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| Quando San Giuseppe fa "miracoli"!! |
| L'importanza dell'attivita' laboratoriale nell'ora di religione |
| di Nauaui Raffaella - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola |
Sono passati ormai 11 anni da quando sono entrata per la prima volta nella scuola come docente e non come discente e posso affermare che il mio obiettivo in questi anni è stato quello di impartire dei contenuti in maniera divertente e interessante. Tutto quello che veniva svolto a scuola mi sembrava di una noia mortale ed essendo noioso per noi adulti non poteva essere "da meno" per i ragazzi.
Allora un giorno ho pensato che non c'è nulla che non possa essere ascoltato, ma va narrato con interesse, questo è il trucco; così ho deciso di diventare un piccolo mago, talvolta un saltimbanco, talvolta un illusionista, ma ciò che volevo ottenere era entusiasmare e interessare gli alunni verso la mia materia ed i contenuti presenti in essa.
Dico sempre ai ragazzi: " Studiare bene o studiare male implica lo stesso tempo e allora conviene farlo bene, la differenza sta nell'amore e nell'innamoramento che riusciamo a provare."
Insegno Religione Cattolica, una disciplina appassionante.
Sono convinta che si tratti di un valore aggiunto al contesto storico e filosofico e al patrimonio culturale dell'alunno, ma al tempo stesso sono mortificata dall'opzionalità che la connota: certo è che chi si avvale di tale disciplina, lo fa per scelta.
I contenuti di questa materia sono vari, storici, filosofici , dogmatici e non sempre semplici da far "passare" e metabolizzare agli alunni.
Negli anni che hanno accompagnato la mia carriera posso dire di aver avuto notevoli successi professionali utilizzando strategie laboratoriali con i diversi gruppi classe.
Il fare piuttosto che il dire crea nell'alunno un'esperienza concreta, rimanendo nel suo bagaglio culturale più a lungo.
La strategia di utilizzare il teatro e la scelta di rappresentare i personaggi dell'Antico Testamento ha coinvolto le classi terze del 196° Circolo didattico, plesso Angeli della città, creando nei bambini una familiarità con personaggi mitologici e storici.
Il percorso svolto con le classi quinte, invece, inventando un ipotetico viaggio intorno al mondo, nel quale popoli, culture, tradizioni e religioni venivano messe a confronto, ha lasciato nei ragazzi il ricordo di elementi particolari di ciascun popolo che nessun testo ben scritto avrebbe suscitato; senza nulla togliere alla validità dei libri, credo che sia fondamentale un lavoro preliminare per far nascere la curiosità nel bambino e prima di aprire un sussidiario "animare" la storia permette di rispondere ad una esigenza fondamentale che è quella di partire dal concreto, dall'agito.
Se si è d'accordo nel riconoscere la cultura non come nozione memorizzata ma "metabolizzata" e rielaborata, non si può prescindere da un insegnamento di tipo laboratoriale supportato da strategie canore, ritmiche e mimiche.
Attraverso l'espressione corporea e canora ho assistito non solo ad atteggiamenti di gioia e di entusiasmo, ma a veri e propri "miracoli", come nel caso di un alunno diversamente abile affetto da autismo grave, al quale ho chiesto "inavvertitamente" e forse "sbadatamente", durante la prova generale di una recita teatrale messa in atto a scuola, di mimare San Giuseppe in quanto l'attore principale era assente. L'alunno che come è noto non ha capacità di comprendere e svolgere una consegna nei tempi richiesti, ha effettuato con grande maestria ciò che gli era stato domandato, con ovvio stupore di tutto il corpo docente!!!
Certo c'è ancora chi sostiene che cantare e ballare a scuola è perdita di tempo, bisogna saper scrivere, leggere e far di conto e la " Religione" è l'ora d'aria, ma chi lo pensa lo continui anche a credere e forse lo penserà a lungo e per sempre, ma non si lamenti poi se durante le proprie lezioni i ragazzi sono distratti, assonnati, chiassosi, demotivati e soprattutto annoiati e quindi non ascoltano.
La responsabilità è soltanto loro?
Raffaella Nauaui Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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