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n 75 settembre 2017
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Oggi è il giorno:18 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Partenza per chi rimane
Educare all'uguaglianza e all'accoglienza
di Bono Liliana - Intercultura
A breve si riparte, quest'anno ingraniamo la...seconda.
Sono felice di rivedere i miei alunni ma anche malinconica perché alcuni di loro sono andati via, hanno lasciato scuola, città e Paese. Non ce la facevano più: troppi problemi, scarsità di lavoro, costo della vita, scadenze impietose che premono.
Succede spesso dalle mie parti, negli ultimi tempi un po' di più.
A molte famiglie della mia scuola pesa anche il costo del materiale scolastico, ed io e le mie colleghe abbiamo in parte sostenuto le spese per poter lavorare con tutti i bambini.
Non sempre questo è sufficiente, anzi non lo è quasi mai.
E poi c'è il costo della mensa, la confusione in merito al cosiddetto "panino" da casa.
A me viene rabbia, lo confesso.
Una scuola pubblica, se è obbligatoria, non dovrebbe essere anche gratuita?
Lo so che suonerò impopolare ma non me ne importa niente.
Almeno nell'infanzia, in una scuola, non si dovrebbe imparare l'uguaglianza?
Invece proprio qui, nella scuola, spicca con evidenza la condizione privilegiata di chi vive senza contare il centesimo e quella disperata di chi non ha nemmeno quello.

Persone sempre gentili e rispettose, anche quasi sempre sorridenti, adesso sono in difficoltà sempre maggiori.
Non parliamo dell'ondata di razzismo e di intolleranza che sta avanzando un po' ovunque.
Scuola multietnica ed accoglienza, questo è quanto cerchiamo di fare.
Ma come mai il mondo ogni giorno smentisce i valori che cerchiamo di coltivare?
A volte anche nel nostro mondo o micromondo, dove l'altro non è sempre gradito, per quanto si sforzi.
Non posso mica far finta di non vedere e di non sentire, e i miei alunni sono ben pronti e svegli.
Anche loro guardano e sentono.
La televisione con i programmi dalla parte di qualcuno, i servizi del telegiornale che ci illustrano un mondo sempre più freddo nonostante l'estate rovente, sempre più pronto a chiudere e sbarrare porte.
Dobbiamo far crescere la generazione del futuro, a me non importa la provenienza o il colore.
Ma non posso certo dire che queste piccole promesse abbiano davanti a sé un panorama di adulti incoraggiante o esemplare.
Io farò...il possibile, come e più di sempre.
Solo qualche anno fa non avrei mai immaginato che questo potesse includere una specie di piccolo '68 ideologico, per conto mio da rifare daccapo e con maggior decisione.

Non viviamo in un mondo perfetto, lo so bene.
Facciamolo diventare un mondo almeno possibile.


Liliana Bono, docente di scuola primaria, Istituto "G. Parini", Torino
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