Torna nella homepage
 
n.1 marzo 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Editore

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Perché deve farlo l'insegnante... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Perché deve farlo l'insegnante di sostegno?
L'interscambiabilità tra docente curriculare e docente di sostegno
di Zeus Natalina Giovanna - Integrazione Scolastica
La scuola cambia, cambia il modo di vederla: a volte torna indietro e non ascolta le vere esigenze di formazione ma a volte fa dei passi da gigante.

Riuscire a trovare il clima adatto dove esternare i propri pensieri, le proprie idee, la propria creatività, alle volte, per un insegnante di sostegno non è molto facile.
Certo le varie circolari mettono in evidenza la necessità di dover considerare l'insegnante di sostegno un insegnante per tutta la classe, che contribuisce al percorso educativo e didattico di tutti gli alunni, che valuta, che riflette, che opera in sinergia con tutto il team.
Più volte si ribadisce la necessità di cambiare orizzonte e vedere che le cose sono cambiate, che non esiste più l'insegnante di serie B - se non lo si vuole- ma certo non dipende solo dalle circolari che giungono a scuola, ma anche dalla loro lettura "vera", obiettiva e dalla riflessione che si apre, nero su bianco, dalla volontà di realizzare quanto queste parole dicono. Dipende dalla "costruzione" di un clima che permetta questo scambio, questa interconnessione ma dipende certamente anche ... dalla predisposizione, dalla volontà dell'insegnante di sostegno stesso.

Quanto si è disponibili a venirsi incontro?
Quanto si è disponibili a riflettere insieme, a scambiare opinioni senza pensare: "Questo devo farlo io e questo devi farlo tu!"?
Quando si giungerà alla piena consapevolezza che ciò che garantisce un risultato positivo per l'alunno, in modo armonioso, consapevole, proficuo e sereno, dipende dalla collaborazione vera tra docenti?

A volte è una condizione personale che non permette l'apertura e la collaborazione, un non trovare punti di incontro, l'essere troppo rigidi sulle proprie posizioni, nel vedere sempre solo distinzioni di compiti e non condivisione.
La conoscenza reciproca del lavoro messo in atto, per creare le condizioni necessarie affinché le conoscenze di un alunno si tramutino in competenze, è determinante.
Ma non è utile aspettare che sia l'altro a fare il passo. Per non cadere nell'errore di diventare da soli "insegnati di serie B" bisogna cercare l'incontro, è necessario darsi da fare per creare quelle situazioni che permettono lo scambio con il collega. E' indispensabile imparare a gestire dei rapporti sereni e professionali con i colleghi, per contribuire a creare un clima di apprendimento sereno e il più possibile adatto a tutta la classe. Mettere in pratica le proprie capacità per agevolare la soluzione alle difficoltà di più alunni, segnalati e non: è un dovere e non solo professionale. Non possiamo mettere in risalto le nostre competenze specifiche solo quando lo riteniamo giusto noi, o solo quando è più conveniente per lavorare meglio.

Si, è vero, si può pensare: "Perché deve farlo l'insegnante di sostegno?"

Ma le relazioni e i rapporti non sono mai individuali, sono cooperativi, si realizzano tra più persone. Aiutare i colleghi di classe in quelle situazioni che richiedono competenze specifiche, che il nostro ruolo richiede di possedere, è un modo per agevolare il percorso, per renderlo più fluido e lavorare meglio, tutti.

Per dare risposte adeguate alle esigenze specifiche di alcuni alunni in difficoltà di apprendimento o sociali, a volte è necessario proprio l'intervento specialistico dell'insegnante di sostegno e credo che non sia poi così difficile entrare in una sintonia lavorativa con i colleghi, se si costruisce insieme l'idea di come "funziona" quell'alunno, oltre che condividere i metodi, le strategie e un percorso comune, dove tutti gli alunni possano trovare una "collocazione" sempre attiva nella classe e non essere trascurati da nessuno.

Ma per far sì che anche un insegnante di sostegno sia effettivamente parte attiva della classe -e non solo l'insegnante di quei bambini lì- è importante che ciò sia visibile pure agli occhi degli alunni di tutta la classe. In che modo?
Mettendosi alla prova e interscambiando a volte la funzione e l'intervento con i docenti in classe. L'insegnante di sostegno conduce la lezione e l'insegnante curriculare affianca l'alunno con difficoltà.
Non dico sempre, ma ogni tanto è da provare!

Genera la sicurezza che nessun alunno verrà trascurato perché, anche in assenza dell'insegnante di sostegno, l'insegnante curricolare saprà come muoversi, seguirà le linee guide operative stabilite insieme e non si troverà ad affrontare la situazione "da solo" e senza strumenti. Ugualmente succede all'insegnante di sostegno che può trovarsi (o no?) a sostituire l'insegnante di classe e così gli alunni sono preparati, seguiranno meglio le proposte didattiche o educative e l'insegnante si sentirà più sicuro e avrà le idee più chiare su questa funzione di intervento a tutta la classe! Bisogna essere propositivi, attivi, non aspettare passivamente cha qualcosa accada, o il "primo passo" fatto dall'altro; bisogna condividere obiettivi, programmazioni, attività per la classe e con la classe.

Poi può anche accadere che tali condizioni nascano spontaneamente, per indole caratteriale, per sintonia professionale con i colleghi, per amicizia...
Io ho avuto la grande possibilità di realizzare tutto questo: sin dall'inizio del mio far parte di un nuovo team mi è stata data "carta bianca" con gli alunni di tutta la classe, programmando insieme le lezioni, le conoscenze da far acquisire, stabilendo le strategie operative e le metodologie. Così mi sono messa alla prova e sono cresciuta anche insieme agli alunni, che rispettano il mio ruolo primario di insegnante di sostegno ma che mi apprezzano anche come insegnante di "svariate tipologie " di lezione.
Entro in classe contenta di essere lì, di lavorare veramente e attivamente con loro, di conoscere ogni situazione, di poter correggere e intervenire dove necessario, con autonomia e tranquillità, nelle varie situazioni che si vengono a creare, per tutti gli alunni -senza distinzione di capacità intellettive o di situazioni personali- condividendo in modo costruttivo "il tutto" con i colleghi di classe.

Credo che molto dipenda dalla propria convinzione di essere "più" di un insegnante ... vedersi come "punto di aggancio", come "mezzo" per interagire e riflettere e...e....non insegnante di serie B!!

Natalina Giovanna Zeus, Docente di sostegno, I.C. Via Perazzi 46 - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional