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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Quando l'integrazione è "affare di tutti!"
Il lavoro di "rete"
di Martin Giuliana - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Nell'estate 2007 siamo stati incaricati dall'Ufficio Servizi Scolastici del IV Municipio di svolgere il servizio AEC in favore di Alessia A.
Al momento dell'affidamento mi era stata segnalata la sua diagnosi: la bambina aveva la sindrome di Rett.
Conoscevo questa patologia per esperienze professionali pregresse e quindi ero consapevole della necessità di affidare l'incarico ad una AEC che fosse in grado, soprattutto nella fase iniziale, di stabilire un rapporto "empatico" con l'alunna. Avevo anche la consapevolezza che potevo sbagliare nella scelta dell'assistente educativo perché, nella relazione di aiuto, lo strumento di lavoro dell'operatore è lui stesso, con il proprio bagaglio di esperienze, di emozioni, di vissuti e di significati e non esiste curriculum che possa esporre tutto questo o formazione che possa del tutto insegnarlo.
Era anche necessario che la persona incaricata fosse in grado di lavorare con l'équipè delle insegnanti e con il personale scolastico, di interagire con i familiari della bambina e con gli altri alunni perché l'intervento da concretizzare con Alessia non era solo di "cura" e "inserimento" ma anche e soprattutto di "integrazione": "integrazione" di Alessia con i compagni di scuola, "integrazione" di risorse e di saperi, "integrazione" nell'agire quotidiano anche con gli altri alunni, al fine di promuovere, in collaborazione con le insegnanti, una cultura di accettazione e di inclusione come sviluppo di competenze sociali.

Qualche settimana fa si è svolto il GLH operativo.
Sono rimasta colpita dal clima dell'incontro - molto cordiale e di condivisione anche su argomenti che non riguardavano direttamente l'alunna. In quel momento mi è tornato in mente il primo GLH svolto più di un anno fa, dove avevo percepito un' atmosfera un po' più " impacciata": si era ancora nella fase di conoscenza e di osservazione di Alessia, la prima AEC che avevo individuato aveva trovato delle difficoltà e avevo inserito una seconda assistente, Annalisa, che poi si è dimostrata la persona giusta per la bambina. Insieme con le insegnanti cercavamo di individuare, attraverso le parole della mamma e della terapista di Casa Giocosa, quale fosse il canale più adeguato per entrare in contatto con Alessia e mi colpì una frase detta da Annalisa "è Alessia stessa che ci indica quale è il canale giusto: bisogna partire dall'entusiasmo della bambina quando entra in contatto con altri alunni". Condividevo quella osservazione espressa timidamente: Alessia era in grado di proporsi attraverso atteggiamenti "empatici" e li dimostrava, nella fase iniziale, principalmente con i coetanei. Spettava a noi adulti, educatori, saper cogliere ciò che ci indicava Alessia e saperlo utilizzare per permettere il realizzarsi di processi di integrazione.

E' passato più di un anno, Alessia ora è ben inserita nella scuola, nonostante le sue difficoltà sta "crescendo": ha i suoi gusti, le sue preferenze, manifesta le emozioni, anche negli spazi didattici si stanno trovando attività adeguate alle sue risorse. Stanno emergendo alcune difficoltà legate ad un cambiamento del quadro clinico, ma la mamma, con un atteggiamento positivo e sereno, riesce a trasmettere fiducia alle insegnanti e all'AEC.
Durante l'incontro mi è apparso sempre più chiaro come l' esperienza di questo Gruppo di Lavoro e l'inserimento di Alessia nella scuola elementare Walt Disney si connotasse finalmente come " lavoro di rete". Senza essercelo mai detto apertamente (forse perché un po' scoraggiati dalla scarsa cultura di "rete" nel nostro territorio), abbiamo applicato un modalità operativa in grado di "connettere" alcune realtà che operano con e per Alessia sulla base di un progetto condiviso. La bambina stessa è stata attrice del "lavoro di rete" da un lato traendo giovamento dalla rete stessa (la scuola, la famiglia, il centro di riabilitazione, la cooperativa fornitrice del servizio AEC) e nello stesso tempo fornendo vantaggi ai soggetti che ne fanno parte: è indubbio che Alessia durante il suo cammino scolastico ci ha arricchiti e ci ha insegnato molto!
Noi tutti in questo percorso siamo riusciti ad "integrare" (ecco che il termine ritorna) le nostre competenze superando possibili barriere (mentali) e possibili divergenze: il risultato che ne sta scaturendo è indubbiamente vantaggioso sia per Alessia che per noi: in fondo, nel nostro piccolo, stiamo avendo la dimostrazione che il "lavoro di rete" è possibile ed attuarlo è più semplice di quanto pensiamo.

Ritengo che il ruolo della scuola , in questa esperienza, sia stato fondamentale poiché ha coinvolto in modo propositivo alcune figure che fanno parte del mondo di Alessia, promovendo e sostenendo solidi rapporti di collaborazione tra le varie agenzie sociali (scuola, centro di riabilitazione, cooperativa,) e la famiglia, tutte portatrici di risorse per il benessere dell'alunna. E' stata promotrice, soprattutto, di una prassi che ha prodotto tra tutti gli attori, una maggiore consapevolezza e capacità di condividere una progettualità.

Giuliana Martin - Educatore Professionale Responsabile Servizi AEC e SAISH Cooperativa Sociale "Eureka I" onlus

In allegato:
il link al sito della Cooperativa Eureka I onlus

La storia di Alessia è raccontata dalla mamma nella rivista di ottobre (articolo di Laura Sisti) e nella rivista di settembre con gli articoli della dott.ssa D'Aloisio del Centro casa Giocosa e della docente di sostegno Debora Zingales
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