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Almanacco inverno  
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Perché il cielo è blu?
Le risorse nascoste nelle domande dei bambini
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
"Il gioco dei perché
è il più vecchio del mondo.
Prima ancora di imparare a parlare
l'uomo doveva avere nella testa
un gran punto interrogativo...!"
Gianni Rodari


Le domande dei bambini sono la via privilegiata per impostare un tipo di apprendimento davvero efficace, basato non su nozioni trasmesse unidirezionalmente e assemblate poi in modo coerente, ma costruito a mo' di rete, con dei nodi robusti, sui quali intrecciare altre conoscenze, altre acquisizioni...

Inoltre, elemento per nulla trascurabile, questa modalità comunicativa in classe fa solitamente scaturire momenti di puro divertimento, essenziali per un lavoro disteso nonchè proficuo!

È esperienza comune la gran mole di domande che quotidianamente ci vengono poste dai bambini, alcune delle quali davvero esilaranti, per non dire spiazzanti!...
L'idea è quella di non banalizzare tali interventi, ma di stimolarli e canalizzarli in lavori da strutturare via via insieme.

Anche un'attività impostata dall'insegnante attraverso una domanda potrà dare l'avvio a una modalità più partecipata di lavorare e magari, elaborando la cosa in modo più sottile e approfondito, portare anche ad un naturale cooperative learning.
Molti sono i libri che possono aiutarci in questo senso.
Uno che utilizzo massicciamente - e dal quale ho tratto la domanda del titolo - è "I più strani importanti perché" di Martine Laffon e Ortense de Chabaneix, edizioni Il Castoro, scoperto grazie a Caterina, una vispa alunnetta con una fornita ed intelligente biblioteca casalinga.

Attraverso le tante domande bambinesche, ma neanche poi tanto, del libro, ho potuto impostare alcuni elementi essenziali dello studio della storia di quest'anno - siamo in terza-.
Mi è stato così possibile parlare dell'Universo e dell'origine della Terra partendo dalle domande del libro:
Che cos'è l'Infinito? Dio ha creato davvero gli uomini?
Domande che erano già nell'aria e che, in qualche modo, erano già state poste da qualcuno dei bambini già negli anni precedenti.

La raccolta delle impressioni e delle idee dei bambini, la lettura del libro di testo e di altri materiali predisposti da me e le risposte semplici e allo stesso tempo complete, complesse ed esaurienti del libro, che usa un linguaggio semplice e chiaro, per nulla infantile e melenso, hanno fatto e stanno facendo il resto, consentendoci ci costruire un nostro modo di studiare e conoscere la storia: ci stiamo già organizzando per rispondere alla domanda Perché gli uomini preistorici erano più pelosi di noi?

Infiniti possono essere gli utilizzi di libri di questo genere, dallo studio dei personaggi delle fiabe e del loro ruolo Perché le streghe delle favole sono sempre cattive? A quello delle dinamiche sociali più attuali Perché non parliamo tutti la stessa lingua?

Molto utili trovo queste attività anche nell'ambito di momenti di raccordo e di condivisione di esperienze e sentimenti, tipo il circle time.
Da una domanda può scaturire un bel momento dialogico sul quale poi lavorare con testi liberi, disegni, drammatizzazioni, cartelloni...

Un altro libro ideale a questo scopo è "Fammi una domanda!" Di Antje Damm, Nuove Edizioni Romane.


In questo librino vengono presentate una serie di domande ad ognuna delle quali viene associata un'immagine particolarmente azzeccata ed evocativa: il binomio domanda-immagine dà automaticamente il via ad una serie di risposte personali da condividere, per le quali cercare una risposta insieme o trovarne una tutta personale...
Devo dire che è un buon esercizio di autonalisi anche per noi adulti, dal momento che ci sono domande di ogni genere, dalle paure, al rapporto coi genitori, dalla storia personale all'osservazione dell'ambiente, dal vissuto familiare alla fiaba preferita, adatte a stimolare ogni genere di sensibilità.

L'organizzazione semplice - domanda, rigorosamente senza risposta, associata all'immagine - si presta ad un utilizzo trasversale, sia per diverse discipline ed attività, sia per età diverse: questo libro può essere "manipolato" sin dalla scuola dell'infanzia per salire poi su su...

D'altra parte l'idea di lavorare sulle domande dei bambini e a partire da esse l'aveva già avuta un certo Gianni Rodari che diversi anni fa aprì una rubrica su Paese Sera, storico quotidiano romano purtroppo scomparso, intitolata Il libro dei perché, stesso titolo dato poi al libro che raccoglieva domande dei bambini e risposte del favoloso Gianni.

In questo libro Rodari dà le risposte più varie ai bambini che gli scrivono, così come sono varie le domande che riceve: dalle risposte in rima su certi comportamenti dei genitori, alle risposte più serie sul perché in Africa fa sempre caldo o sul perché si dice "tallone d'Achille".

Amo molto questo modo dialogico di lavorare con i bambini, perchè consente, ancora una volta, di percorrere quel fil rouge dell'emotività, senza il quale l'insegnamento-apprendimento ha ben poco sapore e che, secondo me, dà il vero senso allo "stare insieme a scuola", offrendo la possibilità di rispondere, seppure parzialmente, a una domanda che talvolta mi sono sentita porre: Perchè si deve venire a scuola?

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola elementare "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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