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n.64 giugno 2016
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Per una didattica costruttivista e inclusiva
Mappe strutturali, mentali e concettuali
di Ventre Angela - Inclusione Scolastica

Una proposta inclusiva, trasversale, utile ai nostri alunni per rappresentare informazioni e conoscenze, per migliorare la comprensione e la memorizzazione dei contenuti di tutte le discipline e in particolare della Storia, considerata ostica negli argomenti e lontana dalla società in cui vivono, è quella di proporre, se non costruire assieme a loro, una MAPPA dell'argomento trattato durante la lezione.
Le mappe sono uno strumento grafico, didattico, e rappresentano un ottimo supporto per tutti gli studenti, soprattutto per quelli con difficoltà di apprendimento, di comprensione del testo scritto, oppure per alunni stranieri che hanno difficoltà con la lingua. Esse possono essere utili a scuola, per aiutare l'alunno a non perdere il filo quando deve esporre un argomento, a recuperare il lessico specifico, per facilitare le verifiche, mentre a casa, per memorizzare e/o per ripassare.

Nella costruzione delle mappe sono importanti le idee o i concetti chiave, costituite da una parola o frase significativa, ma trovarle non è semplice, quindi è giusto che gli alunni imparino a farlo attraverso l'esercizio fin dai primi anni della scuola primaria. Per trovare i concetti principali, quindi le parole chiave, lo studente deve cercare alla fine di ogni paragrafo o di ogni capitolo le domande sui contenuti e cercare all'interno del testo le risposte. Certo, per gli alunni della primaria non sarà facile, ma potrà fornirle l'insegnante: in questo modo si avvierà un processo che nel corso degli anni successi sarà automatico.
Le domande che lo studente dovrà porsi o che l'insegnante dovrà fornire sono: chi? (who?), che cosa? (what?), quando? (when?), dove? (where?), perché? (why?), come? (how?).

Ma da cosa effettivamente lo studente deve partire per costruire una mappa?

"Lo studente deve, innanzitutto, guardare le eventuali immagini che accompagnano il testo e le relative didascalie, in modo tale da farsi un'idea generale dell'argomento trattato nel testo; leggere i titoli dei capitoli e dei paragrafi, per avere un'idea un po' più precisa dell'argomento e essere facilitato nella comprensione; non leggere il testo, ma andare alla fine del capitolo o del paragrafo dove solitamente sono riportate alcune domande sugli argomenti principali del testo; leggere la prima domanda; prendere un evidenziatore ed evidenziare la risposta a tale domanda; trovare la parola chiave e per trovarla, pensare alla parola, parola + aggettivo, immagine, parola + immagine... che fanno ricordare la risposta trovata; prendere una matita e scrivere o disegnare le parole e/o le immagini trovate nel bordo a margine del testo; leggere la seconda domanda in fondo al testo e procedere nello stesso modo, alla fine lo studente avrà tutte le parole chiave riportate a margine del testo e a partire da esse potrà cominciare a costruire la mappa; infine, dovrà scegliere il tipo di mappa che preferisce e che gli è più congeniale." (1)

Qual è il tipo di mappa congeniale allo studente?

A questa domanda non è facile dare una risposta chiara e precisa. Certo è compito dell'insegnante, che conosce il percorso educativo - didattico e le reali difficoltà del suo allievo, fornire le giuste indicazioni, anche se esiste, soprattutto all'interno del contesto scolastico, una confusione nei termini utilizzati e nell'uso delle stesse.
Parlando di mappe nella scuola, bisogna necessariamente definire alcuni indicatori da condividere, che riguardano il linguaggio e l'uso. La mappa, innanzitutto, possiede due elementi acritici, fisici, applicativi all'interno di situazioni di studio e di organizzazione del pensiero, verificabili e giudicabili nella loro produzione, solamente sotto un profilo estetico ma che in sé non contengono contributi cognitivi o elementi di valutazione: STRUTTURA e SCHEMA.

Su questi due elementi portanti, si fonda la costruzione e l'organizzazione del sapere, una sapere che può essere orientato, indirizzato, consigliato e suggerito da fonti esterne, le mappe strutturali, un orientamento che può essere modificato e rivisitato da ogni docente e che a sua volta può essere personalizzato e riadattato al proprio interesse, al proprio stile, al proprio "cosciente", per uno studio più organizzato.

Vi sono poi mappe che fotografano graficamente il pensiero, i concetti e le idee. Sono mappe la cui correzione o rivisitazione non può essere fatta da fonti esterne, ma solamente dalla fonte stessa dell'agito e consiste in azioni di rielaborazioni personali del sapere: le mappe concettuali e le mappe mentali o cognitive.

A partire dalle mappe strutturali date dall'insegnante, lo studente può realizzare le proprie mappe.
"Le mappe strutturali permettono agli studenti di orientarsi più facilmente nello studio e di aver ben chiaro "ciò che si deve sapere", "ciò che l'insegnante si aspetta che si sappia" [...]. In pratica, rappresentano la "struttura" dell'informazione in cui qualcuno, il docente, sia deputato a stabilire le priorità e la gerarchia delle nozioni. È compito del docente mettere in evidenza i nodi e i legami forti, la struttura del messaggio e di un argomento, ed è compito del discente sviluppare e approfondire nodi e legami per trovare un proprio stile di apprendimento". (2)
Le mappe strutturali, orientative e organizzative del pensiero offrono gli stimoli e i punti chiave; esse sono un formidabile aiuto per gli insegnanti, in quanto rappresentano la chiarezza schematica di una spiegazione e possono essere non solo adattate alle richieste per ogni singolo studente, ma altresì adattate e manipolate per ogni esigenza o necessità espositiva; sono importanti nello studio individuale, soprattutto per gli alunni con DSA o con difficoltà di lettura.
L'immediatezza dei concetti chiave da approfondire e la visibilità della scala gerarchica delle informazioni necessarie e utili permettono un orientamento chiaro senza dover affrontare la lettura di intere pagine del libro, aprendo mille possibilità strumentali di approfondimento; diventano la base fondamentale per la costruzione di una propria e personale mappa concettuale e soprattutto la possibilità di verifica e aiuto da parte di figure esterne.
Vengono organizzate dal docente il quale è tenuto a stabilire la gerarchia delle nozioni principali, gli elementi portanti di un concetto, di un argomento attraverso una scala.

Le mappe mentali, inventate da Tony Buzan negli anni Sessanta del secolo scorso, sono una tecnica di rappresentazione grafica che permette di associare concetti e informazioni in modo non lineare. Al centro si trova l'idea principale, mentre le informazioni e i dettagli di approfondimento vengono legati secondo una geometria radiante via via verso l'esterno. Vi è quindi una struttura gerarchico-associativa delle informazioni. Le mappe mentali si basano anche sull'uso di immagini, colori, elementi che hanno grande impatto percettivo e che normalmente definiscono un percorso attraverso il quale è possibile organizzare in maniera sintetica le conoscenze raggiunte.

Le mappe concettuali, teorizzate negli anni Sessanta da Joseph Novak, invece sono formate da concetti collegati da relazioni. I concetti vengono espressi sinteticamente attraverso i nodi, cioè forme geometriche, collegati fra loro, mediante delle frecce, in modo da esplicitare la relazione che intercorre. Gli strumenti per la loro realizzazione sono nodi concettuali, oggetto dei nostri ragionamenti; relazioni direzionali, frecce - percorso del ragionamento; etichette, definizioni del legame fra i concetti espressi. La mappa concettuale costringe chi la prepara a riflettere sulle proprie conoscenze, a connettere idee e dati a disposizione, al fine di comunicare in modo preciso e chiaro; è uno strumento di rappresentazione del pensiero e può essere usata sia in una fase di studio, per progettare un percorso di ricerca da effettuare, sia al termine, come rappresentazione delle conoscenze acquisite. È un metodo di studio valido dalle prime classi della scuola primaria fino all'università purché venga concepita in senso dinamico, con la possibilità di sempre possibili sviluppi, evoluzioni, trasformazioni e miglioramenti.

Le fasi per la loro costruzione sono: individuazione della "domanda focale", cioè il tema che delimita l'ambito di ricerca-analisi; definizione e evidenziazione dei concetti chiave; evidenziazione delle conoscenze relative ai concetti; inserimento dei concetti chiave in un cerchio; infine, trovare la relazione fra i due concetti chiave e ricercare i connettivi, cioè le parole che esprimono la relazione. Ultimate queste fasi sarà possibile dare forma alla mappa riportando i concetti evidenziati (cerchi), le linee e le direzioni di connessione fra i concetti; scrivere i connettivi.

Tutte le mappe devono stimolare e garantire agli studenti un apprendimento significativo e il docente, con il suo sapere, saper essere e saper fare, deve essere l'artefice di questo apprendimento.
"La rappresentazione grafica delle conoscenze "è un modo per far emergere i significati insiti nei materiali da apprendere", in quanto costringe gli studenti a riflettere sulla natura delle conoscenze e sulle relazioni che vi intercorrono". (3)

di Angela Ventre
insegnante di sostegno - I.C. Alfieri Lante della Rovere di Roma



(1) C. Cappa, L. Grosso, V. Rossi, S. Giulivi, Disturbi Specifici di Apprendimento (Storia). De Agostini Scuola, Novara, 2013)
(2) G. Valsecchi Pope, Le mappe strutturali, uno strumento di facilitazione per insegnare, in "Dislessia" ottobre 2011 Ed. Erickson).
(3) J. D. Novak, D. B. Gowin, Imparando ad imparare, SEI, Torino, 1989 (2001) )
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