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n.42 aprile 2014
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Quali risorse per i BES?
Convegno Asal 9 aprile 2014
di Presutti Serenella - Inclusione Scolastica
...attenzione ai bisogni di ognuno....
...attenzione ai bisogni di ognuno....
Il 9 aprile scorso si è tenuto a Roma il Convegno dell'ASAL, l'Associazione delle Scuole Autonome del Lazio, dalle ore 9.00/19.00 presso l'ITIS "Galilei" di Roma, dal titolo:

Quali risorse per i BES? 
Per l'integrazione dei servizi alla persona in ambito scolastico
(vedi programma)

Al convegno hanno partecipato 300 persone; la prima domanda in questi casi e' che cosa suscita ancora tanto interesse intorno ad un tema così investigato, negli ultimi due anni, tanto da diventare ridondante in molte occasioni ... la risposta quasi sempre sta nel fatto che ci sia la capacità o meno di centrare il segno, il cuore del problema....ed è il caso di questo Convegno.

A mio avviso l'ASAL ha avuto il pregio di organizzare le comunicazioni sui temi caldi della problematica B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali) e i lavori di gruppo come approfondimento, con modalità vicine al sentire delle scuole, ai loro bisogni e alla loro domanda di confronto e di chiarimento in diverse direzioni, in verticale verso le Istituzioni e i "decisori" politici e, in orizzontale, tra le scuole stesse e le comunità locali di loro riferimento, riuscendo in questo modo a mettere in equilibrio le aspettative e le proposte.

L'organizzazione di questa giornata ha infatti previsto nella sessione mattutina le comunicazioni di testimoni importanti, cioè molti di coloro che hanno partecipato a vario titolo alla stesura dei documenti ministeriali sui BES, e che ne hanno curato la loro diffusione e comprensione, e poi a seguire la voce alle esperienze e delle "Buone Prassi" dalle scuole e dai territori comunali e provinciali; nel pomeriggio sono stati organizzati gruppi di lavoro in quattro workshop diversi, che hanno registrato una buona partecipazione delle scuole, docenti in particolare, ma non solo....

Particolare attenzione meritano tra gli altri , a mio avviso, gli interventi nella mattinata del dott. Raffaele Ciambrone, Dirigente presso la Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del MIUR, e dell'Avv. Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap).

Il dott. Ciambrone ha delineato come il percorso della Direttiva BES sia figlio dell'incontro tra gli esperti e le esperienze all'insegna della demedicalizzazione del problema, dell'attenzione al bisogno di ristabilire il diritto allo studio dei ragazzi portatori di diverse problematiche, certificate o no a vario titolo; il modello italiano sull'inclusione scolastica tiene il confronto in Europa ai massimi livelli, pur evidenziando le criticità che derivano dalla carenza di risorse, o meglio, dell'utilizzo di queste, nei diversi contesti.

L'Avvocato Nocera ha catalizzato l'attenzione sulla necessità di continuare il percorso normativo "virtuoso" intrapreso tanti anni fa con l'introduzione della L.104/92, rinnovandola e attualizzandola a distanza di così tanto tempo; l'affermazione del "diritto" dei minori con certificazione o no all'istruzione passa attraverso lo sviluppo della cultura dell'inclusione oltre che con l'applicazione delle leggi, e l'implemento della inclusività non può che essere garantito da percorsi di formazione competente e costante del personale Docente e non docente, messi in grado di ricollocarsi all'interno delle scuole con didattiche inclusive, con al centro la rivisitazione delle stesse discipline, della loro epistemologia e la ricerca dell'aspetto inclusivo in esse contenuto, come poi riportato anche dalle esperienze della ricerca C.I.D.I. e di alcune scuole.

Il bisogno della "FORMAZIONE PERMANENTE" è stato al centro dell'interesse di tutti i relatori delle comunicazioni sulle "buone prassi"; le migliori esperienze sull'inclusione partono, o ripartono, da questa necessità condivisa come base di confronto, sviluppo e crescita delle "comunità educanti" locali, sia professionali che estese al territorio di appartenenza.

Le migliori politiche sono quelle costruite sul paziente con l'"ascolto" dei bisogni, sull'attenta lettura e definizione della "domanda", con le pratiche di sostegno alla formulazione di progetti di intervento adeguati.


COME SI PUO' QUINDI RENDERE POSSIBILE CHE UN TERRITORIO DIVENTI UNA RISORSA PER I BES?"

E' apparso chiaro, analizzando le esperienze", che alla base di un domanda "ben" formulata c'è sempre un ACCORDO DI PROGRAMMA o un PROTOCOLLO DI INTESA, cioè un documento che sostanzi il percorso del CONFRONTO INTERISTITUZIONALE intorno al tema-problema INTEGRAZIONE/INCLUSIONE.
Il LAVORO DI RETE (meglio se di RETE INTERISTITUZIONALE) sembra essere la garanzia per arrivare al SAPER DEFINIRE I BISOGNI in modo adeguato, quindi ad un LETTURA APPROPRIATA PER LA FORMULAZIONE DI PROPOSTE, attraverso anche l'INDIVIDUAZIONE DI CRITERI portanti per la DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE E LA LORO ORGANIZZAZIONE

Le criticità maggiori appaiono soprattutto a carico della CARENZA DELL'ESERCIZIO DI AUTONOMIA, non solo scolastica, ma locale; la non compiuta possibilità per la scuola di ESERCITARE AUTONOMIA FUNZIONALE E ORGANIZZATIVA, LA CARENZA DI RISORSE, UMANE E FINANZIARIE, NELLE ISTITUZIONI LOCALI, non permettono il decollo di una CULTURA CONDIVISA DELL'INCLUSIONE che trasformi la COMUNITA' TERRITORIALE IN "EDUCANTE".

In attesa che questo percorso si compia, c'è molto da fare, soprattutto nel prendere sul serio le "criticità", riflettere e ripartire da lì senza tanti indugi, con tutte le perplessità del caso, ma ripartire con l'idea che
...NESSUNO CE LA FA DA SOLO, MENO CHE MAI LA SCUOLA!

Serenella Presutti, Psicopedagogista, Dirigente scolastico dell'I.C. via Frignani di Roma


sito dell'ASAL http://www.scuolelazio.it/
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