Torna nella homepage
 
n. 73 maggio 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:19 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Quando, quando, quando'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Quando, quando, quando
Il fattore "tempo" nella formazione umana
di Giuliani Rita - Formazione
In questo mio percorso di formazione ho avuto modo di riflettere sulla necessità, per tutti, di operare un cambiamento nell'insegnamento e sono riuscita a fare il punto sul mio percorso individuale di insegnante. La necessità di operare, sempre di più, con alunni in difficoltà di apprendimento o provenienti da contesti svantaggiati socialmente e culturalmente, o con disagi affettivi, mi ha sempre indotto a cercare modalità coinvolgenti e stimolanti; ero consapevole che l'insegnamento tradizionale frontale non bastasse più, ma avevo bisogno di maggiore consapevolezza e di strumenti che mi aiutassero a documentare e precisare il mio lavoro. Ogni anno intraprendevo un percorso che svolgevo automaticamente, senza focalizzarne i passaggi e le fasi. Può essere scientifico solo un lavoro documentato e documentabile, perché diventa riproducibile ed adeguabile con efficacia. Il mio era un percorso empirico. Questa esperienza formativa mi ha dato modo di comprendere chiaramente e mi ha fornito gli strumenti adeguati per continuare ad insegnare.
In merito al percorso degli alunni invece avevo bisogno di rassicurazioni, per questo sto cercando di fare mia totalmente l'affermazione di Rousseau "... perdere tempo per guadagnare tempo". I nostri alunni hanno bisogno di un insegnamento per competenze, l'unico in grado di dare risposte oggi ai bisogni educativi e di apprendimento di ciascuno. Ho messo a fuoco la necessità di "perdere tempo" anche rispetto a me stessa.
Quando ero bambina la famiglia, la scuola mi davano molte conoscenze, non avevo a disposizione i mezzi rapidissimi di acquisizione di informazione che hanno oggi i nostri ragazzi, ma sapevo anche fare, avevo modo di acquisire competenze in compiti di realtà e significativi che erano gli adulti a fornirmi, era la strada a farlo con i miei compagni ... La mamma che mi dava una lista della spesa e soldini da gestire, la nonna che mi faceva raccogliere le verdure e inventare ricette, che mi faceva mescolare gli ingredienti, gli amici con cui trascorrevo ore per strada, il più grande di solito se ne usciva con: "Oggi organizziamo un festival della canzone" e noi a riunirci in gruppi, a dare incarichi, chi scriveva, chi componeva, chi suonava e chi presentava ... E potrei fare altre migliaia di esempi. Era la vita quotidiana che ci proponeva i compiti di realtà significativi, ma non lo sapevamo. Nella società di oggi è la scuola che deve appropriarsi di questo compito con consapevolezza.
Nel percorso le difficoltà maggiori che incontro sono state nel dialogo con i colleghi: non tutti condividono profondamente, e non soltanto all' apparenza, un'idea di scuola che proceda per competenze. Il lavoro ha bisogno di pianificazione che richiede tempo ed energie e non tutti sono disponibili ad investirle. Le mie sono state sempre classi rumorose in cui il dialogo e il dibattito sono stati però protagonisti, in cui i banchi si sono sempre spostati, gruppi classe attivi, che escono dall'aula, coinvolti in tante attività alternative rispetto a quelle dietro ai banchi. Spesso mi sono sentita bussare dalle colleghe che ci dicevano che c'era confusione, spesso mi è stato fatto rilevare che non avevo finito il programma. Tutto ciò mi provoca tristezza, ma tristezza per quei miei colleghi che non hanno capito che c'è un modo diverso di insegnare, che dà risposte a tutti i nostri alunni. La difficoltà è nel veicolare questa idea e soprattutto nel condividerla. La stima dei genitori, ma soprattutto il successo dei miei alunni, ciascuno a suo modo, la loro serenità, la loro consapevolezza mi rassicurano di aver intrapreso la giusta strada.
Prendo parte da anni a percorsi formativi sulle competenze, sul curricolo, sui traguardi, questa è la prima volta che mi confronto con un percorso operativo completo. Non ho la presunzione di aver capito tutto, ma conto di approfondire i materiali e l'intero percorso intrapreso. Vorrei svolgere attività di progettazione con i miei colleghi, attività di pianificazione condivisa. Noi docenti di scuola secondaria abbiamo meno possibilità. Avverto, con alcuni colleghi, la necessità di progettare insieme non davanti ad un cappuccino, nei momenti extra scuola, su spinta volontaria, come facciamo talvolta. Vorrei progettare con maggiore consapevolezza condividendo.


Rita Giuliani, docente scuola secondaria di primo grado, IC G.Pascoli - Rieti
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional