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n.85 settembre 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Quando le parole aiutano a cambiare
Resettare il lessico scolastico
di Rosci Manuela - Editoriali
Bentrovati a tutti i lettori e a tutte le lettrici; siete tanti e ci avete seguito anche durante le vacanze, per cui grazie!

Una rivista come la nostra (si parla di scuola dall'interno, si raccontano esperienze e riflessioni piuttosto che teorizzare il "come si dovrebbe fare", si pensa all'alunno senza trascurare il docente che se ne prende cura) può continuare ad esistere solo se trova riscontro nella lettura e nell'adesione di un pubblico interessato alla scuola. Ci seguono soprattutto docenti ma anche i genitori; le registrazioni provengono da varie zone del nostro bel Paese. Vi ringraziamo anche perché il vostro contributo è stato fondamentale per tornare ad essere "immediatamente" visibili quando si cerca LA SCUOLA POSSIBILE: i motori di ricerca segnalano subito la nostra rivista e non specifiche realtà scolastiche con cui non abbiamo punti di vista da spartire.

La NOSTRA Scuola Possibile è per tutti e di tutti (non di una élite che se la può permettere).

Questo è un buon motivo per continuare ad assumerci la responsabilità di parlare di Scuola Possibile, intesa come luogo in cui i processi apprendimentali fioriscono "dal fare" che verrà poi concettualizzato, e i contenuti disciplinari sono realmente impiegati per costruire conoscenza non fine a se stessa ma collocata dentro esperienze significative, quelle che lasciano il segno nella testa e nel cuore degli studenti (ma anche dei docenti); le strategie utilizzate non sono solo metodologico-didattiche ma relazionali perché la RELAZIONE e l'INTERAZIONE sono di fatto la condizione in cui avviene l'esperienza formativa, quella che si tinge del carisma e della passione dei docenti e di curiosità e meraviglia da parte degli alunni, il luogo in cui i tempi, seppur scanditi da un calendario ben preciso, risultano distesi e al servizio della comunità educante e non indicati dall'indice del libro che sembra voler dettare il passo da tenere in classe.

La Scuola diventa POSSIBILE quando il senso di libertà prevale sulla costrizione, il che significa non fare ciò che più ci pare ma assumersi la responsabilità della scelta del percorso da seguire, come stare dentro e partecipare: la famosa sollecitazione "non studiare per l'interrogazione ma per te stesso" ha bisogno di essere accompagnata, fatta scoprire attraverso proposte che incuriosiscono, che stimolano la motivazione, mettono dentro sia l'adulto che il bambino o il ragazzo, il docente e l'alunno.

Ogni Scuola è POSSIBILE quando non si passano al vaglio solo le etichette per farsi un'idea degli alunni che arrivano (disabile, comma 3 sì o no, DSA, disagio socioculturale) ma si guarda ad ognuno di loro con l'intento di scoprire la chiave d'accesso che offra al singolo e alla comunità intera il senso di esistere ed essere là, proprio in quella scuola, in quella classe con i compagni e i docenti che ti sono stati assegnati. Nessuno (forse qualche eccezione c'è!) può scegliersi i compagni e i docenti: una sorta di formula "a sorpresa", in cui tutti -docenti, alunni e genitori - sperano di essere fortunati vincitori (I miei alunni sono straordinari! -I genitori sono collaborativi! - Le mie maestre sono fantastiche! -I miei prof sono una bomba!)

Tutte le Scuole saranno POSSIBILI se accetteranno di non avere tutto pronto per l'accoglienza ma di pensare l'accoglienza la condizione quotidiana, stabile per tutto l'anno: non qualcosa che si esaurisce il primo giorno o i primi quindici giorni ma che dura sempre, perché non può esserci esperienza apprendimentale se non ci si sente "accolti". Questo vale per i piccoli e per i grandi, per gli alunni e gli insegnanti, per le mamme e i papà. Il focus cambia se le parole selezionate per raccontare la vita scolastica sono differenti da quelle abitualmente utilizzate. Non è un formalismo abbandonare il programma e la programmazione e scegliere di PIANIFICARE e PROGETTARE un PIANO ANNUALE, che parta non dai contenuti da presentare ma dai TRAGUARDI delle COMPETENZE da raggiungere a fine anno; non è terrificante e stravolgente pensare alla MISURAZIONE degli APPRENDIMENTI per MONITORARE l'andamento scolastico senza che tutte le azioni che riguardano la VALUTAZIONE siano oggetto di preoccupazione e di calcolo della media dei voti da mettere sul documento di valutazione; non è disdicevole ascoltare gli alunni e partire da ciò che già conoscono, dalle loro ipotesi ingenue - a tutte le età- ma che offrono la possibilità, a loro e a noi, di diventare consapevoli di chi sono e di chi siamo noi, di come affrontiamo il nuovo e di come il patrimonio di conoscenze ed esperienze può sostenerci, a volte anche ostacolarci.

Torniamo alla NOSTRA SCUOLA POSSIBILE: è un insieme di docenti, dirigenti e altri specialisti, che condividono una visione, hanno il focus sulla relazione, offrono spunti di riflessione alla nostra comunità che non è riunita tutta nello stesso luogo, nella stessa scuola, ma questo non costituisce un problema perché sappiamo di ESSERE in RETE e di costituire un SISTEMA SCOLASTICO DIFFUSO (come gli alberghi diffusi, una stessa direzione ma dislocazioni differenti!).

Ringrazio allora QUESTA COMUNITÀ DI DOCENTI/AUTORI perché ogni articolo mi offre - da più di dieci anni- la possibilità di viaggiare in altre realtà, aprire la mente approfittando del pensiero dell'altro, di copiare o adattare gli stimoli suggeriti, di lasciarsi andare alle suggestioni presentate, di porre attenzione su temi a volte trascurati. Mi sono formata attraverso il contributo di tutti, spero che questo valga anche per ognuno di loro.

Vi auguro una buona lettura e che questo anno scolastico sia il migliore tra quelli già vissuti.


Manuela Rosci
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