalogata secondo lo spessore, la forma, il colore, il grado di ruvidità, la lunghezza.
Su un cartellone gli alunni hanno posizionato il formato di pasta che secondo delle motivazioni ben precise poteva essere considerato l'antenato di tutti gli altri formati.
Via via si è stabilita la collocazione temporale delle specie (pasta) secondo delle linee evolutive che ogni volta dovevano essere motivate con eventuali trasformazioni territoriali, climatiche o con la comparsa di nuove forme viventi antagoniste.
Nel nostro albero evolutivo alcune specie procedevano nell'evoluzione, altre sparivano per selezione naturale.
I bambini ogni volta hanno dovuto ipotizzare tutti gli scenari ambientali possibili per giustificare le scelte sul perché una specie avesse la meglio rispetto ad un'altra. Sono giunti all'idea che le trasformazioni irreversibili siano alla base dell'evoluzione.

Questa attività laboratoriale ha semplificato la comprensione della teoria sull'evoluzione umana.
Analizzando le diverse specie umane, gli alunni hanno focalizzato l'attenzione sulla comparsa del linguaggio come caratteristica peculiare dell'uomo, rendendolo probabilmente più adatto a dominare altri esseri viventi.

A questo punto tutte le osservazioni effettuate dovevano essere integrate in un quadro di riferimento più circoscritto ed in nostro soccorso non poteva non introdursi la geografia, la disciplina più intrinsecamente trasversale.

Esaminando le trasformazioni del nostro territorio nel corso di milioni di anni, gli alunni hanno applicato alla nostra realtà ambientale i contenuti già catalogati e sperimentati.
Ogni tassello andava a posizionarsi ed acquisiva un significato più contingente.
In questo caso siamo partiti dal generale per arrivare al particolare che a sua volta rafforza le generalizzazioni. Così i bambini hanno acquisito una certa consuetudine a trasferire continuamente le conoscenze sui vari piani di rappresentazione della realtà.

In ambito linguistico ci siamo concentrati sulla realizzazione di un semplice spettacolo di fine anno che considerasse in modo "semiserio" gli argomenti storici trattati.
I bambini hanno dimostrato una buona competenza nell'uso degli argomenti storico-scientifici a livello creativo, inventando dialoghi e situazioni pertinenti oltreché divertenti ed utilizzando personificazioni per dare la parola alla Storia ed alla Fantasia che nella rappresentazione teatrale sono diventate personaggi in carne ed ossa.

Particolarmente motivante per gli alunni è stato accostare il linguaggio musicale a quello della narrazione: dopo aver scelto brani musicali piuttosto noti, con i bambini abbiamo trasformato i testi e realizzato coreografie.
Non posso non ringraziare la nostra maestra musicista Gabriella Coppola che con i suoi accordi ha fatto miracoli.

Mi piace terminare questa sintesi del lavoro svolto in classe proprio con la canzone dei Watussi modificata dai miei alunni improvvisati parolieri.

HOMO SAPIENS
"Alle origini dell'uomo
Paraponziponzi ponzi po
Sulle sponde più profonde
Paraponziponzi ponzi po
c'era un popolo di Sapiens
che ha scoperto gli strumenti
per andare meno lenti
lenti là lenti qua.
Siamo i Sapiens
Siamo i Sapiens
I più progrediti
Noi camminiamo
Noi camminiamo
Ancor più spediti
Noi siamo quelli che seminando
Meno problemi avranno vivendo
Noi siamo i sapiens".
Gli alunni della 3E

Roberta Parisi docente, IC Riano, Roma
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