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| Quanta paura!! |
| La soluzione del problema è dietro l'angolo...non la vedi fino a che non svolti! |
| di Melchiorre Antonia - Organizzazione Scolastica |
Dopo più di un mese dall'inizio dell'anno scolastico eccomi qui già a fare i primi bilanci.
Lavoro in un team che opera su due classi seconde della scuola primaria: la B a tempo modulare, e la A a tempo pieno.
La II B è una classe poco numerosa, solo 12 alunni, ma molti sono stranieri, due dei quali non parlano l'italiano: un bambino cinese ed una bimba filippina. Inoltre ci sono due bambini nuovi: uno inserito a fine prima, proveniente da un'altra scuola, e l'altro fermato in seconda, proveniente dal nostro plesso, entrambi con difficoltà soprattutto affettivo-relazionali. Inoltre in classe prevalgono le bambine (10 femmine e 2 maschi) e questo per quanto possa sembrare strano, non aiuta! Tra queste bimbe tre di loro (italiane) si trovano ad un livello più alto rispetto agli altri compagni.
La classe a tempo pieno invece è formata da 20 alunni, per lo più maschi, ed anche ciò non aiuta! Il livello di questa classe è più alto rispetto all'altra, con solo due bambini con difficoltà simili alla II a modulo.
Questa era la situazione che abbiamo dovuto affrontare all'inizio dell'anno scolastico.
I primi giorni c'è stata tanta tensione tra noi colleghe, dovuta alla paura di non riuscire a gestire una situazione così difficile. Anche io ero agitata e non riuscivo a tranquillizzare le colleghe con il solito nostro motto: ce la possiamo fare!!
Dopo questo primo momento di panico, piano piano abbiamo abbandonato le nostre ansie e fatto emergere le soluzioni che già erano lì a portata di mano!
Innanzi tutto, anche se con alcune iniziali perplessità, abbiamo spostato i bambini dalla B alla A e viceversa, rendendo così più omogenee le due classi.
In questo modo abbiamo facilitato il nostro lavoro con i due gruppi, potendo così seguire ogni bambino in modo più adeguato, permettendo anche ad ogni bambino di sentirsi più a proprio agio in classe.
Nonostante ci rendessimo conto che i bambini del modulo non potevano seguire una programmazione di seconda, è stato difficile rassicurarci e arrenderci al fatto che dovevano necessariamente riprendere dei concetti che appartenevano alla prima classe!
Superata questa difficoltà, tutto ora scorre più facilmente: noi siamo tranquille e loro lavorano meglio.
La mia presenza nella classe come insegnante di sostegno ha permesso di poter usufruire di una risorsa che poteva realizzare un intervento mirato, specie con alcuni alunni, come è accaduto con i due bimbi stranieri, intensificando l'intervento sulla lingua italiana, concentrandosi nelle prime settimane di scuola esclusivamente su questa materia, utilizzando carte con immagini che riproducevano oggetti della classe, o di uso comune che andavano appaiate alle parole, libri con molte figure e parole, avvalendoci anche del supporto del computer con programmi adeguati.
Inoltre, in questo lavoro sono stati coinvolti anche altri bambini che hanno ancora difficoltà nella lettura ma che conoscono meglio l'italiano (o che sono italiani) i quali hanno fatto da tutor ai nuovi compagni stranieri.
Tutto questo ha fatto si che oggi i due bambini sono in grado di comunicare meglio in italiano e il grado di collaborazione tra i compagni di classe è aumentato sensibilmente.
Questo spirito di cooperazione ha coinvolto anche i due bambini con difficoltà affettivo-relazionali che via via stanno abbandonato gli atteggiamenti oppositivi verso le insegnanti e i compagni messi in atto nei primi giorni di scuola, atteggiamento che li ha caratterizzati e "imbrigliati" fino a questo momento.
Una delle nostre paure era proprio che i due bambini, viste le problematiche simili, potessero entrare in collisione, creando conflitti ma fortunatamente questo non è avvenuto, anzi sono diventati molto amici, ed ora si frequentano anche al di fuori della scuola.
Per concludere credo che le paure (per quanto lecite) a volte possono essere superiori alla realtà.
La capacità di rimanere aperte alle mille possibilità che si possono trovare ad un problema fa si che la situazione si risolva.
A volte non abbiamo fiducia nelle nostre capacità e ci facciamo spaventare dagli eventi. Sono fermamente convinta che una buona squadra, come lo siamo noi colleghe, quando è unita può affrontare qualunque difficoltà e risolverla! L'importante è il rispetto reciproco, la disponibilità all'ascolto e al dialogo, ossia apertura al confronto, l'umiltà di chiedere aiuto e, non ultimo, l'umorismo necessario per sdrammatizzare anche nei momenti più critici!
Inoltre, a mio parere, il punto di forza del nostro team è proprio l'essere diverse tra noi: mi piacerebbe che questo diventi un punto di forza anche delle nostre classi!!
Antonia Melchiorre, Docente di sostegno, IC Perazzi - Roma
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