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Numero: 4 -Marzo 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 24 Settembre 2018

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Articolo 'Quando è l'ora del pagellino'  >>>
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Quando è l'ora del pagellino
Non è certo questa la scuola "possibile"!
di Rosci Manuela - Editoriali
Ci sono momenti della vita in cui tutto sembra andare storto, dove le notizie che ti raggiungono sono poco positive, alcune pessime. Ci sono momenti in cui non puoi fare nulla per modificare ciò che avviene. Avviene e basta, non dipende da te e da quello che vuoi o puoi fare.
Ci sono momenti.
Le cause per cui viviamo questi momenti sono differenti: il dramma di una giovane donna, anche lei docente, che sta morendo e lascia due figlie ancora piccole, una con un problema di autismo, l'altra con un ritardo, ti fa arrabbiare perché ti senti impotente, senti ingiusto ciò che avviene, è difficile fartene una ragione a meno che tu non abbia una fede che ti sostenga; la paura e lo smarrimento di una mamma improvvisamente catturata da notizie sconcertanti sul più prezioso affetto che ha; un figlio, ti raggelano il sangue perché non sei mai pronta a sopportare dubbi o certezze che ti insinuano le persone con il camice bianco; la malinconia di chi deve correre dietro le sofferenze dei propri cari, anche se anziani, il dolore straziante di chi ha perso il proprio figlio senza una giusta ragione!
Vogliamo aggiungere altro o pensiamo sia sufficiente a comprendere che ognuno di noi può incontrare un dramma "grande" durante la propria vita? Come è possibile allora fare i conti con i "piccoli" guai quotidiani e sentirci per questo svuotati, senza energia, scoraggiati, disorientati e spesso allarmati? Probabilmente perché ogni giorno cerchiamo il piacere e rifiutiamo il dolore e accettiamo il dolore solo quando e se pensiamo che questo ci avvicinerà al piacere ...di vivere bene.

Credo che la felicità e la gioia siano lo scopo della vita.
Se sappiamo che il futuro sarà molto buio o doloroso,
perdiamo la nostra determinazione a vivere.
Perciò la vita è qualcosa che si basa sulla speranza...
Una qualità innata tra gli esseri senzienti,
particolarmente tra gli esseri umani,
è il bisogno o la forte inclinazione
a incontrare o a provare la felicità e
ad evitare la sofferenza o il dolore.
Dunque l'intera base della vita umana
è l'esperienza a vari livelli della felicità.
Raggiungere o provare la felicità è lo scopo della vita.

Dalai Lama


Sebbene, quindi, sul nostro personale cammino o di chi ci è caro, possiamo incontrare "grandi" drammi, ogni giorno viviamo situazioni che ci disorientano, minano la nostra sicurezza, ci fanno sentire incerti e impotenti. Se questo vissuto di perdita, di infelicità, di impotenza è legato ai figli spesso riguarda il rapporto - per fortuna - con la scuola, solo con la scuola. Per fortuna! perché certamente non ha nulla di così drammatico a confronto di tante altre situazioni "pericolose" e "irreparabili"a cui si può andare incontro.
Eppure esiste questo drammatico rapporto con la scuola: per molti studenti, per molti genitori e anche per i docenti.
Ragazzi che vanno male a scuola, che vogliono lasciare la scuola oppure che si intestardiscono a "sfidare" la scuola e far vedere di che pasta si è fatti!
I colloqui con i docenti sono un "piccolo" dramma per i genitori dei figli che vanno male a scuola.
Questi momenti si caricano di una tale tensione negativa che a volta si cerca di evitarli. Il dramma, se così si può definire, sta nel "subire" ciò che ti viene detto su tuo figlio, la "fotografia" che ti viene data (spesso un'istantanea e non si modifica più) ed è quella con cui il docente si rapporta, valuta, giudica.
Lo smarrimento, lo sbigottimento sta nell'assoluta determinazione con cui viene confermato il profilo dello studente, che è poi anche tuo figlio, per questo sei lì a farti inondare da parole importanti. E' buffo ma il docente nel colloquiare con il genitore non si pone quasi mai il dubbio di capire chi ha di fronte, se persona con qualche strumento per capire e dialogare oppure no, se è la "copia" del proprio studente o altro. Quando andiamo al colloquio siamo la mamma o il papà di ... i genitori di ... e siamo inondati di non va, non ci siamo, non studia, non segue, non ragiona come dovrebbe, non... non...Se si è al primo superiore l'attacco è rivolto anche ai docenti della scuola media "si sa che non preparano!" Se si è al primo anno di scuola media l'attacco è rivolto anche ai colleghi della scuola primaria "si sa che non preparano!"
E il percorso scolastico di noi genitori di alunni che frequentano la scuola così così la vita è dura. E arriva il fatidico giorno della consegna del pagellino e ti prepari a fare i conti con tuo figlio quando il genitore accanto a te ti dice sconsolato: "certo la professoressa di matematica ha proprio ragione, su ventisette né ha mandati sedici a recupero e solo quattro hanno preso la sufficienza!"
Il dubbio mi viene: il dramma non è soltanto mio di genitore ma anche della professoressa che non si chiede come mai così tanti non sanno fare. E' certamente un dramma di secondo ordine quello che si vive a scuola ma genera malcontento, insicurezza, disorientamento e tanta amarezza per chi, come tanti di noi, crede nella scuola - non è certo questa la scuola"possibile"! - che accoglie e che include, che valuta e pone le giuste modifiche al proprio modo di lavorare per portare tutti più avanti, verso il successo.

Ma questo è un piccolo dramma a fronte di altri veramente grandi ... peccato che si perpetui tutti i giorni... ma solo quelli del calendario scolastico!
Felicità e gioia a tutti noi!

Manuela Rosci Psicopedagogista 196°Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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