Torna nella homepage
 
n.13 maggio 2011
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:20 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Prendiamo sul serio il nostro ... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Dedicato a te Dedicato a te
Long Life Learning Long Life Learning
Scuola & Tecnologia Scuola & Tecnologia
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Prendiamo sul serio il nostro futuro
Lettera aperta sulla scuola
di La redazione - Emergenza scuola
Lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo.

Promossa dagli Editori Marco Cassini e Daniele di Gennaro (minimum fax), Carmine Donzelli, Federico Enriques (Zanichelli), Carlo Feltrinelli, Sandra e Sandro Ferri (E/O), Sergio Giunti e Bruno Mari (Giunti), Alessandro e Giuseppe Laterza, Stefano Mauri (Gruppo Mauri Spagnol), Paolo Mieli (RCS), Antonio e Olivia Sellerio.


La scuola è risorsa essenziale per il libero sviluppo delle persone e per la crescita sociale, economica, culturale e civile di ogni Paese. In Italia lo è sempre stata: ha reso un insieme di sudditi analfabeti degli antichi stati una comunità di cittadini italiani. Lo è ancora più oggi, in un'epoca in cui il "capitale umano", l'insieme delle conoscenze di cui disponiamo, è il fattore decisivo per il successo degli individui e delle nazioni.

L'articolo 34 della Costituzione Italiana sancisce inequivocabilmente che <<i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi>>. In passato il diritto dei più deboli nella società italiana è stato garantito soprattutto dall'estensione dell'obbligo di frequenza della scuola pubblica (nella <<scuola pubblica>> la legge italiana comprende anche le scuole paritarie a gestione privata), e dalla qualità del suo insegnamento, che hanno riscattato dalla miseria milioni di cittadini.

In particolare, la scuola pubblica statale è luogo del pluralismo, affidato a docenti reclutati in base alla propria professionalità e non alle convinzioni politiche, alle fedi religiose o all'appartenenza a qualsiasi gruppo o associazione o categoria. Nel mondo globalizzato è fondamentale conoscere chi è lontano da noi, per saperne cogliere i valori e le potenzialità, e perché altri possano conoscere - a loro volta - i nostri valori e le nostre potenzialità.
La scuola pubblica statale è perciò anche luogo di integrazione tra individui provenienti da diversi ambienti familiari, sociali, culturali. Nella scuola pubblica statale bambini e ragazzi di diversa estrazione sociale imparano ad apprezzare la diversità. Nella scuola pubblica statale il patrimonio culturale della famiglia entra in contatto in modo fertile con quello di altre famiglie.
Questa è la missione della scuola pubblica statale diversa da ogni altra istituzione formativa, che legittimamente si proponga altre finalità a partire da una visuale parziale della cultura, della religione, della società, dell'economia. Se, infatti, è un diritto di ogni famiglia mandare i propri figli a scuola solo insieme a chi condivide la stessa visione del mondo (la libertà di insegnamento è infatti riconosciuta dall'articolo 33 della Costituzione), per il benessere della società nel suo insieme è conveniente e auspicabile che la grande maggioranza dei cittadini abbia una formazione comune ispirata ai valori del pluralismo e della Costituzione.

Per rendere effettivo questo principio lo Stato deve investire più risorse nell'istruzione pubblica statale, consentendo alle istituzioni scolastiche autonome di dotarsi di strumenti adeguati a svolgere la propria missione. Occorrono docenti qualificati e ben retribuiti. Ma occorrono anche edifici ben tenuti, aule attrezzate, laboratori moderni, biblioteche aggiornate.

Purtroppo l'investimento nella scuola pubblica statale è stato inadeguato - ben al di sotto dei livelli medi dei Paesi UE - per gran parte della storia unitaria italiana, al punto che oggi spesso non è in grado di garantire neppure i servizi minimi. Di questa situazione ognuno di noi deve preoccuparsi, perché essa è anche frutto dell'indifferenza.

Dobbiamo tutti fare qualcosa per la scuola di tutti. Non dobbiamo lasciarla sola a chiedere attenzione. Se è vero - come sentiamo continuamente ripetere - che nella scuola si costruisce il futuro dei nostri figli e, quindi, del nostro Paese, nessuno può guardare alla questione <<dall'esterno>>. Chi ricopre cariche istituzionali e politiche deve avvertire la forza dell'opinione pubblica. Chi ha più responsabilità e potere nella società, nell'economia e nella cultura deve essere il primo a impegnarsi.

Facciamo dell'istruzione un tema centrale di discussione tra i cittadini, nelle scuole e in ogni altro luogo di incontro, con la competenza e l'urgenza che la materia necessita.
Firmiamo questa lettera aperta in ogni luogo a partire dalle stesse scuole pubbliche statali.

Prendiamo sul serio il nostro futuro.


Le scuole che vogliono aderire all'iniziativa e raccogliere le firme presso la propria sede, possono richiedere l'iscrizione nell'elenco contattando la Casa Editrice all'indirizzo email letteraaperta@laterza.it. oppure compilando il modulo (spalla dx).

Le ragioni della scuola pubblica nei messaggi degli autori (clicca a dx e vai sul sito della Casa Editrice per leggere altri interventi).


<<La scuola pubblica statale italiana è nata con lo Stato italiano, cioè come parte essenziale di un processo di liberazione politica, di autonomia e indipendenza della cultura, di laicità e libertà della conoscenza e della coscienza che si racchiude storicamente nel nome di Risorgimento nazionale. Su questi fatti e sulla consapevolezza che la scuola partecipasse a consolidare e rafforzare l'unità della nazione e al suo sviluppo culturale si sono costruite dal 1861 in poi le strutture dell'istruzione obbligatoria, dell'istruzione gratuita, dell'istruzione senza distinzioni o privilegi di classe e di casta, e senza interdizioni o separazioni ideologiche o religiose. Cioè la scuola pubblica dell'Italia unita è stata, prima di ogni evoluzione e trasformazione delle altri istituzioni pubbliche, l'istituzione più rappresentativa e più dichiarata di un modello democratico di società . È stata il simbolo ideale e culturale della democrazia prima che la democrazia stessa si realizzasse in termini concreti di organizzazione sociale, economica, giuridica, costituzionale. Ogni attacco alla scuola pubblica è dunque un attacco alle ragioni originarie del nostro essere nazione democratica ed è un oltraggio, senza alcuna possibile e contingente giustificazione, alle nostre memorie più autentiche di italiani e di partecipi della vita civile dell'Italia.>>
Lucio Villari

<<A proposito di scuola pubblica credo che sia necessario migliorare il rapporto famiglie-scuola perché negli ultimi anni si è creato un atteggiamento troppo giustificazionista dei genitori verso i figli togliendo agli insegnanti e alla scuola il ruolo educativo. Insisterei sul ruolo della scuola pubblica in cui si apprende la responsabilizzazione verso gli altri, la tolleranza delle diversità e la comprensione del punto di vista degli altri. La scuola non è solo il luogo in cui si apprendono competenze e nozioni, a scuola si impara a stare con gli altri, a rispettare regole e limiti e a saper lavorare in gruppo, requisiti fondamentali anche nel mondo del lavoro.>>
Massimo Ammaniti

<<Nelle nostre democrazie l'insegnamento pubblico, laico e di qualità è lo strumento per realizzare una rivoluzione pacifica per una comunità migliore. La scuola non è semplicemente un luogo nel quale si ripetono i discorsi della famiglia, ma uno spazio intellettuale nel quale ci vengono offerte alternative e si apprende a convivere nel pluralismo.>>
Fernando Savater

<<La scuola pubblica è l'unico luogo salvo. Lo è perché è universale e dunque raccoglie ogni giorno, ad un tempo, il diritto di tutti a crescere e imparare, che rende eguali e il rispetto per la differenza tra persone diverse che crescono. Lo è perché è lo spazio pubblico dove le generazioni si incontrano per apprendere.
Queste cose fanno la forza della scuola. Ma la sottomettono anche a potenti sollecitazioni. Perché oggi i modelli educativi e il come si apprende stanno conoscendo una trasformazione radicale, epocale. Perciò: la difesa della scuola è la condizione del cambiamento del quale ha urgente bisogno e il suo cambiamento è la condizione della sua difesa.>>

Marco Rossi-Doria


Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Firma anche tu Firma anche tu
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional