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Numero: 6 -Maggio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 14 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Perchè a fine anno?'  >>>
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Perchè a fine anno?
Riflessioni sulle attività di chiusura a fine anno
di Mugione Mariella - Didattica Laboratoriale
Noi insegnanti, ed in genere nel mondo della scuola, siamo abituati ad usare la parola "chiusura": chiusura del primo quadrimestre, chiusura del secondo, chiusura a fine anno quasi a voler mettere un punto e cominciare daccapo con altre intenzioni, con altre persone, con altri intenti.
Siamo pertanto portati a concludere.
Cosa in effetti chiudiamo e perche?
Nella scuola divenuta della progettualità chiudiamo un progetto a fine anno, chiudiamo dicendo a settembre se ne riparla.
Non penso sia così, la mia esperienza mi conduce ad una riflessione.

Il progetto che si conclude positivamente, che ha dato dei riscontri tangibili di apertura, di interdisciplinarietà, di intreccio con altre esperienze emotive ed intellettive, non deve essere più trattato come si intendono di solito i progetti, cioè con durata limitata, con possibilità di essere approvato di nuovo, di essere o non essere finanziato.
Il progetto deve essere "promosso", per usare un termine a noi noto, deve divenire un vero e proprio percorso che caratterizza e identifica quel piccolo insieme che è il plesso e dovrebbe trovare una modalità automatica di finanziamento.
Il percorso, dal mio punto di vista è la scatola entro la quale si inseriscono più iniziative, più progettualità che insieme tendono ad un obiettivo.
Pertanto è ricco di iniziative, ha uno sguardo che va oltre l'aula e permette il raggiungimento di abilità e competenze.
Il mio plesso da anni collabora con il Centro Didattico Musicale e ogni anno rivediamo e ridefiniamo il "progetto" in base alle richieste e alle esigenze degli insegnanti e dell'utenza.
Quest'anno il progetto, nato in forma triennale è al suo secondo anno ed ha consentito la formulazione di tre gruppi anche eterogenei di: Canto, danza e strumentario.
E' già una conquista prevedere una più lunga durata!
Nel mese di Aprile, con grande sforzo finanziario ed organizzativo, è stato possibile rappresentare le attività svolte in un teatro degno di tale nome, che ha dato visibilità e risalto al lavoro dei gruppi.

Era necessaria la visibilità?
Si, per tutte le componenti: alunni, insegnanti e genitori.
Gli alunni sono stati impegnati a dare il meglio, a curare ogni particolare, ad essere attenti affinché il gruppo riuscisse ad avere successo, a raggiungere il risultato, a misurarsi con le difficoltà di apparire, ad essere consapevoli delle capacità raggiunte.
I miei alunni hanno proposto le danze nel tempo, da una danza rinascimentale che richiamava il percorso svolto nello scorso anno al valzer viennese per finire con il musical "Grease".
Erano così convinti di piacere, che erano pronti fin dal primo istante a fare il bis, come è poi avvenuto.r> Gli insegnanti ribadiscono e affermano in quel momento la motivazione, la condivisione degli obiettivi e la collaborazione estesa a più team e con uno sguardo attento valutano e ripropongono.
I genitori vivono momenti di soddisfazione e comprensione del percorso effettuato.

A chi altro estendere la visibilità?
A tutti gli alunni del Circolo, della stessa fascia d'età, perchè più che uno spettacolo per gli altri dovrebbe esserci lo spettacolo per noi, dove ogni plesso almeno in parte possa esprimersi e scambiare le esperienze, esperienze che arricchirebbero alunni e docenti.
E' un'iniziativa che è già in uso ma che mi auguro diventi buona pratica da parte di tutti.

Non chiudiamo: come quando chiudiamo gli occhi siamo sempre vigili e pronti non a ricominciare ma a proseguire e sempre con successo il percorso intrapreso.

Mariella Mugione Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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