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n.43 maggio 2014
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Articolo 'Piattino diventa Maestro'  >>>
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Piattino diventa Maestro
La pedagogia non-direttiva di Alexander Sutherland Neill
di Comberiati Nicola - Orizzonte scuola
Summerhill, a Leiston, a pochi chilometri da Londra, rappresenta un laboratorio di integrazione contro la dispersione, ma rassomiglia poco ad una scuola come la si intende comunemente. E' soprattutto un ambiente di vita, che ospita ragazzi di differenti età e di diverse nazionalità, che vivono in casette di legno o di muratura, circondate da campi da tennis, ampi prati, una piscina e laboratori per diverse attività.
Summerhill è una scommessa e una sfida.
Come scrive Fromm, il fondatore di questa scuola - Alexander Sutherland Neill (Forfar, in Scozia,1883-1973) - non espone una teoria, ma riporta quarant'anni di esperienza e dimostra pragmaticamente che la libertà funziona come principio dell'educazione molto di più della paura.

In un momento di confusione e di ricerca nella scuola italiana, riteniamo utile un confronto con altre esperienze, che pur partendo da presupposti differenti della scuola italiana sia teoricamente che pragmaticamente, rappresentano in Europa modelli di riferimento discussi e stimolanti, perché hanno saputo creare alternative didattiche e hanno comunque ottenuto risultati eccellenti, se si elencano gli uomini e le donne che sono state formate in questa scuola (da docenti a direttori finanziari, ad artisti e ballerini..)

Ma come è organizzata questa Scuola tanto discussa e contestata?

"I giornalisti - scrive Neill - la chiamano la "Scuola-fai-quel-che-ti-pare" suggerendo l'idea che essa ospiti una banda di selvaggi primitivi e maleducati."
Ma Summerhill educa all'autogoverno, convinti gli insegnanti che una scuola "che costringe bambini vivaci a sedere nei banchi obbligandoli ad imparare materie inutili...è una pessima scuola": il suo intento non è quello di adattare il bambino alla scuola, ma "adattare la scuola al bambino"... Summerhill, forse, è la scuola più felice che ci sia al mondo".

Le giornate in questa scuola originale trascorrono come in una piccola polis autogovernata: al mattino l'orario di lezione con molta libertà di organizzazione e di scelta e con gruppi trasversali, mentre il pomeriggio si susseguono varie attività: alcuni giocano a guardia e ladri, altri trafficano con radio e motori, oppure disegnano e dipingono. Dopo aver preso il té, le attività si svolgono nei laboratori, dove si dipinge, s'intaglia il linoleum, si lavora la pelle o si intrecciano panieri. I laboratori di ceramica, di falegnameria e l'officina sono i più frequentati. Le ragazze preferiscono i laboratori d'arte impegnate a dipingere o a modellare oggetti di ceramica. Le serate sono organizzate per approfondimenti culturali: una sera i ragazzi vanno al cinema, in un'altra Neill tiene a insegnanti e ragazzi più grandi conversazioni su argomenti di psicologia, alcuni si organizzano in gruppi di lettura; una serata è dedicata al ballo, aperta ai visitatori, che confermano che i ragazzi sono ottimi ballerini, altre sere sono dedicate alle prove di qualche commedia o all'Assemblea Generale.

Ma chi era Alexander Sutherland Neill?

Il ritratto che Neill fa di se stesso è di un ragazzo destinato al fallimento o alla dispersione scolastica: "Ero goffo, preoccupato dei pezzetti di ferro che avevo in tasca, e l'aspetto poco attraente non mi era di aiuto. Le orecchie a sventola mi guadagnarono il soprannome di Piattino, e di colpo i piedi raggiunsero la dimensione attuale. Mi vergognavo molto degli scarponi enormi che portavo. Siccome avevo gli alluci girati in dentro, camminavo rumorosamente per la strada con gli scarponi che battevano uno contro l'altro e a volte mi facevano inciampare. Certo non ero il tipo di figlio che può desiderare un padre il quale aspiri a che la sua prole si distingua negli studi".

La scuola lo faceva sprofondare "nell'inferno più nero" e trovava piacere solo nel picnic annuale. Allo studio preferiva le avventure per i campi, l'andare per nidi, sugli alberi, trafficare con biglie e palline, affidarsi ai sogni ed alle fantasie impossibili. Unico della famiglia a non frequentare il Liceo, il padre lo considerava "un disastro" e la madre, sconsolata, una sera propose al marito:
- Potrebbe fare il maestro -
- Credo che sia l'unica cosa che possa fare - concluse amaramente il padre.
Piattino invece pian piano ottiene la qualifica di maestro, si laurea in letteratura inglese, si introduce negli studi di psicoanalisi e incontra persone che gli cambieranno la vita fino a impegnarsi a fondare una scuola totalmente "altra" da quella che ha frequentato.

Fondamenti teorici
La proposta educativa di A. Neill è quella di una "pedagogia non-direttiva", ossia un'educazione libera, che faccia emergere nel bambino la sua spontaneità e creatività.
Reinterpretando in modo personale i grandi psicoanalisti del'epoca, conclude con un'affermazione sbalorditiva: "...i sentimenti e non la ragione, costituiscono la forza motrice della vita: io ho fondato una scuola in cui, al primo posto, vengono i sentimenti". Una pedagogia insomma dello sviluppo spontaneo delle pulsioni.
In altri termini, Neill legge l'essere umano secondo la complessità delle scoperte psicoanalitiche senza cadere in rigidismi ideologici, ma allontanandosi dalla razionalità cartesiana e dalla peccaminosità originaria dell'uomo salvato dalla grazia.

C'è la consapevolezza che il livello più profondo in ogni essere umano è l'inconscio (Es), portatore di pulsioni vitali, dei desideri e dei bisogni dell'esistenza biologica, tra cui dominante è la libido. Il livello razionale (Io), ormai relegato a residuale punta di iceberg, agisce da cassa di risonanza tra le pulsioni dell'Es e la coscienza morale (Super Io), che si struttura con l'interiorizzazione delle leggi etico-sociali che la società si è data ed esplicitate educativamente nei primi anni di vita dai modelli parentali. Quando il Super Io si fa dominante e autoritario si contrappone all'Io, riducendolo ad oggetto e reprime i primi amore dell'Es, costringendolo ad abbandonare il complesso di Edipo e a sottomettersi al Super Io, alla Coscienza morale, sintesi della Morale dominante e dell'autorità parentale.
Il "passato" di ogni uomo quindi è minacciato, nel suo sviluppo, dal mondo esterno.
Se l'Io si identifica con il Super Io, inibisce e reprime le pulsioni, che così si riaffacciano come sintomi nevrotici con consequenziali stati d'angoscia.
L'ideale dell'Io si realizzerebbe solo se le pulsioni controllate e liberate nello stesso tempo, vengono sublimate verso il mondo superiore della cultura, del vivere sociale e dell'arte.

Ma Neill si rende conto che il processo di costruzione della personalità non è solo la lidido, ma anche quel sentimento di auto-affermazione, di valorizzazione, di affermazione del proprio io che occupa pian piano gli spazi del futuro. Non è solo il principio di piacere che ci condiziona, ma il principio di potere, secondo la lezione di A. Adler. Se la libido spiega il passato, il principio del potere esalta l'ambizione del futuro: ogni uomo vuole conquistare il suo spazio, realizzare le proprie aspirazioni pena la frustrazione del sentimento dell'Io che struttura un complesso di inferiorità, esplodendo nell'aggressività o nell'evasione.
Insomma, Neill ritiene con Freud e Adler e con tutta la letteratura dell'epoca (esistenzialista e decadentista) che il mondo esterno sia oggettivamente ostile, fonte di frustrazione, di disagio esistenziale e di sofferenza nevrotica, che blocca le risorse originarie e spontanee dell'Io.

L'incontro con il Little Commonwealth di Omero Lane
Ma sono soprattutto le lezioni di H. Lane e W. Reich che lo trasformano in uomo del della "prevenzione", del "recupero", della "trasformazione" degli esseri umani. La lettura di Psicologia di massa del fascismo di W. Reich gli cambia la prospettiva culturale e H. Lane, che aveva fondato nel Dorset una casa per delinquenti giovanili, gli rivela come utilizzare il metodo della libertà e dell'autogoverno come "cura" e prevenzione per "giovani ladri e rapinatori". La libertà non è solo anarchia soggettivista, ma, all'interno di un sistema di relazioni, si trasforma in un progetto pedagogico nella formazione di personalità perfettamente equilibrate.

Presupposti educativi
1. Il fondamento da cui parte Neill è la bontà originaria della natura umana: l'energia interiore del bambino, con tutto il suo vitalismo, non è che il frutto di pulsioni naturali, normali e positive; un desiderio inarrestabile di crescita umana e culturale, che tende a soddisfare i suoi bisogni (principio del piacere) e conquistare il suo spazio nel mondo (principio di potere).
2. E' nel rapporto con l'adulto anaffettivo che inizia il conflitto e si altera il naturale sviluppo evolutivo. Consigli, comandi, divieti, giudizi morali e punizioni: l'adulto spesso sembra porsi come Legge Onnipotente, che esige sottomissione e sudditanza. La repressione, anche quando si cela dietro la seduzione, genera paura e odio, abbandona il bambino nella solitudine del senso di colpa e lo costringe a mascherarsi.
Il bambino, prigioniero del senso di colpa, fugge da se stesso interiorizzando i modelli parentali e rifugiandosi di volta in volta in una personalità mascherata di sudditanza formale o di aperta ribellione. Prodotto degli errati interventi dell'adulto, il bambino è condannato all'infelicità.

Non esistono - è convinto Neill - bambini difficili; esistono soltanto genitori difficili, cattivi genitori e cattivi maestri.

Le regole di una pedagogia non direttiva
La scuola fondata da Neill, Summerhill, nel 1921, prima su una collina di Lyme Regis e poi a Leiston a pochi chilometri da Londra, risente certamente di un decandentismo fallimentare dei sistemi sociali, entrati in crisi con le grandi contraddizioni dell'inizio del Novecento. Lo scacco dell'Io si era trasformato in naufragio esistenziale e, in molti si era consolidata la convinzione di una ricostruzione totale dei sistemi espressivi vuoi artistici vuoi politici. La rottura spesso significava una nuova rappresentazione del mondo a volte onirica e surrealista, a volte messianica e rivoluzionaria.
Anche la pedagogia vuole realizzare il sogno di un uomo nuovo, l'altro uomo (Uebermensch) nietzschiano, che si fa protagonista di metamorfosi radicali: da cammello sottomesso si trasforma in leone ritrovando l'ebbrezza della ribellione per riscoprire infine la vitalità del bambino, che sa vivere la vita come libero gioco creativo. La via da seguire è la via della libertà, della spontaneità e dell'autoregolazione per restituire l'infanzia a se stessa.

La prima regola perciò dell' impianto educativo di Neill è provocatoria e radicale: "né istruire né educare", dove è palese la critica radicale e senza appello ad ogni forma di condizionamento, che frustri alla radice le energie vitali del bambino: "Un'educazione repressiva ...porta ad una vita che non può essere vissuta.
Un'educazione siffatta non tiene in nessun conto le emozioni della vita e il ruolo dinamico che queste emozioni hanno; perciò l'impossibilità di manifestarle si traduce in volgarità, cattiveria, odio. Si vuole educare solo la mente, ma se si permettesse una vera libertà emotiva, la mente saprebbe badare a se stessa".
La seconda regola è la libertà e l'accettazione e l'amore. Suggestive alcune sue affermazioni che sottolineano l'importanza del rapporto di coinvolgimento emotivo dell'adulto che si prende "cura" del bambino: "La felicità e il benessere del bambino dipendono dalla quantità di amore e di approvazione che gli diamo. Dobbiamo stare dalla parte del bambino. Stare dalla parte del bambino vuol dire amare il bambino; non amore possessivo o sentimentale; basta comportarsi in modo che il bambino sappia che lo amiamo e che siamo dalla sua parte".
La libertà diventa autodisciplina quando gli altri sono anch'essi considerati persone attive e critiche e non oggetti passivi. Al di là di questi limiti (rispetto dei diritti altrui, tutela della sicurezza dei bambini) a Summerhill c'é libertà assoluta, assoluto rispetto dell'interesse, del desiderio, della vita sessuale, ludica, espressiva e di studio. "Dare la libertà vuol dire permettere al bambino di vivere la sua vita".

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La scuola di Sommerhill è stata contestata sia dai conservatori, che hanno accusato Neill di essere un ribelle contro la società e non un riformatore, sia da studiosi di ispirazione marxista come G. Snyders che lo accusa di fede acritica nella presupposta spontaneità e libertà del bambino. E certamente sono comprensibili alcune riserve, ma ci interessava confrontarci con la sua capacità teorica e pragmatica di sperimentare una scuola libera che sapesse rispondere a situazioni problematiche.
Gli studiosi di problemi educativi dovrebbero smettere di rivestire sempre i panni di consulenti astratti e coinvolgersi nella trincea della quotidianità per offrire nuovi modelli scolastici. Soprattutto per le scuole superiori si aspettano testimoni come don Milani o maestri impegnati come Mario Lodi o pedagogisti appassionati come A. Neill.

Nicola Comberiati, dirigente scolastico e psicologo
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