Torna nella homepage
 
n.16 ottobre 2011
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Patti chiari e obiettivi dichi... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Emergenza scuola 5 Emergenza scuola
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
L'intervista L'intervista
Orizzonte scuola Orizzonte scuola
Sotto la lente Sotto la lente
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Patti chiari e obiettivi dichiarati
Insegnante e alunni. Un accordo tra le parti
di Rossini Simonetta - Organizzazione Scolastica
Dal Dizionario.
Patto: Accordo fra due o più individui o parti; anche, particolare convenzione contenuta in un contratto: sottoscrivere, osservare, violare il p.; intesa internazionale bilaterale o plurilaterale di importanza politica: p. di non aggressione || venire, scendere a patti, raggiungere un compromesso | stare ai p., mantenere un accordo, una promessa | p. sociale, accordo tra sindacati, imprenditori e governo | patti in deroga, nella disciplina degli affitti, contratto che può derogare alla legge dell'equo canone | p. di sangue, in antichi riti tribali o in organizzazioni segrete, alleanza o iniziazione suggellata mescolando alcune gocce di sangue dei contraenti | nel prov. p. chiari, amicizia lunga, per avere buoni rapporti è necessario parlare chiaramente e rispettare gli accordi

Definizione che calza a pennello alla scuola nel momento in cui stringe un patto formativo con l'utenza: gli studenti e le loro famiglie. Patto che l'istituto formalizza nel momento in cui pubblica e consegna loro il POF, esplicitazione di tutto quello che caratterizza una scuola nella sua specificità, nonché nelle iniziative e nelle azioni progettate. Elemento essenziale di questo patto è senza dubbio la programmazione educativo-didattica elaborata dai consigli di classe entro il mese di ottobre: si definiscono gli obiettivi e tutte le strategie necessarie al loro raggiungimento.
Insegnanti e studenti, apparentemente ai due lati opposti di un tavolo, saranno impegnati in un progetto formativo comune.
Ma nel caso delle mie due quarte di scuola primaria... le due parti sono entrambe consapevoli dell'accordo preso?

Io, come insegnante, ovviamente sì, ma i miei alunni sanno cosa dovranno saper fare alla fine del loro percorso scolastico?
Di solito gli alunni arrivano a scuola, ogni giorno per almeno cinque ore, sapendo poco o niente di cosa saranno chiamati a rispondere...di cosa si occuperanno... cosa dovranno imparare a saper fare e in che modo...
Insomma: chi di noi sarebbe disposto a stringere un accordo con qualcuno senza conoscerne le condizioni? Chi sarebbe disposto a mettersi in gioco con tutte le forze e le energie senza conoscere il gioco stesso?
In un lavoro di squadra è indispensabile che ogni soggetto coinvolto sia consapevole del ruolo che occupa e delle azioni che tale ruolo richiede.

Per questo, già i primi giorni dell'anno scolastico in corso, ho chiesto ai miei alunni cosa si aspettassero di dover fare in quarta.
Sono bambini abituati ad essere considerati protagonisti di ogni azione: pertanto la domanda non li ha sorpresi. Hanno considerato il lavoro pregresso, le esperienze scolastiche precedenti, le abilità già in loro possesso...il loro saper fare.
La discussione è andata avanti con molti interventi da parte loro; da parte mia, chiarendo e definendo quello che è il mio ruolo di insegnante, ho condotto il gioco, divertendomi molto. Ho usato domande chiare, dirette e finalizzate a farli riflettere sul significato e valore del saper ascoltare, leggere, scrivere....Ho poi aiutato i bambini ad ordinare le idee raccolte attraverso un linguaggio lontano dal "bambinese" spesso usato nelle nostre scuole (usare un linguaggio adeguato li fa diventare grandi, capaci).
Sono stati necessari diversi giorni per elaborare qualcosa che a tutti gli effetti risulta essere una piccola, ma chiara ed efficace, programmazione ora in possesso di ognuno di loro, facilmente consultabile ogni volta che affrontiamo un nuovo argomento.

I NOSTRI OBIETTIVI PER LA CLASSE IV
- Ascoltare: assumere un atteggiamento adatto all'ascolto; comprendere il contenuto dei messaggi orali; comprendere il contenuto e le caratteristiche dei diversi testi.
- Parlare: partecipare in modo efficace alle conversazioni; esprimere con chiarezza i propri pensieri e punti di vista; farsi capire; rispondere in modo adeguato alle richieste; usare i linguaggi delle diverse discipline.
- Leggere: leggere con la modalità giusta; leggere per capire diversi tipi di testo; conoscere le strategie per leggere e capire testi informativi da utilizzare nello studio; conoscere e usare semplici tecniche di aiuto alla comprensione (evidenziare, sottolineare, prendere appunti, fare schemi).
- Scrivere: scrivere senza errori; conoscere e usare la funzione della punteggiatura; scrivere, secondo le richieste fatte, i diversi tipi di testo; essere in grado di pianificare e correggere i propri testi scritti.
- Comprendere i significati e le regole della lingua italiana: riconoscere la funzione delle parole e saperle classificare (soggetto, nomi, aggettivi, verbi...); riconoscere la funzione delle parti che formano una frase: soggetto, predicato...

Alla richiesta, ovvia, di chi volesse sottoscrivere un tale patto formativo...la risposta positiva è stata unanime.
Con questo tipo di lavoro ho cercato di mostrare loro il percorso che affronteranno. Entrati in classe, saranno consapevoli, ovviamente con tutti gli interventi necessari da parte dell'insegnante, del ruolo che hanno assunto in questo accordo: quello del protagonista.
Ed è questa consapevolezza che li fa sentire "dentro" il gioco, disposti ad attuare le strategie giuste per riuscire.

Simonetta Rossini, docente, IC Perazzi - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 29/10/2011 ore 21:19 da marianna traversetti
Questo è un modo per fare "la scuola intelligente"! Questa pratica che tu, cara collega, hai messo in atto con i tuoi ragazzi è preziosissima per loro, adesso, ma lo sarà anche nel futuro. Renderle i propri alunni consapevoli di ciò che andranno a fare e non solo, chiamarli a programmare ciò che dovranno e vorranno imparare, ricercare, approfondire. Questa è didattica autentica, questa è didattica di senso! I miei complimenti, con la massima stima
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional