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| Quanto vale un abbraccio? |
| Molto, vale molto |
| di Messuri Adriana - Integrazione Scolastica |
Già, ma quanto vale un abbraccio?.. Molto, vale molto. Vale molto se si è tristi e depressi per una sconfitta; vale molto se ci sente avviliti a causa di un dolore, addolorati per una perdita improvvisa, impauriti per una malattia; vale perché ci incoraggia e ci dà la forza per reagire, per continuare a batterci per un nostro ideale; vale perché non ci fa sentire soli neppure nei momenti di gioia. Vale perché ha un significato... Proprio per questi motivi, sono convinta, che qualche volta, un abbraccio possa essere molto più importante di un discorso stracolmo di belle parole... che restano parole.
Di ritorno dalle vacanze natalizie ho salutato i "miei" ragazzi (quarantadue Peter Pan travestiti da alunni). A tutti ho chiesto come e dove avessero trascorso questo periodo, poi ho visto G: sarebbe stato impossibile non vederlo, per la verità, perché continuava a tenere la mano alzata per segnalarmi di voler dire qualcosa e poiché mi attardavo a passargli la parola, aveva preso a saltellare sperando di essere maggiormente visibile. G. era particolarmente ansioso di raccontarmi quanto fossero stati bravi e buoni Babbo Natale e la Befana nei suoi confronti.
Lo osservavo pensando a come fosse cambiato il suo atteggiamento nel tempo e a come fosse diverso rispetto al bambino che in prima elementare, si isolava dai compagni per giocare da solo in giardino, accovacciato in un angolo. Raramente mi era capitato di vederlo così entusiasta di poter parlare (e poi davanti a tutti i suoi compagni!), così gli ho chiesto all'improvviso: "Be', allora, salutami prima. Abbracciami!".
Contrariamente al solito non sono rimasta delusa. G. è un bambino che difficilmente si lascia andare a manifestazioni d'affetto così palesi; di rado si lascia prendere per mano e il suo sguardo sfugge il tuo nonostante tu lo cerchi. E allora, quale valore e quale significato attribuire a quell'abbraccio? Per G. ha voluto dire il superamento di certi schemi legati al suo disturbo ma anche il riconoscimento di un legame fondato sulla fiducia, sulla stima, sul riconoscimento del valore del rapporto umano e affettivo che ci lega. Un abbraccio consapevole che equivale a un messaggio di disponibilità ad aprirsi maggiormente al rapporto con gli altri con la volontà di voler scoprire una gamma vastissima di situazioni emotive intense e appaganti.
Ho abbracciato G. con la convinzione di aver in qualche modo contribuito alla "costruzione" di quell'abbraccio, vedendo in un attimo, realizzato, anche se in parte, il mio progetto ma mi sono limitata a pensare: "Accidenti, ci sono riuscita !"
Adriana Messuri, Docente I.C. Via Perazzi 46 -Roma
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