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n.70 febbraio 2017
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Quando l'inclusione è... bidirezionale
La bellezza della diversità in "Ho Amici in Paradiso"
di Callori Riccardo di Vignale - Oltre a noi...
"Il concetto di comunità inclusiva significa che le comunità adattano le loro strutture e le loro procedure per facilitare l'inclusione delle persone con disabilità, piuttosto che aspettare che quelle cambino per adattarsi alle condizioni esistenti" (ILO, UNESCO, WHO: <<Community Based Rehabilitation>>, 2004).

Da alcuni giorni è uscito al cinema Ho amici in Paradiso (Cortese, 2016) che, senza far ricorso a tentazioni moralistiche e didattiche, grazie al suo alto valore pedagogico-educativo meriterebbe di essere proiettato nelle scuole e diventare spunto di riflessione per un ricco dibattito.
Nei primi anni Settanta, quale giovane componente del gruppo romano di Viva la Gente, in occasione di uno spettacolo ebbi modo di avvicinarmi per la prima volta alla realtà della Casa San Giuseppe dell'Opera Don Guanella in via Aurelia Antica a Roma, dove il film è ambientato. Negli anni successivi ho potuto condividere quella atmosfera particolare dal suo interno in qualità di medico specialistica; ancora oggi, ormai in pensione, rimango particolarmente legato a quella grande famiglia che non finirà mai di stupirmi soprattutto per la sua capacità di ricordare le persone che, come me, è riuscita ad includere al suo interno.
Per la recensione tecnica della pellicola lascio lo spazio alla penna di mio figlio Lorenzo, redattore presso 'Al di là del Cinema... Magazine di Spettacolo e cultura a cura di Licia Gargiulo'.

di Riccardo Callori di Vignale, Neuropsichiatra Infantile



La bellezza della diversità in Ho Amici in Paradiso

Fai il bene e lascia dire
(Don Luigi Guanella, cit.)

Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2016 all'interno della sezione Alice nella Città, arriva finalmente al cinema Ho Amici in Paradiso, opera dall'immenso valore sociale che racconta la disabilità attraverso la commedia.

Non lontano dal centro di Roma sorge la Casa San Giuseppe, Centro di Riabilitazione dell'Opera Don Guanella che da quasi cent'anni accoglie persone con disabilità intellettiva. Una grande famiglia capitanata da Don Pino Venerito, che da subito ha intravisto nel progetto del film un'opportunità riabilitativa per i ragazzi: recitazione come terapia.
L'idea nasce dall'esperienza personale del regista Fabrizio Maria Cortese, già autore televisivo, che da due anni frequenta il Centro. "Conoscendo col tempo gran parte degli ospiti, ne ho individuati una decina per avviare un laboratorio teatrale, riscontrando una capacità d'ascolto davvero notevole".
La peculiarità della pellicola risiede infatti proprio nel cast artistico, composto sia da attori professionisti sia dagli stessi ospiti del Centro. Si tratta di un'occasione, per quest'ultimi, di trasformarsi da oggetto di percorsi di riabilitazione a soggetti di riabilitazione. Questa è la vera inclusione sociale; questo il messaggio del film. Si tratta di un punto delicato su cui riflettere profondamente. L'opera di Cortese approfondisce il tema della disabilità al fine di sensibilizzare e avvicinare il pubblico ignorante verso un argomento che nel nostro Paese è costantemente oggetto di discussione. In tal senso, la pellicola si fa bandiera di conoscenza e approfondimento di questo mondo che resta sconosciuto alla stragrande maggioranza dei cittadini.

I disabili di Ho Amici in Paradiso, grazie alla loro spontaneità, freschezza e leggerezza, smuovono l'animo del protagonista Felice Castriota (Fabrizio Ferracane), un commercialista salentino coinvolto in loschi affari e pertanto condannato allo svolgimento di servizi sociali presso il Centro di Riabilitazione dell'Opera Don Guanella di Roma. Dopo un iniziale atteggiamento di rifiuto dell'ambiente, Felice trova la sua giusta dimensione e si sente rivalutato nella sua dignità di uomo proprio grazie al contatto con persone affette da disabilità e con la collaborazione degli operatori del posto. Ciascun individuo lo accompagna in un percorso di recupero dei valori autentici della vita. I disabili, suoi nuovi amici, diventano in tal modo il suo Paradiso in Terra.
Il 23 gennaio scorso, presso la Casa del Cinema di Villa Borghese, si è svolta la conferenza stampa del film.
Oltre al regista Cortese e al protagonista Ferracane, ha presenziato l'intero cast artistico: Valentina Cervi (Giulia); Antonio Catania (Don Pino); Antonio Folletto (Antonio); Enzo Salvi (Enzo); Emanuela Garuccio (Katia); Christian Iansante (U' Pacciu). Non sono mancati anche i principali interpreti del Don Guanella: Daniela Cotogni (Carmelina); Michele Iannaccone (Natale); Paolo e Giorgio Mazzarese (Salvatore e Marcello); Stefano Scarfini (Fabrizio); Mariano Belvedere (Giacomo); Paolo Silo (Roberto).
Tra i vari interventi, l'affermazione di un ospite del Centro: "Da questo film ho imparato che ognuno di noi ha la possibilità di essere attore" - e forse non intendeva solo davanti alla cinepresa, ma nella vita, interpretando ruoli che mai si riteneva possibili né tantomeno che esistessero - "Nel corso delle riprese, sono entrato a stretto contatto con persone più disabili di me. Essere costantemente al loro fianco, condividere i loro bisogni, trascorrere insieme le giornate... È stata un'esperienza irripetibile che mi ha aperto gli occhi; ho capito quanto sia importante e soddisfacente operare per il bene del prossimo". Un messaggio d'amore che dovrebbe colpire chiunque si siede in sala. E l'emozione più grande è osservare proprio gli ospiti del Don Guanella calarsi nei ruoli con totale autoironia, raccontando la loro stessa quotidianità in chiave tragicomica. Il grande pregio di Ho Amici in Paradiso infatti resta il raccontare la disabilità in un film per famiglie, che è tanto per gli adulti quanto per i ragazzi.

Il film è prodotto da Golden Hours Film e Rai Cinema, in associazione con Opera Don Guanella Centro di Riabilitazione Casa San Giuseppe e DESI, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo e l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (UCS) della Conferenza Episcopale Italiana.

(Di seguito, il backstage del film)



di Lorenzo Callori di Vignale, Giornalista, insegnante e critico cinematografico, Social Media Manager
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