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n. 50 febbraio 2015
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Parliamo ancora di PDP: dalla stesura alla consegna...
...passando per un'intervista ai bambini!
di Melchiorre Antonia - Organizzazione Scolastica
forumfamiglieumbria.org
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Abbiamo parlato molto di PDP in questa rivista e mi sembrava giusto riportare, nel mio articolo, anche come siamo arrivati alla consegna e che cosa è accaduto con i genitori al momento della firma del patto con loro.
Prima ancora che una legge ci dicesse di tenere conto dei Bisogni Educativi Speciali dei bambini in difficoltà, ci siamo sempre, all'interno del team, organizzate per fronteggiarli. Quindi quest'anno abbiamo solo dovuto formalizzare quello che negli anni passati veniva riportata sull'agenda di programmazione della classe.

Come sempre nella scuola le novità, non vengono accolte con entusiasmo: il timore di aggiunge altro lavoro al tanto che già abbiamo, è sempre causa di malcontento e critiche, ma è solo, secondo me, una forma di paura davanti a qualcosa di nuovo...è tipico nella natura umana!
Passato questo momento fisiologico, è arrivato quello organizzativo: visto che è un documento che si deve compilare tutti insieme, è stato necessario trovare un spazio dove poterci ritrovare tutte.
Questa è stata un'occasione per riflettere ancora una volta sui nostri ragazzi, sollecitate dalle domande presenti nel PDP.
Molto interessante è stato anche dedicarsi alle interviste dei bambini, uno spazio dove abbiamo registrato i loro interessi fuori e dentro la scuola, le difficoltà, le aspettative e cosa vorrebbero chiedere alle insegnanti e ai compagni, per essere aiutati.
Ad effettuare le interviste siamo state noi insegnanti di sostegno delle due quinte, scambiandoci di classe.
Volevamo che gli alunni si esprimessero liberamente senza condizionamenti, sentendosi comunque a proprio agio con un'insegnante che conoscevano.
I bambini hanno preso molto sul serio l'intervista ed anche quelli non coinvolti erano curiosi. Così abbiamo pensato di estenderla a tutti gli alunni perché riteniamo che sia una tecnica molto interessante e funzionale per conoscerli meglio.

Riporto qui di seguito una parte dell'intervista di un bambino: "Ho difficoltà quando voglio fare una cosa e non ci riesco, mi viene fame; ho difficoltà in matematica ma soprattutto in italiano perché mi vado ad intrecciare su una parola che non riesco a pronunciare bene; ho difficoltà a memorizzare i verbi: anche se a casa li so, arrivo a scuola e li ho dimenticati. Le cose le devo scrivere altrimenti me le dimentico. La stessa cosa per le tabelline, anzi è ancora più difficile. Ho la stessa difficoltà con la storia perché non riesco a memorizzarla, con la mappa concettuale va meglio ed anche con la cartina geografica. Avrei voluto la maestra di sostegno, perché la maestra non mi può sempre stare vicino".
Ciò che si è potuto rilevare da queste interviste è che i bambini, per lo più, sono consapevoli delle loro difficoltà e ciò che desiderano maggiormente è di superarle. Tutti dichiarano che ciò che li aiuta molto è lavorare nel piccolo gruppo dove si sentono più seguiti dall'insegnante e sostenuti dai compagni.

Terminata la compilazione abbiamo stabilito in quali date incontrare i genitori per la presentazione dei PDP, le abbiamo comunicate in segreteria, la quale ha preparato le convocazioni.
Il giorno della riunione erano presenti l'insegnante di sostegno referente per i bambini con BES dell'istituto, che ha informato i genitori dell'aspetto legislativo del PDP, e noi insegnanti della classe, che abbiamo curato la parte più legata alle motivazioni che ci hanno spinte a ritenere necessario questo documento, presentando la parte dedicata all'organizzazione didattica.
Anche per i genitori è stato importante leggere le interviste dei loro figli, alcuni si sono commossi, proprio come noi. Grazie a ciò hanno potuto rileggere alcuni atteggiamenti dei loro ragazzi, che magari ritenevano pigri, svogliati perché sfuggenti nei confronti di alcune materie. E' stato importante per loro leggere nero su bianco quali possano essere le difficoltà, anche se detto a voce in altre occasioni, davanti ad un documento scritto ciò ha avuto un altro valore.
Un altro aspetto importante è stato quello di chiarire con i genitori il modo di valutare un compito, per esempio rispetto al contenuto piuttosto che alla forma. Infatti una mamma si chiedeva come mai era stato dato un buon voto ad un testo scritto dove erano presenti errori ortografici: pensava fosse una nostra svista.
La presentazione del PDP si è conclusa con la condivisione e la firma di un patto tra la scuola e la famiglia.

Un altro dato molto importante rilevato è che tutti i genitori della nostra interclasse si sono presentati alla convocazione, prendendo molto sul serio ciò che è stato loro esposto. Abbiamo avuto la sensazione che anche le famiglie con le quali in passato abbiamo avuto difficoltà a parlare delle fragilità dei loro figli, questa volta abbiano accolto con più fiducia, ma non con meno dolore e preoccupazione, ciò che stavamo dicendo, e tutti hanno firmato il patto e si sono impegnati a rispettarlo.
Tutti i genitori hanno chiesto che cosa accadrà alla scuola secondaria di primo grado. Ciò che abbiamo consigliato è di dire ai professori che alla primaria il proprio figlio seguiva un Piano Didattico Personalizzato e di tenerne conto, in modo che possano anche loro realizzarne eventualmente uno adatto a lui.
A conclusione possiamo dire che non è stato facile tutto questo lavoro, ma credo sia stato utile per avvicinarci ancora di più ai nostri ragazzi e alle loro famiglie, che hanno visto in questo documento un modo, da parte delle insegnanti, di prendersi cura dei loro figli e ciò, almeno per il momento ... li ha tranquillizzati.

Melchiorre Antonia - insegnante di sostegno dell'I.C. viale Adriatico
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