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n. 30 febbraio 2013
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Per un'Agenda di priorità sulla Scuola Italiana
Europa chiama Italia
di Presutti Serenella - Long Life Learning
per un'agenda europea dell'istruzione
per un'agenda europea dell'istruzione
In questi ultimi giorni che precedono le votazioni politiche e regionali molti di noi guardano all'imminente futuro con diversi stati d'animo; chi con speranza e attesa, chi con rassegnazione e cinismo, chi con rabbia e risentimento.

I destinatari "ultimi" di questi sentimenti sono in ordine sparso i "politici", o meglio politicanti, ritenuti quasi sempre a ragione, i maggiori responsabili della difficile situazione in cui versa il nostro Paese....

Credo che per noi tutti, cittadini di uno stato attualmente fortemente disorientato, sia prioritario il bisogno di capire la realtà, leggendo onestamente i "fatti" prima che interpretarli; io ho provato a farlo dal mio punto di osservazione, assolutamente parziale, sullo spaccato della realtà scolastica che vivo e conosco da vicino, per cercare di capire i fenomeni di "decremento delle risorse" e di forte crisi che ci ha investito.


E' POSSIBILE INVERTIRE QUESTA TENDENZA NEGATIVA? COME?
Dalla lettura attenta dei fatti credo possa scaturire e maturare una necessaria consapevolezza per la programmazione futura, attenta e responsabile, di un' "AGENDA SCUOLA".

1. GLI INVESTIMENTI: La "crisi" economica è un fatto indubbiamente vissuto come "reale". La vastità del fenomeno, mondiale e sicuramente comune al mondo occidentale, Stati uniti ed Europa, ha contraddistinto le scelte interne ai Paesi OCSE; la "spesa" pubblica è stata intesa sempre più come troppo alta e costo insostenibile, e il welfare come modello (europeo) da superare. L'istruzione è una voce importante di questa spesa e la programmazione governativa degli ultimi dieci anni ha individuato come "prioritario" l'obiettivo di un suo radicale taglio per contribuire al risanamento delle casse governative. I rapporti OCSE attestano comunque l'Italia tra i paesi con un PIL al di sotto della media europea (5%) per la spesa di istruzione.
Come sempre però la politica significa "scelta", cioè individuazione di priorità.

2. LA FORMAZIONE: "iniziale" ed "in itinere". "Gli insegnanti hanno un ruolo chiave nel processo di insegnamento e di apprendimento, pertanto è importante che le scuole assumano, formino e mantengano un corpo docente altamente qualificato. Circa metà dei paesi europei esaminati non riscontra grossi problemi in questo ambito. Tuttavia, un'analisi dell'attuale corpo docente rivela che l'offerta di insegnanti validi rappresenta un problema in alcuni paesi....(da: "Le cifre chiave dell'Istruzione in Europa 2012"- Commissione europea) I rapporti europei suonano il campanello d'allarme: nella ns quotidianità della scuola reale italiana è dall'ultimo decennio dello scorso secolo (anni '80/'90) che non assistiamo all'attuazione di programmi/progetti di formazione ministeriali capillari e mirati, che forniscano elementi base diffusi da approfondire poi nei contesti di appartenenza. Abbiamo assistito alla sparizione di fatto dell'obbligatorietà della formazione e, nonostante l'agenda europea ponesse al centro la chiave del "lifelong learning" per rendere possibile i processi di sviluppo futuro, le politiche nazionali sull'istruzione ha reso "facoltativa" e soprattutto "privatistica" la partecipazione alla formazione/aggiornamento. Certo, c'è da considerare l'opportunità di formazione che può offrire la scuola dell'autonomia, ottimizzando le risorse e valorizzandone al suo interno (Collegi Docenti) e dei territori (reti di scuole), ma onestamente questi percorsi per lo più sono frequentati sempre dai soliti noti....abbiamo bisogno di un atto di responsabilità comune...per esempio legare la partecipazione alla formazione alla progressione professionale....
Equità è dare la possibilità di... e non dare a tutti lo stesso....

3. LA VALUTAZIONE: dei risultati e dei processi. Il ritardo italiano su questo versante è ormai cronico; nell'ultimo rapporto Europeo sullo stato di valutazione dei sistemi scolastici, il nostro Paese risulta essere tra quelli che ancora non utilizzano un sistema "esterno" di controllo, di monitoraggio serio per la programmazione e ri-programmazione degli interventi ai diversi livelli di sistema, dai docenti agli alunni. In Italia a questo riguardo si è avviata e ri-avviata l'esperienza dell'Invalsi e dell'Indire più volte, con la percezione di ricominciare sempre da capo, in una sorta di limbo di "sperimentazione" infinito.

4. LA RICERCA: La ricerca e l'innovazione sono tra le priorità dell'agenda dell'UE per la crescita e l'occupazione. I paesi membri dovranno investire, entro il 2020, il 3% del PIL in R&S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati) con l'obiettivo di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e di realizzare un aumento annuo del PIL di circa 800 miliardi di euro. Questo il programma europeo in agenda per la Ricerca e lo sviluppo e Il Consiglio europeo della ricerca (CER) sostiene la "ricerca di frontiera" (una nuova concezione della ricerca di base che, da un lato, sottolinea l'importanza cruciale della ricerca scientifica e tecnologica di base per il benessere economico e sociale e, dall'altro, riconosce che la ricerca alle frontiere della conoscenza e oltre è un'avventura intrinsecamente rischiosa, che esplora aree di ricerca nuove e più esaltanti), incoraggiando i migliori scienziati, studiosi ed ingegneri veramente creativi a superare le frontiere consolidate della conoscenza e i confini tra le varie discipline. L'approccio dal basso seguito dal CER, sposta l'iniziativa al livello dei ricercatori stessi, che possono individuare nuove opportunità e direzioni in qualsiasi campo della ricerca, anziché doversi attenere a priorità fissate dai politici. (dal sito della Commissione Europea- Ricerca e Innovazione- 7° Programma Quadro)

E' indubbio che la lettura dei dati, disponibili ad oggi, restituisca un quadro abbastanza impietoso rispetto ai "ritmi" di avanzamento delle riforme e modifiche del Sistema scolastico Italiano; l'"Agenda" delle priorità si impone quasi naturalmente, come sopra riportato.

Un augurio dunque si impone... per le sorti del nostro futuro e dei nostri giovani: che la Politica si apra ad un ascolto attento e "attivo" verso il mondo della scuola perché finalmente anche il nostro diventi un paese "normale"

"Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile." (P. Roth, Operazione Shylock)


Serenella Presutti, Dirigente scolastico,psicopedgogista, counsellor della Gestalt psicosociale
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