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n.24 giugno 2012
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Articolo 'Qualche rammarico?'  >>>
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Qualche rammarico?
L'anno è finito
di Infantino Aminta Patrizia - Organizzazione Scolastica

Ripercorro con il pensiero l'intero anno scolastico. Sono soddisfatta? Si, assolutamente, dei ragazzi, dei colleghi, delle collaborazioni che abbiamo creato. In tutte le classi? Bhé, non esageriamo, magari fosse così semplice! Ho due sezioni e in una è andata meglio dell'altra. Ho avuto più spazio per lavorare sulla classe. I colleghi mi hanno dato il tempo necessario per affrontare tematiche integrative e per stimolare i ragazzi con le tecniche attive collaborative. Ne sono emerse menti curiose e motivate, anche se spesso la creatività genera caos e disordine.
L'altra classe, invece, è stata impostata su lavori culturalmente più nozionistici e, di fronte a un brainstorming, un problem solving o a un circle time, i docenti temevano la perdita di tempo. Per non parlare del computer! Si ha ancora il timore che rubi spazio al nozionistico. E i lavori creativi? Roba da elementare, ormai devono avviarsi al liceo! Mi rimane il rammarico di non aver insistito a volte ma, del resto, in questa scuola non mi conoscevano ancora e io ho scelto di entrare in punta di piedi!
Eppure qualche lavoro creativo informatico in più mi sarebbe piaciuto farlo!
Soprattutto per prepararli agli esami.

La rivoluzione digitale del XXI secolo porta con se un divario tecnologico tra le esperienze dei ragazzi e quelle degli insegnanti. E' un divario che dobbiamo evitare che ci allontani. I nostri ragazzi sono digital native, per usare un termine coniato da Marc Prensky, perché sono nati durante l'era digitale e sono cresciuti con le tecnologie digitali. Sono madre lingua.
Noi docenti siamo ancora tutti digital immigrant, dobbiamo destreggiarci, imparare, stare al passo con i tempi, ma è anche vero che noi siamo il ponte tra il prima e il dopo rivoluzione e abbiamo il dovere di indirizzarli verso il giusto uso delle tecnologie.
Il modo di relazionarsi cambia e si sviluppano difficoltà relazionali. La tecnologia informatica è un mezzo che motiva maggiormente i ragazzi ma va utilizzato in modo razionale, spesso i percorsi vanno personalizzati ma, soprattutto, va compreso quando è il caso di utilizzare il digitale o il tradizionale. È come se volessimo sostituire l'aereo con la bicicletta. Ogni cosa ha il suo tempo e va usata a suo tempo. Sarebbe inopportuno, disagevole e dispendioso recarsi a scuola in aereo anziché a piedi. Personalmente sono maggiormente orientata a muovermi a piedi, in bici, in macchina, ma sempre più spesso a scuola siamo forniti di aule interattive, virtuali con computer, internet, LIM, dove si può imparare ad usare elementi di informatica, inviare mail, word, powerpoint. Il computer nella didattica psicopedagogica potrebbe apportare un contributo rilevante senza sostituirsi ai libri e alle tecniche attive 'face to face'.
E noi docenti, se fossimo formati meglio, potremmo utilizzare questo strumento per incuriosire e per motivare.

Altri rammarichi? Si, l'uso delle prove invalsi agli esami. Lungi da me qualsiasi polemica al riguardo. Oggettivamente noto che i risultati delle prove invalsi sono disorientanti e lasciano una sorta di amarezza in noi e nei ragazzi più 'studiosi'. Per qualche ragazzo anche a questi ultimi esami di terza media sono state quasi paralizzanti. Per assurdo sono andati meglio i ragazzi che andavano peggio.

Mi sforzo di capire perché e poi mi sorge un dubbio. Sono prove che valutano la logica più che i saperi e questa si sviluppa più con le tecniche pedagogiche attive che aiutano ad applicare il ragionamento alla conoscenza.
Aiutano ad acquisire competenze, a risolvere a mente aperta i problemi. Ma allora se così fosse torniamo all'importanza di integrare alle lezioni frontali le tecniche attive collaborative, permettendo, a noi docenti, di raggiungere tutti gli stili di apprendimento e le diverse intelligenze.
Forse le prove invalsi avrebbero maggiore senso se non ci crollassero dall'alto come un'imposizione e senza che nessuno ci formi e ci spieghi concretamente come preparare al meglio i nostri ragazzi.

Aminta Patrizia Infantino, Docente di Sostegno Scuola Superiore di primo grado "SMS Pintor" e "Cecco Angiolieri" - Roma
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