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| Positività prima di tutto |
| Per riuscire a dare conforto! |
| di Zeus Natalina Giovanna - Integrazione Scolastica |
Un giorno come un altro, dopo una giornata intensa in cui affronti le richieste, spesso difficili da interpretare, di un bambino in difficoltà, con carenze cognitive e di comportamento. Ti senti affranta, quasi sconfitta, stanca.
E poi succede che tu sei lì, all'uscita di scuola, che guardi negli occhi qualcuno che ti cerca e pensi: "Ecco, mi "attaccheranno", mi diranno che non sono contenti di ciò che facciamo per lui, che bisogna avere pazienza, ecc..."
Mi avvicino con sorriso rassicurante e mi chiedono spiegazioni: hanno paura che per il loro nipotino a scuola non ci sia tolleranza sufficiente. Li rassicuro, cerco di tranquillizzarli e poi ... il pianto triste di una nonna che ha appena assistito alla nuova valutazione, da parte di una neuropsichiatria che mette al corrente la famiglia della realtà in cui si trova il bambino. Ha parlato della sua difficoltà in termini chiari, diretti, dove viene specificata la natura del ritardo, la non possibilità di cambiamento. Questo crea in loro, nella famiglia, una terribile perdita di speranza, che era piccola ed in fondo sentitamente falsa ma che dava conforto, quella di un possibile cambiamento, appunto.
Messi di fronte alla dura realtà ecco il crollo, ecco la richiesta di aiuto. Esprimono il loro desiderio supremo di aiutare il nipotino, di poter fare qualcosa di significativo. Con il cuore traballante, e pensando solamente a quello che banalmente ogni giorno mi turba, che queste sono le vere tragedie della vita; ma soprattutto pensavo, serve una soluzione.
Con fermezza ho cercato di tranquillizzare quella donna che, con lacrime in mano, mi chiedeva conforto ed io, nel mio piccolo, ho provato ... "Siamo anche noi", le ho detto, "alla ricerca di aiuto per soddisfare queste richieste del bambino che non comprendiamo del tutto, che lo portano ad assumere atteggiamenti aggressivi, di rifiuto e di opposizione alle richieste degli altri. La nostra più totale disponibilità all'ascolto, al fare, all'operare in collaborazione attiva. I cambiamenti possono avvenire, con pazienza, dilatati nel tempo, consegnando al bambino degli strumenti spendibili, abilità sociali, piccole ma fondamentali regole comportamentali e poi in seguito sarà possibile ottenere di più ".
Positività, mi sono detta, non demotivarla ancora di più. Una stretta di mano, un abbraccio, una speranza comune. Purtroppo accade che a volte i percorsi pensati, pianificati, stabiliti in team operativo non siano quelli davvero necessari all'alunno. Spesso bisogna operare per tentativi ed errori prima di percorrere la strada più giusta, per trovare l'esatto aggancio con il bambino, per creare un percorso educativo e didattico davvero significativo per l'alunno. Ci vuole tempo e pazienza ma per questi bambini, e i loro familiari, noi possiamo essere un punto di riferimento, un inizio. L'unione fa la forza!
E attuando strategia semplificative, abbassando le richieste da fare al bambino per agevolare il suo percorso educativo e formativo, affievolendo gli ostacoli comunicativi, magari utilizzando la comunicazione aumentativa come strategia iniziale, in sinergia con tutti gli operatori che contribuiscono alla formazione del bambino ... possono verificarsi dei miglioramenti.
Un insegnante di sostegno sa che può succedere, sa che molto probabilmente sulla sua strada troverà genitori o parenti che con occhi imploranti chiedono speranze, chiedono soluzioni, chiedono aiuto. Mai riuscirà, credo, ad abituarsi.
Zeus Natalina Giovanna Docente di sostegno I.C. Via C. Perazzi 46 - Roma
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