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Numero: 10- giugno 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 26 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

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Quando l'insegnante è "tutor"
Cosa penso e cosa ho scritto del "lavoro" dell'insegnante
di Rinaldi Rita - Integrazione Scolastica
Quest'anno mi è stato affidato, in qualità di insegnante tutor, l'incarico di orientare e facilitare l'espletamento delle attività di formazione e servizio presso il nostro Istituto della docente di sostegno di prima nomina.

Incarico difficile e delicato che ha richiesto tutta la mia responsabilità nell'osservare, accompagnare e monitorare la collega.
Non facile perché sei sempre una collega!!
Ecco la relazione che raccoglie le osservazioni e le riflessioni di un anno da tutor: ho messo in risalto ciò che credo possa essere "l'essenza" della nostra professione, soprattutto laddove si lavori con i bambini in difficoltà.

L'insegnante ha esibito un ricco curriculum e dispone di un alto livello di profilo professionale, di una solida preparazione e competenza psico-pedagogica, in quanto in possesso di laurea e di titoli conseguiti in seguito alla frequenza e al superamento di corsi di specializzazione e aggiornamento che, uniti ad una lunga esperienza nel mondo della scuola, le hanno consentito di svolgere e realizzare al meglio tutte le attività e le funzioni connesse al compito educativo affidatole.
Come insegnante di sostegno, si è occupata di seguire con grande senso di responsabilità e calore umano un bambino e una bambina inseriti in due classi seconde, che presentavano difficoltà e problematiche molto differenti e ponevano ai docenti e all'Istituto domande complesse di gestione organizzativa, di supporto educativo-didattico e di interventi terapeutico-riabilitativi.
Attraverso un atteggiamento di apertura e collaborazione, la docente è intervenuta sugli alunni in difficoltà e non solo, cooperando con l'intero team per elaborare e monitorare i rispettivi Piani Educativi Individualizzati ed ha saputo mettere in campo risorse per affrontare i problemi quotidiani senza farsi scoraggiare, attuando interventi di miglioramento e prendendo decisioni in un clima amichevole di corresponsabilità dei diversi gruppi di lavoro di cui ha fatto parte.

Ha interagito in modo sinergico nel declinare il percorso scolastico (di didattica specializzata) ed extrascolastico degli alunni in questione con terapisti, logopedisti e neuropsichiatri responsabili delle strutture sanitarie territoriali competenti, al fine di ridefinire continuamente obiettivi e strategie nell'attuazione di interventi riabilitativi e assistenziali, in coerenza con metodi e contenuti.
Tutto ciò è avvenuto in pieno accordo e in continuità con le scelte educative delle famiglie degli alunni stessi, con le quali è stata in costante raccordo sia nei momenti formali che informali; particolare cura e attenzione sono state dedicate infatti alla collaborazione con i genitori, con cui ha saputo gestire una comunicazione efficace, tanto che, in entrambi i casi, sono usciti rafforzati dalle esperienze condivise, di cui la docente ha curato la documentazione.

In un sistema di Istituto così complesso come il nostro, la docente ha contribuito attivamente alla progettazione di percorsi condivisi realizzati dagli alunni delle classi del Circolo, partecipando alle riunioni di interclasse per la definizione di itinerari comuni, l'organizzazione di aspetti gestionali e curricolari, di ricerca e produzione collegiale di strumenti di verifica e valutazione, con la relativa documentazione di materiali comuni sugli esiti della formazione.
Relativamente al coordinamento di piste progettuali più specifiche di plesso e di Istituto articolate nel POF, ha apportato contributi personali e professionali, rafforzando l'identità e l'unità del gruppo docente e discente attraverso le seguenti attività: ha coordinato e ottimizzato negli spazi laboratoriali danze, testi e canti per l'allestimento della Rassegna Teatrale del plesso di appartenenza, ha curato la preparazione di elaborati da presentare in occasione della Giornata dell'Alimentazione, l'incontro con Esperti, la Settimana della Cultura Scientifica, la Mostra del Libro, il Concorso Poeti Bambini, la Giornata del Gioco Sport, l'English Day e varie esperienze come le uscite didattiche all'Auditorium e al Maneggio e altri eventi legati a festività tradizionali, realizzate in collaborazione con le docenti e gli alunni di classe terza e della Scuola dell'Infanzia.
Nelle varie occasioni, oltre quelle elencate, ha sfruttato al massimo la ricchezza delle opportunità formative e di socializzazione che le stesse offrivano agli alunni in difficoltà o in situazione di svantaggio.

... Come professionista "riflessiva" e consapevole del proprio modo di operare, ha stimolato e invitato anche noi a riflettere sulle nostre azioni, sui nostri "pregiudizi educativi" e "meccanismi automatici" nel rapporto tra noi e con i nostri alunni.
Nel lavoro più strettamente didattico, si è concentrata sull'area cognitiva senza trascurare quella affettivo-relazionale e soprattutto quella dell'autonomia operativa: si è rivelata una presenza "rassicurante", ma non protettiva, rifiutandosi ad esempio di sostituirsi agli alunni in richieste di incarichi e responsabilità o di proporre soluzioni preconfezionate, ma sollecitando sempre il ragionamento e incoraggiando l'autocontrollo; ha utilizzato la relazione come strumento formativo, attuando un contatto diretto e positivo con tutti, nessuno escluso, usando un codice linguistico adatto agli interlocutori e alle loro capacità.
Ha saputo utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla scuola per offrire proposte differenziate, incoraggiando l'apprendimento di tipo "tutoriale e cooperativo", utilizzando la trasversalità delle discipline, sfruttando ogni occasione per favorire lo spirito di gruppo, sviluppare la socialità e il senso di appartenenza ad un comune progetto (ad esempio uno spettacolo teatrale, una manifestazione sportiva...) in un clima di affettività positiva.

Ha realizzato attività graduali con gli alunni che favorissero l'apprendimento per scoperta, assecondando il loro naturale processo di crescita, a volte semplificando o riformulando la trasmissione di conoscenze per renderle più accessibili ed efficaci.
E' stata propositiva nell'individuare strategie di intervento e soluzioni di fronte ad atteggiamenti provocatori di disturbo e conflitto, ponendosi come "facilitatore" del processo di socializzazione predisponendo un clima rassicurante dove gli alunni potevano esprimere il loro potenziale affettivo ed emotivo.
Sia in aula che nel piccolo gruppo, ha guidato gli alunni nei momenti didattici e ricreativi, favorendo sempre la conoscenza e il rispetto verso l'altro, sottolineando in ogni occasione l'importanza della collaborazione, incoraggiando l'alunno ad offrire il proprio aiuto spontaneo, ma anche ad accettare di buon grado quello altrui, attuando le condizioni dell'apprendimento più adeguate alle loro caratteristiche psicologiche e ai loro stili cognitivi.
Attraverso l'impiego del "circle-time", inteso come spazio relazionale di scontro-incontro, nel tentativo di gestire rapporti conflittuali e problematici nel gruppo, ha affinato tecniche per regolare la discussione e favorire una comunicazione reale e non aggressiva; attraverso lo strumento del racconto di storie e favole, ha consentito ai bambini di trovare spazi rassicuranti e di entrare in contatto con il loro mondo interiore, catturando la loro attenzione e trascinandoli in mondi fantastici, stimolando la loro curiosità, puntando su una partecipazione sempre più autentica e su una profonda ricchezza emotiva. Ha saputo proporre, in maniera puntuale e precisa, esperienze alternative e attività facilitanti per compensare le difficoltà che gli alunni incontravano, incoraggiando lavori a piccoli gruppi, ponendosi come punto di riferimento e risorsa collettiva, lavorando sull'identità personale e valorizzando le potenzialità, stimolandoli ad orientarsi in contesti diversi, a vivere serenamente lo scambio sociale, gestire il disagio, affrontando più serenamente problematiche connesse all'apprendimento o alla relazione, favorendo l'acquisizione di regole in un'atmosfera di rispetto e di condivisione.

Ha saputo rispondere ai loro bisogni di inclusione, riconoscimento e affetto, di sentire l'attenzione e la disponibilità dell'adulto, di stabilire relazioni positive, di sviluppare un'immagine positiva di sè e di conquistare l'autonomia, sperimentare il piacere di imparare e il successo scolastico, ma anche di accettare i propri limiti, i sentimenti negativi, ansie e paure, sviluppando la capacità di autogestirsi e controllando impulsi distruttivi e antisociali.
Restituendo un feedback positivo e rafforzando il senso di autoefficacia, ha aiutato l'alunno che mostrava scarsa capacità di adattamento in situazioni nuove a vivere esperienze in cui si sentisse capace di autogratificazione; l'atteggiamento di ascolto è stato sempre caratterizzato da sensibilità, empatia e disponibilità, incoraggiando gli alunni ad aiutarsi tra loro; attraverso la problematizzazione delle esperienze, ha permesso loro di rinforzare capacità di attenzione e di riflessione indispensabili a tutte le altre attività di apprendimento (lettura, scrittura, logica).

Come si può evincere dalla relazione, il modello di insegnamento della docente in anno di prova è stato caratterizzato da notevole responsabilità professionale, capacità di interagire positivamente con alunni, colleghi e genitori e spiccata flessibilità nell'adeguare le modalità di intervento più idonee sui singoli alunni e sulla gestione di dinamiche di gruppo; l'insegnante è stata per noi elemento di coesione e di identità, ci ha fornito occasione di crescita professionale e personale e ha contribuito ad ottimizzare e rendere più consapevoli le prestazioni degli alunni con disabilità, sia nell'area relazionale-affettiva che nell'area cognitiva

Questo ciò che ho osservato, ciò che penso e ciò che ho scritto per il Comitato di Valutazione!

Rita Rinaldi, Docente "tutor" 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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Sono presenti 3 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito giovedì 11/06/2015 ore 12:47 da Angela
Mi associo ai complimenti: è una relazione puntuale, ragionata e partecipata. Si capisce quanto tu sia stata vicina alla collega e quanto la collega sia stata preziosa per il miglioramento dell'attività scolastica a tutti i livelli. Sarebbe interessante poter leggere la relazione della collega sulla sua esperienza, così potremmo arricchirci di tutte le sue proposte che hai così ben declinato.
inserito martedì 17/06/2014 ore 11:50 da Giorgio Cangiano
Complimenti per la tua relazione-presentazione; hai fatto un'ottimo lavoro. Saluti Giorgio Cangiano Comitato valutazione Istituto Comprensivo "Galileo Galilei" di Reggio Emilia
inserito lunedì 12/05/2014 ore 20:47 da tanina
mi è piaciuto il tuo modo di descrivere la collega
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