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n. 79 gennaio 2018
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Oggi è il giorno:23 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Parlare non significa comunicare
Acquisire e migliorare le tecniche per sviluppare la competenza relazionale
di Rosci Manuela - Editoriali
I propositi per il nuovo anno costituiscono spesso il motore che permette di muoverci per raggiungere i nostri obiettivi, affinché non rimangano semplici sogni che vagano nella nostra mente. Per far sì che questo accada, abbiamo bisogno che il proposito non rimanga solo un desiderio ma che si trasformi in azione, con un tempo prestabilito per la sua realizzazione. A quel punto, la scelta di percorrere la strada che ci porterà al nostro obiettivo assumerà concretezza e il "cosa fare" e "come farlo" potranno essere individuati con maggiore precisione.

Ebbene, uno dei propositi che quest'anno prenderà forma e sostanza riguarda la proposta di lanciare un corso di formazione teso ad aumentare la competenza relazionale dell'insegnante. Considero tale dimensione "vitale", rappresenta l'esempio più evidente di come una competenza si possa/debba modificare nel tempo, e anche in età adulta possa essere coltivata e migliorata con tecniche specifiche per aumentare la consapevolezza sul nostro modo di comunicare e relazionarci. Così come acquisiamo le regole della lingua italiana per imparare a parlare e scrivere sempre meglio, in un percorso progressivo che va dai primi anni almeno fino a tutto il percorso scolastico, la "grammatica" della comunicazione impone la necessità di conoscere e perfezionare in itinere le regole che sottostanno alla nostra competenza relazionale, espressione della più ampia arte di saper comunicare bene.

Apparentemente sembra banale sottolinearne la differenza, tuttavia sempre più spesso si tende a confondere la capacità di parlare, anche in modo fluente e appropriato, con la capacità di comunicare che invece sposta il focus sull'interazione con l'interlocutore. Cosa comunicare (il contenuto) e come comunicare (la qualità dell'interazione), sia con gli altri che con noi stessi, costituiscono così gli ingredienti salienti di quella competenza relazionale che, come le altre, si fonda su conoscenze e abilità che si acquisiscono nel tempo.

Nell'era del digitale, comunicare a distanza sembra aver reso ancor più ovvia e ed endemica la capacità di entrare in relazione con gli altri quando siamo de visu, come se il mezzo, da solo, offrisse garanzie di successo della qualità che vogliamo ottenere. Negli anni la comunicazione è stata oggetto di indagine proprio per la sua interdipendenza con l'essere umano (e non solo). Tra gli autori ricordo solo Paul Watzlawick, lo psicologo e filosofo austriaco naturalizzato statunitense, esponente della Scuola di Palo Alto, che ha formulato quelli che ancora oggi vengono considerati i fondamentali assiomi della comunicazione umana: l'impossibilità di non-comunicare; i livelli comunicativi di contenuto e di relazione; la punteggiatura della sequenza di eventi; la comunicazione numerica e analogica; l'interazione complementare e simmetrica.(1)

Il percorso di approfondimento sulla comunicazione e sulla competenza relazionale si è ovviamente arricchito di altri contributi, non sempre noti soprattutto nell'ambito scolastico. Per questo motivo abbiamo scelto di presentare il corso di formazione "La programmazione neuro-linguistica (PNL) per gestire la classe" in quanto è possibile acquisire altre tecniche che possono permettere di migliorare la propria competenza relazionale, uscendo dalla convinzione per cui tale capacità è dotazione naturale di pochi privilegiati. Si può quindi imparare a gestire i rapporti con gli altri migliorando la propria capacità di comunicare, perché la Programmazione Neuro-linguistica ci aiuta a riconoscere quali strutture sono più efficaci e potenzianti, e quali inefficaci e depotenzianti. Come illustrato nel precedente numero, nell'articolo su "La PNL per gestire la classe. La programmazione neuro-linguistica per gli insegnanti" di Grazi Vittoria Cecchi, che condurrà insieme a me il corso, l'insegnante potrà scegliere in maniera più consapevole come parlare e quali strutture linguistiche usare con gli alunni, inoltre comprenderà meglio le diverse modalità di apprendimento dei suoi allievi in modo tale da ottenere i risultati auspicati. Sebbene la PNL non abbia ricevuto riconoscimento in ambito scientifico, in quanto mancano evidenze empiriche a sostegno, gli stessi sostenitori affermano che le sue applicazioni non debbano necessariamente avere fondamento scientifico perché i principi sono "ipotesi di lavoro che possono essere vere o meno. Il problema non è se siano vere, bensì se siano utili". Poiché siamo soliti offrire attività già sperimentate, per questo possibili, abbiamo superato l'imbarazzo di presentarvi qualcosa che non sia scientificamente approvato per scegliere una proposta che si è rivelata utile nella vita quotidiana: non "la soluzione" ma uno sguardo diverso per affrontare un argomento trattato da sempre e mai esaurito, forse perché la ricerca e la pratica non cesseranno mai di indagare su ciò che costituisce l'essenza dell'uomo, ossia comunicare (anche quando apparentemente non lo facciamo).

Il proposito che diventa azione, in questo caso, sta nel credere che una persona che riesce a gestire meglio le proprie relazioni (in classe e non solo), utilizzando una comunicazione sempre più efficace, sta meglio, vive più serenamente lo scambio interattivo con gli altri, padroneggia meglio se stessa perché riconoscendo i propri punti di forza e le proprie "fragilità comunicative" le può governare e orientarle nella direzione più appropriata.

Il corso di formazione consiste in un percorso di conoscenza per sviluppare sempre di più la competenza relazionale, assolutamente indispensabile per chi crede (e siamo i molti) che la didattica per sviluppare competenze prende le mosse dentro di noi, in quello che crediamo, in quello che facciamo e, soprattutto, nel modo in cui la proponiamo. Gestire una buona relazione con il gruppo classe significa preparare il terreno giusto per seminare tutta la nostra azione formativa.

A voi tutti l'augurio di tradurre in pratica i vostri buoni propositi per il 2018.

Manuela Rosci


Per le info sul corso in oggetto clicca qui


(1) Watzlawick, Paul, Beavin, J. H., Jackson D. D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. Roma: Astrolabio Ubaldini
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