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n.47 novembre 2014
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Prove di futuro nelle scuole multiculturali
Seminario nazionale di formazione a Roma
di Ongini Vinicio - Intercultura
Gli alunni e gli studenti di origine non italiana sono diventati una realtà strutturale del nostro Paese. Negli ultimi venticinque anni la loro presenza ha modificato il paesaggio culturale, linguistico, sociale della scuola italiana. Bambini e ragazzi che frequentano le nostre classi e che hanno origini altrove sono sempre più numerosi e diffusi, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri.
Sono più di 800.000 gli alunni stranieri in questo anno scolastico, oltre il 9% sul totale della popolazione scolastica.

Possiamo dire che l'immigrazione ha "cambiato" la nostra scuola. Ha provocato spaesamento, soprattutto all'inizio, e talvolta anche oggi, e ha posto questioni nuove, a cui le scuole cercano di rispondere con professionalità. Anche se a volte negli insegnanti prevale la stanchezza e la solitudine di fronte alla complessità delle scuole multiculturali, di fronte all'assenza di risorse e di consapevolezza delle istituzioni.

Troppo spesso il racconto e la rappresentazione di questa nuova scuola "a colori" si basa sulla categoria indistinta di "alunno straniero". Bisogna invece distinguere, sempre. Distinguere è il verbo più importante! Più della metà dei cosiddetti "alunni stranieri" sono nati in Italia (e questa percentuale raggiunge l'85% nelle scuole dell'infanzia), mentre gli studenti stranieri neo arrivati, cioè entrati nel nostro sistema scolastico nell'ultimo anno, sono meno del 5%.

I due poli, stranieri nati in Italia e stranieri neo arrivati, presentano caratteristiche e problematicità proprie. Se per i neo arrivati il nodo è l'alfabetizzazione linguistica, senza la quale si innesca un rapido deterioramento del percorso scolastico, per i nati in Italia la questione è quella di garantire loro una piena integrazione formativa e sociale perché non continuino a sentirsi stranieri nel Paese in cui sono nati e nel quale stanno facendo l'intero percorso scolastico. E dove stanno facendo realmente pratica di cittadinanza, pur non avendo ancora la cittadinanza formale. Finalmente in questo ottobre 2014 si ritorna a parlare di cittadinanza per alunni e studenti stranieri nati in Italia e che, come annunciato dal governo, hanno terminato un ciclo di studi.

L'aumento più significativo degli ultimi anni ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado, iscritti in grande maggioranza (80%) negli istituti tecnici e professionali.
I dati confermano una maggiore difficoltà degli studenti stranieri, quasi un percorso ad ostacoli: a 15 anni sono in ritardo 7 studenti su 10, e i tassi di ripetenza sono elevati, in particolare nel primo anno delle scuole secondarie di primo grado e nel biennio delle scuole secondarie di secondo grado. Si rileva tuttavia un leggero miglioramento della regolarità dei percorsi scolastici ed esiti più positivi nella seconda generazioni di studenti stranieri. Le recenti valutazioni dell'apprendimento effettuate dall'INVALSI e dall'OCSE segnalano un avvicinamento progressivo degli studenti di seconda generazione ai livelli di apprendimento degli italiani. In alcuni territori del Sud gli stranieri nati in Italia vanno meglio degli italiani, sin dalla scuola primaria, sia nelle prove di italiano che di matematica. Il recupero dello svantaggio si ha nella prova di matematica in terza media: gli alunni stranieri riportano un punteggio identico a quello degli italiani, in particolare spiccano i risultati degli alunni cinesi.

Molte scuole segnalano esperienze di positiva integrazione ma altre, e alcune famiglie italiane (e anche alcune famiglie di immigrati!) segnalano timori e preoccupazioni per l'alta incidenza di alunni e studenti stranieri in singole scuole e territori. Vivono il timore che le scuole con tanti alunni stranieri possano diventare meno qualificate, che il programma sia rallentato, che l'attenzione degli insegnanti sia distolta dai "problemi" degli stranieri.

Questo tema, insieme ad altri, sarà al centro di un seminario nazionale di formazione di dirigenti e insegnanti, "Dirigere le scuole in contesti multiculturali", che si terrà a Roma nelle prossime settimane.
Al centro di questo seminario il confronto e lo scambio di esperienze tra dirigenti, insegnanti, associazioni.Una sessione specifica sarà dedicata al tema dell'internazionalizzazione: come si può trasformare una scuola con numeri elevatissimi di alunni stranieri in una scuola che non solo non genera timori e rifiuti ma che al contrario diventa più ricca di opportunità didattiche. Cioè più dinamica, più aperta al confronto e alle diversità, più attraente proprio in ragione della sua complessità. Impresa difficile ma non impossibile, qualcuno ci sta provando e ci racconterà.

Alle sfide e alle preoccupazioni(legittime!) bisogna rispondere con delle azioni concrete che possano valorizzare le competenze dei dirigenti e degli insegnanti, la progettualità delle autonomie scolastiche, la collaborazione con gli enti locali, le famiglie, le associazioni del territorio. Ci vogliono tante mani.

La presenza di alunni, studenti, famiglie di origini diverse può essere davvero, come indicano le recenti Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, Febbraio 2014, "un'occasione per ripensare e rinnovare l'azione didattica a vantaggio di tutti, un'occasione di cambiamento per tutta la scuola".

Il Ministero si impegna a sostenere le iniziative prese in autonomia dagli istituti scolastici ed a promuovere, in continuità con il seminario di Roma, azioni per la formazione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti che operano nelle realtà a più forte processo migratorio; a sostenere un piano nazionale per l'insegnamento/apprendimento dell'italiano come lingua seconda, in particolare per gli alunni e gli studenti di recente immigrazione; ad attivare, in collaborazione con gli uffici scolastici regionali, un progetto di peer education in contesti multiculturali, partendo e rilanciando su scala nazionale esperienze positive già sperimentate dalle scuole. Si tratta di coinvolgere studenti stranieri di seconda generazione (o anche studenti italiani) come tutor di studenti stranieri di recente immigrazione, anche tra ordini scolastici diversi. Il via a questa azione nazionale sarà dato a Milano, in occasione della Conferenza internazionale Metropolis 2014, un forum che ogni anno in un Paese diverso, mette in connessione buone pratiche, politiche e ricerche in materia di migrazioni (Milano, 3/7 novembre).

Da poco, 17 ottobre, è stato ricostituito il rinnovato Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'educazione interculturale costituito da rappresentanti di istituti di ricerca, associazioni, esperti, rappresentanti di altri ministeri, dirigenti scolastici.
Non era più stato riconvocato dal 2008.

Oggi le scuole e le classi multiculturali sono lo specchio del nostro Paese e di come sarà l'Italia di domani. Possono diventare piccoli laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza. Prove di futuro. Per questo dovrebbero essere osservate e valorizzate con più attenzione dai decisori politici a tutti i livelli.

Vinicio Ongini, esperto del Ministero dell'istruzione, autore di Noi domani. Un viaggio nelle scuole multiculturali, Laterza
vinicio.ongini@istruzione.it

In allegato:
Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano a.s. 2013-2014 (Ufficio Statistico MIUR)

Alunni con cittadinanza non italiana,registrato il 'sorpasso' delle seconde generazioni I nati in Italia sono più del 50% (comunicato stampa del 27 ottobre 2014)
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Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano 2013-2014 Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano 2013-2014
Alunni con cittadinanza non italiana,registrato il 'sorpasso'(comunicato stampa del 27 ottobre 2014) Alunni con cittadinanza non italiana,registrato il 'sorpasso'(comunicato stampa del 27 ottobre 2014)
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