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n. 26 ottobre 2012
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Quando l'impossibile diventa possibile
Fare i conti con la realtà multimediale
di Rosci Manuela - Editoriali
La decisione di dedicare un numero intero della rivista al tema dei Nativi Digitali nasce da due necessità: la credibilità della Scuola può essere salvata solo da chi la ama e da chi crede che sia un'Istituzione importante, che serve ancora oggi; la funzione della Scuola deve essere in sintonia con quanto la ricerca psicopedagogica e scientifica vanno scoprendo.

Ne consegue che gli addetti ai lavori -Docenti in primis e Dirigenti scolastici- debbano assumere un atteggiamento indirizzato verso la RICERCA, verso la SPERIMENTAZIONE, verso l'utilizzo anche delle TECNOLOGIE (ormai appare superfluo l'appellativo "nuove") che sono parte integrante del nostro presente, che ci piaccia o no.
I nostri Nativi Digitali ormai sono diventati grandi, i primi nati sono usciti già dalla scuola superiore e sempre di più parlano un linguaggio multimediale, utilizzano un pensiero visivo, agiscono in multitasking, interagiscono e comunicano "in diretta" attraverso i social network, le modalità relazionali sono sincrone, asincrone e diacroniche.

Qualcuno si chiederà: sono stati il computer, internet e la tecnologia in generale a "renderli così!" oppure la struttura cerebrale si è nel tempo "evoluta" e ha prodotto questi nuovi esemplari umani?
Come dire, a suo tempo, è nato prima l'uovo o la gallina?
Molte ricerche sono state avviate ma quello che mi interessa, in quanto persona di scuola, nonché madre di "nativi digitali", è cosa io debba sapere e cosa possa fare per me stessa affinché possa continuare a sentirmi un adulto competente nel mio ruolo di educatore, formatore (con tutti i limiti del ruolo!). Allora credo sia importante fare una ricerca, documentarsi, scoprire cosa c'è nell'aria, cosa fanno gli altri.

Come sempre accade, quando cerchi qualcosa, quando la tua attenzione si fa "selettiva" su un certo argomento ...sembra che tutto converga proprio su ciò che ti interessa di più al momento e se si è attenti si possono cogliere occasioni importanti per imparare (anche il concetto di long life learning deve diventare pane quotidiano: si impara per tutto l'arco della vita!).

Così è stato anche per noi della scuola possibile che abbiamo avuto il piacere e l'onore di essere MEDIA PARTNER della prestigiosa manifestazione internazionale Global junior Challenge: tre giorni di eventi dove si è respirato profumo di innovazione.
Alla staticità con cui spesso viene raccontata la scuola, si è contrapposta l'immagine di un mondo vivo e creativo che ha dato luogo ad una kermesse di innovazione promossa proprio dalla scuola.

Dalla scuola dell'infanzia (dove si cimentano con la robotica!) fino alle scuole superiori un susseguirsi di progetti che hanno utilizzato la tecnologia non come fine ma come mezzo per imparare a fare, a condividere e socializzare idee. E proprio l'idea importata anche a Roma dal prof Alfonso Molina -direttore scientifico del Global junior Challenge- è stata il motore che ha permesso fin dal 2001 di suscitare interesse e promuovere l'ingegno delle scuole (e dei protagonisti, i Docenti) fino ad arrivare a questa sesta edizione che ha raccolto ben 402 progetti arrivati da tutto il mondo. Perché anche questo va detto: questi giorni si è respirata aria di globalizzazione, di condivisione che ha superato i limiti nazionali e anche quelli europei.
L'essere connessi permette anche questo!

La "cronaca" di questi tre giorni è ben documentata sul sito www.gjc.it. Noi abbiamo raccontato la "storia" come siamo abituati a fare nei nostri articoli, mettendoci dentro le emozioni, quella passione più volte richiamata dal prof Molina. Quindi troverete degli articoli che vogliono restituire almeno in parte, a chi non c'era, quell'aria di fermento, di gioia, di progettualità, di creatività, con lo sguardo al futuro ma con le azioni già nel presente. Ma la manifestazione merita una restituzione più organica e organizzata, che lasci traccia ineludibile che ... l'impossibile è diventato possibile in molte realtà scolastiche che non si sono fermate a pensare "non si può fare, non c'è tempo, non ci sono soldi ..." ma hanno AGITO, hanno REALIZZATO, hanno PARTECIPATO e, in molti hanno VINTO.
Per questo motivo realizzeremo a breve un ebook multimediale che racconterà questi tre giorni affinché il profumo di buono che c'è nell'aria possa contagiare un po' tutti noi, nel mondo della scuola, affinché ogni insegnante abbia la consapevolezza "di potercela fare" e prendere la sfida con l'innovazione che coinvolge tutti i campi, anche quello sociale e relazionale, immancabilmente quello educativo e dell'istruzione e della formazione in generale.

Lo sviluppo nasce anche dentro la scuola: prima ancora che economico, è sviluppo di IDEE, di RELAZIONI, di PROGETTUALITA', di atteggiamenti PROSOCIALI. Gli eventi di questi ultimi giorni dicono che la scuola ha le carte in regola per promuovere lo sviluppo dell'essere umano.
Testimonianza è data anche dalla manifestazione ISCHOOL a Roma dove per noi c'era Lucia Paci che ha colto profumo di buono nell'aria: altra kermesse che dimostra la "salute" della progettualità all'interno delle scuole, intesa come capacità di risolvere problemi, di condividerli, di assumere un atteggiamento mentale che utilizza l'enorme potere della tecnologia: una forte leva per il cambiamento.

Ed è il CAMBIAMENTO il focus su cui ruota l'innovazione in genere e quella culturale che può promuovere la scuola. Ma il cambiamento è qualcosa che avviene dentro di noi, una predisposizione ad andare verso piuttosto che resistere a ciò che non conosciamo, non padroneggiamo.
Per affrontare il tema dell'innovazione a tutto campo abbiamo chiesto l'aiuto di personaggi "al di fuori" della scuola, che però affrontano problemi e ricercano soluzioni che possono avere ricadute sul mondo dell'educazione.

L'intervista al prof Michele Rak, direttore dell'Osservatorio Permanente Europeo della Lettura, che afferma "La cultura delle nazioni è la cultura della scuola e dei suoi attori"; l'articolo della prof Luisa Capelli dell'Università di Tor Vergata "pensiamo alle tecnologie digitali non come a strumenti dei quali apprendere meccanicamente il funzionamento, ma come un ambiente nel quale occorre imparare a vivere.."; il prof Luigi Amodio, Direttore della Città della Scienza di Napoli "lo sforzo principale è quello di diffondere sempre più la pratica sperimentale nella didattica a partire dall'osservazione della realtà"; abbiamo affrontato il tema dei libri di testo e la transizione al digitale con gli editori Filippo Partesotti (Digital Index) e Edoardo Ferrini e Alberto Pettarin (Smuuks) perché è forte il rischio di "perdere" questo cambiamento. Il prof Alfonso Molina, docente di Strategie delle Tecnologie all'Università di Edimburgo, propone "Il volontariato, un pilastro dell'educazione del 21° secolo, per una società della conoscenza inclusiva" che utilizza le tecnologie; il prof Domenico Russo "Generare pensiero creativo in una realtà attraversata da potentissimi flussi di informazioni e modelli di rappresentazione/comportamento è esattamente la sfida culturale che ogni educatore oggi è chiamato ad affrontare... Un grande cambiamento è in atto, segno chiaro ne è la continua richiesta, a scuola, da parte delle nuove generazioni di studenti, di attività manipolative/rielaborative/creative, fortemente analogiche, nei diversi ambiti linguistici, a fronte di saperi scolastici proposti/praticati tradizionalmente analitici, sequenziali. .. In questa realtà mutante il docente (di qualsiasi disciplina esso sia) è ancora "vero e reale" se è capace di attraversare, con chiavi creative, la rete di comunicazioni che ci avvolge con pressanti poteri di delocalizzazione e detemporalizzazione del gruppo di lavoro...Non si tratta dunque, come comunemente si crede, di escludere la rete dal gruppo classe, al contrario è opportuno calare profondamente il gruppo classe nella rete usandone il più possibile i linguaggi/codici che la costituiscono."

Non nomino qui tutti i nostri Autori perché loro sono già la scuola possibile!

Buona lettura a tutti gli Immigrati digitali
Manuela Rosci

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