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n.60 febbraio 2016
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Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Per conoscere la scuola basta un "POFT"!
Il documento dalla "T mobile"
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Si ricorda che il comma 14 della legge 107, che ha novellato l'art.3 del DPR 275 del 1999 dedicato interamente al POF, stabilisce che spetta al dirigente scolastico la definizione degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione. Gli indirizzi costituiscono di fatto il punto di partenza affinché il collegio, con il supporto della funzione strumentale, nominata per l'area, e dell'eventuale commissione che il dirigente potrà decidere di affiancare ad essa, possa operare nei tempi di delibera prevista.

La legge 107 recita ancora: Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il piano triennale dell'offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell' identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.
La grande novità è la "triennalità" del piano che rende di più largo respiro le scelte della singola istituzione e di conseguenza quelle dell'utenza, sempre nella massima flessibilità e adattabilità alle situazioni che si vengono a profilare.
In questo anno scolastico di passaggio, ci si ritrova con un POF 2015/2016, ancora a carattere annuale, e con un PTOF o POFT (queste sono le versioni più in voga), triennale, in fase embrionale e che coprirà il prossimo triennio. Infatti all'inizio si prevedeva come data di approvazione il 15 ottobre scorso, poi è rimasto il 15 ma è cambiato il mese, Gennaio, e tale nuova indicazione non sembra essere tassativa.
Per un momento ho creduto che per "triennale" si intendesse il periodo occorrente alla stesura del testo e che POFT fosse la sigla di Prove Tecniche ed Operative di Formalizzazione.
Mettendo però da parte le facili ironie, è opportuno che tale documento venga realizzato in tempi utili, per consentire alle comunità educanti di pianificare il lavoro e all'utenza di visionarlo e optare per la formula più consona alle sue esigenze.
L'aggiunta della "t", oltre a conferire un non so che di dinamico alla sigla, nel senso onomatopeico, ha in effetti reso il piano più ampio, allargato e partecipato. La scuola si è aperta di più al territorio, alle istituzioni, alle associazioni, che ogni anno contribuiscono, attraverso la stipula di protocolli di intesa e di altre forme di collaborazione, ad arricchire l'offerta formativa e a caratterizzare la singola realtà scolastica, i cosiddetti stakeholders.
Si potrebbero generare differenze, che se da un lato rappresentano una risorsa, dall'altra marcano le disparità già evidenti tra situazioni floride e altre svantaggiate: poli educativi altamente propositivi e allettanti contro realtà più limitate nell'offerta, impossibilitate a garantire rapporti di collaborazione con famiglie o altri enti.
La vita ci insegna che porsi in modo rigido nei riguardi dei cambiamenti non è mai conveniente, quindi le nuove disposizioni si accolgono ma ciò non può impedire il regolare flusso delle riflessioni e dei dubbi.
Chi è più nostalgico può affermare che fino a qualche decennio fa si sceglieva la scuola più vicina a casa per rendere più facile la gestione familiare ma anche per favorire una maggiore autonomia dell'alunno, negli spostamenti da casa a scuola e viceversa (anche di quello iscritto alle elementari).

È recente la notizia che presto nelle scuole sarà nominata la figura del Mobility Manager Scolastico, che si occuperà delle questioni concernenti la mobilità nell'area in cui è sita la scuola e di tutto ciò che riguarda la sostenibilità ambientale e l'accessibilità ai luoghi di lavoro: ciò rende l'idea di come cambiano gli scenari. Pur vigendo ancora il principio di territorialità, che viene incontro alle esigenze dei genitori, o di chi per loro, è diventata importante soprattutto la "proposta" formativa, composta da attività e progetti inseriti in quel POFT specifico, attentamente valutati dalle famiglie e preferiti poi in base alle attese e agli obiettivi prefissati; si consultano i vari piani e si confrontano come fossero volantini, con offerte da supermercato, o brochure per pacchetti vacanza. Oltre alle famiglie, anche gli insegnanti dovrebbero attentamente studiare i testi, che potrebbero risultare ad un certo punto non più aderenti ai profili professionali del singolo o, al contrario, costituire l'inizio di un nuovo percorso lavorativo, in fase di trasferimento.
Ogni scuola, rappresentata dal Dirigente, dalla Funzione Strumentale e dal suo gruppo di collaboratori, dovrà rendere il piano "appetitoso", e oltre ai contenuti dovrà anche confezionare il tutto in modo efficace e trasmissibile.

A questo punto, mi viene da fare una proposta un po' provocatoria: oltre agli Animatori Digitali e ai Mobility Manager è possibile individuare una figura che si occupi nello specifico di ciò? Un Marketing Manager scolastico che potrebbe coadiuvare il lavoro della commissione POFT, fornendo una consulenza specifica, alla luce anche del processo di aziendalizzazione che sta investendo la Scuola negli ultimi anni. Attraverso il matching tra tale figura e il gruppo di lavoro, con le skills messe in campo e con un editing ben studiato, si otterrebbe un testo convincente ed invitante che attirerebbe l'utenza verso gli open day. Tutto chiaro no? (D'altronde anche gli anglicismi sono il frutto dei cambiamenti).

Tralasciando adesso le provocazioni e considerando la realtà dei fatti, le disposizioni legislative e le linee guida, ogni scuola dovrebbe elaborare una proposta chiara, concreta, differenziata e rendere il documento un utile elemento di scelta e di orientamento. Naturalmente ci sono sezioni che accomuneranno tutte le realtà, perché esistono principi fondamentali e buone pratiche da adottare comunque, perché rientranti nel campo della tutela dei diritti di ogni studente, che sia esso iscritto in una scuola di Vigevano o in una di Mazara del Vallo, e di ciò lo Stato deve farsene garante.
Una tra queste è la sezione dedicata ai Bisogni Educativi Speciali: protocolli di accoglienza, procedure per la collaborazione in fase di individuazione del bisogno stesso, elenco di progetti e iniziative didattiche e formative, anche per i genitori stessi, ecc, oltre ovviamente alla parte teorica, in cui si esplicano i principi fondamentali che rappresentano la base di ogni tipo di iniziativa. Inoltre, il POFT non dovrebbe essere altro che il frutto del lavoro delle singole commissioni, aventi a capo una funzione di coordinamento specifica, che fanno confluire nel documento le sezioni programmatiche afferenti alle singole aree, e il frutto dello scambio e della collaborazione delle figure referenti delle diverse realtà scolastiche che compongono gli ormai policentrici e variegati istituti comprensivi.
Per il resto, è auspicabile che, oltre alla Triennalità, i piani dell'offerta formativa godano di tali caratteristiche: Tempestività, Trasmissibilità e Trasversalità, insomma un POFTTTT dalla T "rinforzata", più che "mobile", elaborato e adattato nei tempi giusti, circolabile in varie forme e attraverso diversi canali e codici, e fruibile da chiunque ne sia interessato, compresi i genitori che accompagnano il proprio figlio nella nuova esperienza educativa:

-C'è una scuola qui vicino, andiamo a conoscerla un POFT-

di Marco Pellegrino
docente di sostegno e formatore - I.C. "Maria Montessori" di Roma
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