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Numero: 3 -Febbraio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Problemi di in-giustizia'  >>>
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Problemi di in-giustizia
... agli occhi dei bambini.
di Rosci Manuela - Editoriali
Che cosa vi aspettate da un buon maestro?
Che riesca a capire noi alunni.
Che abbia un rapporto uguale con tutti.
Un insegnante non deve avere preferenze.
Un insegnante non deve prendere di punta.
Che la legge sia uguale per tutti.
Che sappia mantenere sempre la promessa fatta.
Anche quando la maestra diventa troppo severa la classe non la segue più!
Per me l'insegnante dovrebbe essere più comprensivo nel capire gli alunni nel proprio comportamento perché se si comportano cosi ci dovrà pur essere un motivo...

Parola di bambini!

I bambini, e figuriamoci poi gli adolescenti, sono attenti osservatori di tutto ciò che accade in classe e registrano nella loro mente anche quello che agli occhi di un adulto ha poco valore. Utilizzano diversi parametri per giudicare l'operato dell'insegnante ma quello che mi colpisce sempre è l'attenzione che pongono al senso di giustizia - o ingiustizia - utilizzato dagli adulti.

Volevo dire una cosa ...un amico mio non aveva fatto i compiti e la maestra gli ha messo la nota, poi un altro mio amico per non prendere la nota ha copiato dal libro della sua compagna vedendo cosa aveva sbagliato in modo da correggerlo e allora la maestra l'ha scoperto e gli ha detto...la legge è uguale per tutti...quindi tu ti prendi la nota come se l'è presa lui. Questa cosa è giusta!

Per esempio: mettiamo che io sia la maestra e lei è una mia alunna. Io la sgrido sempre, così, solo lei e degli altri non me ne po' fregà di meno! Tanto lei l'l'ho presa di punta!

Il verificare costantemente che il docente sia giusto con tutti e che non faccia preferenze o differenze è un compito che i bambini si danno da soli. Ma soltanto i bambini e gli adolescenti utilizzano la categoria giusto-ingiusto per leggere la realtà che li coinvolge?

Ore 7.30. In fila, nel traffico, attendo fiduciosa di potermi immettere sulla Tiburtina da una traversa laterale. Ho ancora sonno, ho freddo e sto già discutendo in macchina con mio figlio. Arriva una macchina, sorpassa tutti e "da prepotente" (e non aggiungo altro!!) si immette sulla Tiburtina prima di tutti noi, poveri imbecilli in fila, corretti, civili, rispettosi degli altri. Questa cosa è ingiusta!
E si verifica puntualmente tutte le mattine! A voi capita mai? Ti senti ribollire il sangue (ha il vantaggio di farti scaldare), ti viene voglia di inseguire la macchina per dire al conducente. " cretino, ma che credi di essere il più furbo della terra?" (stile aggressivo della serie ora te lo faccio vedere io di che cosa sono capace!) oppure "Non se ne può più di questi incoscienti!" (stile passivo della serie quanto siamo vittime di questi prepotenti!) oppure " Forse questa mattina a quello lì capiterà qualcosa di poco piacevole!" (stile assertivo della serie una giusta punizione forse lo farebbe riflettere e mi darebbe la giusta soddisfazione!) - Se avete pensato a qualcosa di terribile ... no, non è il caso: 5 o 10 punti tolti dalla patente sono la giusta punizione per chi non rispetta il codice stradale e sopratutto gli altri!!

Ore 8.40. In classe, tutti pronti per iniziare (ogni tanto i miracoli capitano pure a noi!). "Prendete il quaderno e copiate in corsivo quello che ho scritto alla lavagna. Andrea e Giada potete copiarlo così com'è, in stampato maiuscolo. Matteo portami il quaderno che ti assegno il compito. Francesca puoi utilizzare la matita e Giacomo puoi scrivere sul quaderno a quadretti. Sonia se vieni con il pennarello giallo ti segno il rigo su cui scrivere. Simonetta porta la colla per attaccare la scheda sul quaderno ...ma io voglio fare il compito scritto alla lavagna, come gli altri! "

Mi sto comportando in modo in-giusto?
Agli occhi degli alunni sì, se non ho speso del tempo a parlare di ciò che loro pensano sia giusto e quali sono le ingiustizie che vedono o devono sopportare. A volte ci fa rabbia che quel cretino ci superi in fila perché sembra che i cretini siamo noi! A volte ci mette pensiero trattare ogni alunno in maniera diversa perché abbiamo paura di risultare ingiusti nei suoi confronti, di fargli un torto nei confronti degli altri. Abituiamo i bambini a pensare che una legge uguale per tutti deve convivere con il principio che ad ognuno venga dato ciò di cui ha veramente bisogno. Che dare un compito diverso non vuol dire prendere di punta un compagno. Che se un compagno lavora alla cattedra con la maestra o deve uscire più volte non è il cocchetto dell'insegnante!
Aiutiamoli a costruire il senso di giustizia perché da soli rischiano di interpretare la realtà solo in parte e con un atteggiamento che li porterà a stare dalla parte dei furbi (per non sentirsi cretini) o dalla parte dei perdenti (per non sentirsi aggressivi). Aiutiamoli a scegliere di stare bene piuttosto che avere per forza ragione . La strada dell'assertività, a lungo andare, fa vivere meglio di quella aggressiva oppure della scelta passiva.

Attenzione comunque a non essere "per sbaglio" un po' ingiusti davvero. Un esame di come ci comportiamo con il gruppo classe è consigliato periodicamente, da soli o con il team. Non è tempo perso e le generazioni future ci ringrazieranno.
Per ora penso che quello che mi supera in fila è cretino e non ci perdo molto tempo anche perché ascolto mio figlio che lamenta "Non è giusto, perché la prof. di matematica fa parlare solo i più bravi, quelli veloci e non ti dà il tempo di riflettere!"
Il vaccino contro le ingiustizie non è stato ancora inventato. Sollecitiamone la ricerca.

Manuela Rosci Psicopedagogista 196°Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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