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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Qualcosa di positivo'  >>>
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Qualcosa di positivo
I bambini sono di tutti
di Rossini Simonetta - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Pensando a quello che ci aspetta il prossimo anno, tra le prove generali che qualcuno sta già facendo in fatto di chiusura e individualismo (con ottimi risultati), di positivo sembra essercene poco....
Vedremo "legalizzati" ... anzi "istituzionalizzati" tutti quei comportamenti che, come professionisti, abbiamo sempre evitato nel nostro modo di operare. Uno, in particolare, mi da più fastidio degli altri: avere poca considerazione di quelli che non sono alunni della propria classe e relegarli in una fascia considerata "altro". Capita così di veder rifiutare apertamente bambini che vengono divisi se manca un'insegnante; capita di veder ignorato il malessere di un alunno di un'altra classe; capita, insomma, di non poter contare su qualcuno.
A me piace pensare che gli alunni di una scuola siano un po' alunni di tutti: mi piace quando bambini non miei mi salutano, scherzano con me. Mi piace quando li vedo accettare un mio intervento anche se si tratta di un rimprovero.

Giorni fa lavoravo con i miei bambini di prima: da un piccolo testo dovevano ricavare tre semplici sequenze temporali. Si trattava di leggere e sottolineare con colori diversi i tre momenti del racconto per poi disegnarli e verbalizzarli. Ho iniziato a chiamarli uno alla volta per verificare le loro competenze in fatto di lettura, comprensione e discriminazione temporale. Il problema era che con 23 alunni il tempo che avevo a disposizione non sarebbe bastato. Allora ho chiesto aiuto: a 2 bambine di quarta che hanno rinunciato ad un "pezzetto" di ricreazione per aiutare i "piccoli". Ho spiegato loro quello che dovevano fare chiarendo che dopo un po' sarebbero tornate nella loro classe per lavorare. Avreste dovuto vedere quanto erano prese da quel compito: si sono sistemate in un banco e hanno iniziato a far leggere un bambino alla volta, chiedevano di sottolineare le tre diverse sequenze e controllavano che le scrivessero sotto il disegno ... La cosa bella è che quando li accompagnavano da me sapevano dirmi se questi avevano o meno avuto qualche difficoltà. Dopo un po' le ho rimandate in classe ma sono tornate subito, tutte contente, perché la loro insegnante ha detto che potevano rimanere ancora ... I piccoli, inoltre, accettavano con molta naturalezza questa presenza insolita e soprattutto ne riconoscevano i ruolo e la competenza.
Quando le ho riaccompagnate in classe ho dato molto peso al loro lavoro ringraziandole non meno della collega che aveva reso possibile il loro intervento.

Mi capita spesso di chiedere ad alunni più grandi di aiutare quelli più piccoli: nelle cose "piccole" come raggiungere un ambiente diverso dalla classe e nelle cose più impegnative come scegliere un libro in biblioteca o svolgere un compito.
Siamo in molte a credere in questa forma di tutoraggio: rende i bambini "importanti" per altri bambini, li rende consapevoli del loro potenziale e "capaci" di agire in situazioni e momenti diversi dai contesti abituali. Li aiuta a respirare altre realtà e a mettersi in gioco...
Con alcune colleghe abbiamo deciso di assegnare il ruolo di tutor anche (...forse sarebbe meglio dire "soprattutto") ai bambini che nelle classi di appartenenza manifestano difficoltà e disagi. Troveremo i loro punti di forza, le loro competenze e faremo in modo che le presentino agli alunni più piccoli e le utilizzino con loro. Perché, con i bambini, noi siamo abituate ad agire in positivo....nonostante tutto...

Simonetta Rossini Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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