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n. 29 gennaio 2013
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Per una scuola di sana e robusta costituzione
La scuola in cui credo
di Crasso Antonella - Orizzonte scuola
E' il titolo (che già in sé contiene un programma) che un liceo classico di Roma, l'Aristofane, ha dato ad una iniziativa davvero significativa e riuscita: una "notte bianca" a scuola per tenere vivo l'interesse sulle tematiche sempre più scottanti della scuola, che rischiano ora di essere oscurate dalla campagna elettorale.
Ho avuto la fortuna di partecipare a questa manifestazione in quanto genitore di una alunna e vorrei riportarvi questa esperienza, non tanto come resoconto di quanto è stato detto nel corso di interventi qualificati e interessanti, quanto piuttosto cercare di trasmettervi le sensazioni del clima che si era creato.

A scuola di sera. Genitori, studenti, professori insieme, la scuola che si apre al territorio, che mette in campo tutte le sue risorse umane, culturali, logistiche per diventare un polo di attrazione, un faro nella notte nebbiosa del momento storico che il mondo della cultura sta attraversando.
Gli attori sono proprio loro, i diretti interessati, gli studenti che vedono il loro futuro a rischio polverizzazione.
Tutto parte allora dalla Costituzione, che in tempi di crisi costituisce un valido orientamento per la vita civile e democratica, in particolare la riflessione si incentra sull'articolo 3 della Costituzione e sulle sue ricadute nel mondo della scuola. La partecipazione e l'attenzione degli studenti è intensa e quasi commovente: l'aria che si respira è quella di sentirsi profondamente a proprio agio in questo luogo che, pure, durante il giorno è fonte di qualche ansia... Ma la percezione dominante mi sembra quella di non eludere la scuola quanto piuttosto di "viverla" come un luogo intensamente familiare, rassicurante, "tuo" perché contribuisci a "farlo", ne sei protagonista attivo e non spettatore passivo.

Come insegnante e come genitore questo mi ha colpito molto.
Dei ragazzi si sente spesso dire che sono superficiali e disinteressati, probabilmente neanche sotto tortura ammetterebbero che la scuola è un luogo fondamentale per la loro vita, la loro formazione umana, il loro futuro.. però sono certa che nel loro intimo questa è la percezione, la profonda considerazione del valore dell'istruzione, della cultura, del pensiero.
Altrimenti non si spiega perché, di venerdì sera, scegliere la propria scuola come luogo di aggregazione e i propri docenti come compagni della serata. In tanti. E poi, come ogni kermesse che si rispetti, un concerto jazz di un trio di musicisti davvero virtuosi nei ritmi trascinanti di un genere musicale coinvolgente, e ancora spazio alle varie band della scuola, attraverso le quali i ragazzi, con il linguaggio che gli è più congeniale, quello musicale, danno libero sfogo alla loro creatività, alla gioia di vivere.

E' questo, alla fine, che la scuola deve fare: crearsi questa visibilità per evitare di cadere vittima della mortale mediocrità che caratterizza il tempo presente, essere quotidiano luogo di relazioni umane lette come antidoto alla deriva che vorrebbero farci vivere.

Se è vero che la bellezza salverà il mondo, la poesia è l'araldo della bellezza: mi piace allora concludere con alcuni suggestivi versi scritti da un professore dell'Aristofane, un insegnante-poeta, Giuseppe Cappello, che parlando della quotidiana esperienza in classe, a contatto con tante giovani menti, afferma:
Scintilla di una lunga convivenza in cui nasce la letizia
Nutrimento delle anime con il sapore dell'eterno
.

Ecco, è il nostro lavoro, la descrizione di una giornata del docente che è permeata, nell'intimo, da una letizia che riscatta le fatiche, i problemi, gli inevitabili attriti:
Stanco ritorno, ma pago" -dice ancora il poeta, il professore- "il cui orizzonte non cede mai al crepuscolo.

Antonella Crasso, docente di sostegno IC piazza Minucciano - Roma
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