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Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Quando la scuola diventa "poss... >>>
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Quando la scuola diventa "possibile"!
Presentazione della rivista
di Rosci Manuela - Editoriali
Avete presente quella sensazione che di solito si sperimenta quando una cosa che volevi fortemente, in cui credevi, che hai avuto in testa, ha occupato i tuoi pensieri e che "vedevi" ancor prima di esistere, si concretizza davanti a te e puoi dire: ora c'è ed è come immaginavo!
Voi a cosa avete pensato?
Io a questa Rivista che ho il piacere di presentarvi. La Rivista telematica di percorsi per l'integrazione che si chiama "La scuola possibile".
"La scuola possibile" vuole essere una piazza e non una vetrina, una sala da the' piuttosto che un supermercato delle esperienze, un luogo virtuale di incontro dove chi scrive ha dedicato del tempo a scegliere tra le sue esperienze professionalie/o personali quella/e più significativa per se stesso, con l'intento di trasferire la riflessione e le motivazioni che sottendono tale scelta, offrendo a corollario (attraverso file allegati) l'esperienza stessa o quegli strumenti e sintesi di percorso che possono soddisfare un interesse specifico o anche la naturale curiosità di chi legge.
I protagonisti di questa "piazza" sono i docenti (ma non solo!) che raccontano con l'intento di passare non solo l'esperienza ma la riflessione personale sull'argomento scelto perché ritenuto significativo per gli altri e i docenti che leggono e che, fruendo delle riflessioni , possono a loro volta, perché no, raccontarsi partendo anche dalle suggestioni ricevute!
Di esperienze la scuola ne è piena ma è quello che tu fai con quella determinata esperienza, che fa la differenza! Questo può avvenire in qualsiasi parte del mondo, per questo la rete telematica ha il grande vantaggio di averci consentito da subito di creare una redazione "a distanza", collaborando anche con le colleghe con cui fino a giugno condividevi il lavoro in presenza e oggi sono in Sicilia oppure in Calabria oppure dall'altra parte di Roma (è quasi come stare in un'altra città per il ... traffico che ci divide!).
Nella "scuola possibile" ciò che è raccontato è stato vissuto nel bene e nel male sebbene il clima emozionale che si vuole trasmettere è legato alla possibilità di farcela, che ciò che si fa è positivo, che l'atteggiamento degli insegnanti è rivolto alle soluzioni piuttosto che alle lagnanze non perché nella scuola, come nella vita, non ci siano dolori, ingiustizie e negatività.
La sfida che ci siamo presi è quella di non essere generici ottimisti ma di credere che la scuola si definisce giorno per giorno con il contributo di ognuno di noi; che la scuola è un sistema di relazioni umane dove l'attività preminente è quella di essere a contatto con altri, dal momento che varchi la soglia del portone (e anche prima) fino a quando non termina il tuo orario; che il modo con cui organizziamo il tempo scuola e le proposte che andiamo a fare dipendono da noi.
Ora vi chiedo (domanda retorica!): scegliereste di mangiare a un tavolo dove le persone sono demotivate, dove l'argomento della conversazione verte sul "ci manca tutto!" "non si può cambiare niente!" " ma chi ce lo fa fare, visto come siamo trattati!" oppure sedere ad un tavolo dove le persone sono solari, ironizzano sul fatto che non proprio tutto è perfetto e certamente si può migliorare, dove la voglia di fare, di far parte del gioco ti permette di reagire anche quando tutto ti sembra andar male?
A volte la tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno viene interpretata come una semplificazione della vita, come un modo per non stare con i piedi in terra ed essere troppo poco realistici! Non date retta a chi vi dice questo: spesso si tratta di persone che sono vittime dei loro pensieri negativi e si affannano a convincere gli altri che le cose non vanno, compreso il caffè delle macchinette!. E' vero: il caffè delle macchinette fa veramente schifo ma fintantoché rimarrà il piacere di iniziare con i colleghi la giornata, di incontrarsi prima di mettersi in moto "con le piccole belve", di raccontarci dei dolori e degli scontri con i figli e di riderci sopra, fintantoché la voglia di stare è più forte della voglia di scappare, molti come me, come i colleghi della redazione e, probabilmente come voi, continueranno ad arrivare in tempo per bere insieme il caffè della macchinetta che ha certamente un gusto più amaro del solito quando la giornata gira male! E questo può capitare ad ognuno di noi ma poi si gira pagina ....

Ancora qualcosa da dire. Cosa troverete e come è organizzata" La scuola possibile"? L'interesse e l'attenzione ruota attorno all'idea di una scuola che sappia integrare e rispettare i tempi di tutti, non solo di chi è disabile seppure la capacità di dare risposte mirate nasce proprio dalla capacità di ritenere la diversità una risorsa per la scuola e non un peso. A trent'anni dalla L. 517/77 non sono disposta a mettere in discussione le conquiste realizzate a scuola, forse non proprio da tutte le scuole, certamente alcune ancora stentano a trovare la dimensione di inclusione di tutti, non solo dei disabili! La scuola deve saper compiere delle scelte che sono prioritariamente organizzative, che fanno i conti con la flessibilità piuttosto che con la rigidità, deve saper osare percorsi di apprendimento che siano realmente rispondenti ai bisogni di chi si deve formare, che favoriscano in primis la collaborazione tra gli adulti che lavorano insieme perché se non sperimentiamo direttamente noi docenti i vantaggi del lavoro di gruppo, sarà difficile che faciliteremo l'apprendimento cooperativo per i nostri alunni.
Ricapitolando:le aree di cui ci occuperemo sono quelle dell'integrazione scolastica, dell'organizzazione scolastica e dei percorsi apprendimentale favoriti da una didattica laboratoriale, dalle attività organizzate in ambienti apprendimentali che siano altro dalla classe, da progetti che riescono a coinvolgere più docenti e più classi, dalle esperienze che sono raccontate perché chi le scrive ritiene che delle sue riflessioni anche altri possano giovarsene.
Un'altra area che abbiamo scelto è "speciale" ed è stata pensata per rispondere anche a quelle esigenze che a volte consideriamo "burocratiche" "amministrative" ma che riguardano la nostra personalità giuridica, di persona di scuola: si tratta di "un filo diretto con la segreteria della scuola" dove trovare argomenti (su questo numero si parla di assenze da scuola del docente) che possano chiarire alcuni aspetti chiave del nostro essere lavoratori.

Mi auguro che il tempo, sempre prezioso, che vorrete dedicare alla lettura degli articoli presentati possa essere ripagato per l'opportunità di una riflessione in più, una considerazione condivisa, un sentirsi sulla stessa onda.
Mi piace pensare che possiamo navigare in contemporanea e sapere che c'è, vicino e lontano, chi crede che la scuola la facciamo noi, interpretando il nostro ruolo al meglio e che questo meglio può sempre cambiare, grazie anche a te (docente, dirigente, psicologo, genitore, AEC e tutti coloro che hanno interesse a condividere le proprie idee in questa "piazza"!), a te che puoi unirti a noi anche solo per dirci che anche tu credi nella scuola possibile quanto noi. Grazie.

Manuela Rosci Psicopedagogista 196°Circolo Didattico Via Perazzi - Roma


Credi nella tua capacità di fare accadere le cose. Il tuo stato d'animo positivo agirà come
una calamita per attirare esperienze positive.
Concentrati su ciò che vuoi e sviluppa
una mentalità di abbondanza piuttosto che di scarsità.
Andrea Favaretto
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