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n. 28 dicembre 2012
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Permettiamoci azioni "di lusso"
Una società per svilupparsi in maniera solidale ha bisogno dell'apporto di tutti
di Rosci Manuela - Editoriali
Concludere un anno solare -il fatidico 2012- per noi persone di scuola è un'azione, un pensiero che si sovrappone ad un'altra "chiusura", quella dell'anno scolastico, a fine giugno o luglio per molti colleghi. Per quanto riguarda il lavoro, quindi, non siamo neppure a metà dell'opera ma certamente abbiamo concretizzato la prima parte, quella dell'avvio dell'anno scolastico (settembre); la verifica di quanto gli studenti sanno o, meglio, a che punto sono per proporre un primo ripasso/consolidamento del pregresso e poi definire la programmazione dell'anno (ottobre); quindi mettere mano al lavoro annuale, con le nuove proposte (novembre) e passare ad un primo bilancio (dicembre) prima delle vacanze natalizie.

Ma la fine dell'anno (solare!) rappresenta quindi solo un primo rendiconto del lavoro scolastico (quattro mesi di vita professionale) e una "resa dei conti" di un intero anno di vita (personale, relazionale, sociale e professionale).
Quest'anno, inoltre, è stato colorato di magia e tra increduli e certi, la sensazione che la fine del mondo -del calendario Maya- stesse per avvicinarsi è diventata un life motive, con tutte le angosce e le paure del caso. Certo è che la sensazione di perdita, su tutti i fronti, è stata più reale che magica, vissuta piuttosto che attesa. Anche noi abbiamo rinviato l'uscita del numero per documentare l'evento, semmai fosse accaduto (!) ma il 21 dicembre 2012 è passato e la data non ha segnato qualcosa di veramente catastrofico (forse perché già tanto si è visto nei mesi e negli anni passati!) se non un fermento (bho!) nell'ambiente politico che dovrebbe produrre un qualche CAMBIAMENTO (!?).

E' proprio la parola "cambiamento" che mi pare la più appropriata per dare senso alla fine del mondo predetta: la fine di qualcosa produce un cambiamento di stato, una trasformazione, e per dirla in gergo didattico, un APPRENDIMENTO. Che cos'è l'apprendimento se non un cambiamento, da uno stato A ad uno stato B (o C o Z)?

La fine dell'anno (e non del mondo!) significa allora che abbiamo la possibilità di "trasformare" quanto fin qui fatto/appreso in qualcosa di diverso che, facendo tesoro di quanto già vissuto, permetta di proiettarci in un mondo diverso, nuovo, non-realizzato ancora.
Da dove si parte per questa trasformazione, cambiamento, apprendimento?

Suggerisco di partire da NOI. Ognuno riparta da SE STESSO.

Perché ripartire da noi? Perché nessuno può lasciare la propria vita in mano ad altri: possiamo cooperare, possiamo farci aiutare e dare aiuto, possiamo guardare all'altro come all'amico e non al nemico, possiamo abbandonare il cinismo verso un pensiero più solidale, possiamo ...
Possiamo/dobbiamo essere però protagonisti attivi della nostra vita, di ciò che abbiamo sognato e per cui stiamo agendo. La nostra vita non può essere "giocata" da nessun altro all'infuori di noi.

Ognuno di noi riprenda in mano il senso della propria vita, lasci all' anno vecchio ciò che non gli appartiene più o che sente di intralcio (atteggiamenti, pensieri depotenzianti, rancori, delusioni ...) e si conceda il lusso di sognare e di credere di poter ri-indirizzare la propria vita.
E' un lusso che possiamo concederci tutti, è dentro di noi, non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno.
E' forse il solo lusso che in questo momento possiamo permetterci!


"Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione" scrive Massimo Gramellini nel libro "Fai bei sogni" e Cristina Ansuini racconta il suo incontro con l'autore.

Posso solo credere che le persone di scuola abbiano ad un certo punto "sognato" di essere insegnanti, i genitori "sognato" di diventarlo. A questi sogni sono seguite delle azioni, per alcuni si sono concretizzate, per altri no, ancora no. Per alcuni il "concorsone" per diventare insegnante è stato solo un'occasione da tentare, per altri un sogno che si è infranto. Alcuni abbandoneranno, altri andranno avanti da "precari" ma coloro che entreranno a scuola dovranno far sì che questo sia il loro sogno, ciò che hanno sempre desiderato. Non un ripiego, non un tentativo, non il posto sicuro ma UNA SCELTA.
Credo, quindi, che noi tutti persone di scuola, educatori, genitori -sia di vecchia generazione che di nuova- abbiamo l'impellenza di agire con la consapevolezza di ciò che facciamo, e di andare verso l'altro che ci è stato affidato o ai chi, come genitori, abbiamo deciso/scelto di dare vita.

Mi amareggia allora pensare che la scuola non sia in grado di affrontare situazioni come quella raccontata da Lucia Paci nell'articolo "QUALSIASI COSA E' MEGLIO DEL SILENZIO" perché gli appuntamenti mancati dalla scuola vanno gridati, come pure le riflessioni sulle scelte compiute per protestare, un dubbio che assale come racconta Antonia Melchiorre.

I nostri giovani hanno bisogno di sognare, di credere di avere un futuro tutto da scrivere e hanno bisogno di avere adulti accanto in grado di accompagnarli ad affrontare la vita, un percorso che si costruisce con competenze a volte nuove, differenti da quelle che abbiamo sviluppato noi. Per questo dobbiamo accettare e andare verso il cambiamento, non frenarlo o remare contro. In ogni contesto il cambiamento, legato a valori sani, è sinonimo di apprendimento, di modifica da uno status precedente ad un altro. Un'avventura da affrontare con serietà e serenità.

Nell'intervista di Barbara Riccardi a Fabio Amedei, il direttore del Cinema Farnese di Roma afferma "ogni volta che abbiamo una scuola nel nostro cinema, (osserviamo n.d.r.) quanto siano diverse le reazioni dei ragazzi quando questi sono opportunamente stimolati o meno...non è vero che non si possa fare la differenza, e gli insegnanti hanno e devono sentire tale responsabilità. Dunque, bisogna dare l'esempio di genitori e/o educatori impegnati e critici nei confronti dei modelli oggi somministrati dai mezzi di comunicazioni."

Un invito quindi alla RESPONSABILITÀ DI FARE LA DIFFERENZA, ovunque, per noi stessi, per i nostri alunni e figli, per gli altri, per costruire un mondo che abbia ... sapore di buono.

Buona fine e buon inizio, per un anno migliore
A tutti Buone Feste

Manuela Rosci
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