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n.19 gennaio 2012
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:16 Dicembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Quale voto ti ... somiglia?
Quanto vali?
di Rosci Manuela - Editoriali
Questo mese abbiamo deciso di occuparci di VALUTAZIONE, non tanto come declinazione di aspetti teorici quanto, come al solito, di esperienze dirette, di riflessioni che partono spesso da "pezzi" di vita scolastica ... quotidiana.

Nella vita di tutti i giorni, e non solo a scuola, ognuno vive situazioni che producono un RISULTATO che fotografa "quel momento". Il risultato/dato registrato permette quasi sempre di prendere decisioni per compiere scelte o aggiustare il tiro. Il risultato che ottengo spesso non mi permette di valutare tutti gli aspetti della realtà, della mia vita, mi offre la possibilità di operare un'INFERENZA che è "il processo con il quale da una proposizione accolta come vera, si passa ad una seconda proposizione la cui verità è dedotta dal contenuto della prima. Inferire è quindi trarre una conclusione".(Wikipedia)

Significa che sulla base dei risultati di alcuni parametri posso dire che:
1. Se la squadra della Roma ha vinto le ultime quattro partite (risultato di un processo) e se continua a stravincere (risultato della singola partita: cinque goal al Cesena), allora posso dire/valutare che la squadra complessivamente sta bene e poi scendere nel dettaglio per dire che Totti è ... De Rossi ....e così via, posso analizzare lo stato di benessere (risultato personale) di ogni singolo giocatore;
2. Se ho giocato dei numeri al LOTTO, il risultato potrà essere di VINCITA o PERDITA. All'interno di questo risultato, posso registrare uno scostamento dalla vincita (accidenti, mancava solo un numero!) oppure quantificare lo specifico risultato (vincere 1 ? oppure ... 500 mila euro!);
3. I risultati dell'analisi del sangue ci indicano, per ogni parametro, se sono nella norma oppure no. Il valore negativo è un ulteriore indicatore che mi permette di decidere se devo intervenire (con l'alimentazione più mirata se sono anemica, con un farmaco se ci sono infezioni);
4. Il valore pressorio idem: mi dà un dato/risultato che mi dice se va bene o male.

Potremmo continuare all'infinito: sono tanti i RISULTATI che danno un RESPONSO su un determinato aspetto/indicatore. Spesso il risultato/responso è quantificabile (la partita si vince/si perde/ si pareggia, mentre di solito è bassa la probabilità che venga sospesa o annullata), tuttavia il risultato finale della partita di per sé non mi permette di valutare l'andamento dei 90' (la durata della partita). Così per le analisi del sangue e la pressione sanguigna, sono parametri quantificabili che però non mi consentono di dare una valutazione complessiva sul mio stato fisico, sebbene siano importanti INDICATORI.
In che cosa differiscono questi risultati "oggettivi" dai RISULTATI SCOLASTICI?

La scuola utilizza per tutta la durata della "partita scolastica" (9 mesi = 200 giorni circa di scuola) i VOTI per indicare il RISULTATO di uno specifico compito: 7 sul tema, 6 sulla versione di latino, 5= in matematica ...
Di per sé questi voti sono il risultato di una singola PRESTAZIONE.
Poi scatta il tempo della valutazione e il docente "deve" utilizzare i dati in suo possesso (i singoli risultati/voti) per un'AZIONE VALUTATIVA: quanto vale "alla fine" questo alunno? Quanto si merita?
Ogni docente è quasi sempre libero di valutare ... come crede.
SCEGLIE/DECIDE in base ai suoi parametri e a volte il peso che un docente dà a un 6 ... non è lo stesso del collega!

Quando allora la valutazione diventa un "tempo importante" del processo di insegnamento/apprendimento che avviene a scuola?
Quando i docenti devono NEGOZIARE con se stessi e con i colleghi.

Con se stessi, quando sentono l'enorme RESPONSABILITA' dell'azione che devono compiere, consapevoli che lascerà traccia sull'alunno in primis (e sulla sua famiglia) e sui suoi compagni (l'idea che gli altri si sono costruiti di lui!).

Con i colleghi, all'interno dei team o dei consigli di classe, quando stabilire "UN" voto per ogni disciplina può involontariamente diventare una mera elencazione di singoli risultati, oppure trasformarsi in una occasione di confronto/riflessione/considerazioni sul singolo (alunno) da parte di un gruppo (di docenti) che necessariamente deve attingere ad "altri" risultati che perdono la caratteristica del "responso finale" declinato, a vantaggio di un atteggiamento mentale di RI-CERCA del peso "più giusto" da dare al percorso del singolo alunno. Il "risultato"?
Spostare il focus della valutazione: dall'esito dei risultati/prodotto finale (tradotti in voto) all'analisi delle competenze e del grado raggiunto (tradotto in livelli). Non si tratta di semplice formalismo ma di sostanziale ... cambio di rotta. Ne saremo capaci?

Gli articoli che compongono questo numero cercano di dare un contributo all'attuale stato dell'arte! Aspettiamo i vostri contributi!

Manuela Rosci
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