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n.24 giugno 2012
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Raffaella, un'insegnante, il mio mito
Ho ritrovato trent'anni dopo la mia professoressa di liceo
di Paci Lucia Giovanna - Orizzonte scuola
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Ho ritrovato per caso, dopo trent'anni, la mia professoressa di italiano del liceo.
Non ci siamo visti, ma Facebook ci ha permesso di parlarci.
L'emozione per me è stata enorme, perché quest'insegnante è stata un mito, per anni, per me, e ancora di più oggi, che la vedo con gli occhi dell'età e dell'esperienza che ho fatto da genitore, è per me l'Insegnante.

L'opinione in realtà non è personale, ma condivisa con i miei vecchi compagni di scuola e a posteriori, oggi, provo a capire perché.

Raffaella - così si è sempre fatta chiamare, chiedendo il tu- era allora non ancora trentenne, probabilmente alle prime armi nella sua professione, ma noi non l'abbiamo maisaputo, nel senso che non abbiamo mai percepito questa sua giovane esperienza, perché ci è sembrata da subito come una che sapesse proprio tanto il fatto suo, con consapevolezza e convinzione.
Eravamo in una scuola parificata, di élite socio culturale abbastanza alta, sia per utenza sia per classe insegnante, di buona borghesia un po' conformista, come da tradizione e aspettative e Raffaella era la rottura, giovane sessantottina, contro gli schemi ma con tanta sostanza. Anche fisicamente me la ricordo diversa: capelli corti, jeans e maglietta, borsa tipo Tolfa a tracolla, seduta sulla sedia, in maniera morbida, un po'"sdraiata" sullo schienale e di traverso, specialmente quando interrogava.
Piccoletta ma grintosa, sprigionava un'autorevolezza potentissima, per niente intaccata da quel tu, che era pure abbastanza ragionevole, sia pure inconsueto, dal momento che aveva poco più di dieci anni più di noi.
Credo che questa si basasse sulla forza delle sue idee, intese come sapere e conoscenza, ma anche come ideali, di quello che era il suo compito di traghettatrice, di quella che era la sua professione.

Chiacchieravo un po' di tempo fa con Maretta Damiano, che scrive su queste pagine, e lei, approdata a fare la Dirigente scolastica dopo una vita passata tra i banchi come insegnante, mi ha dato una definizione di professione e professore, che mi ha aperto degli orizzonti: "proprio perché usiamo questa parola veicolata dalla Religione che 'si professa perché ci si crede', a mio avviso un professionista è una persona che crede profondamente in quello che fa, e ci si spende senza riserve. Diversamente da chi fa semplicemente 'un lavoro'".

Raffaella credeva in quello che faceva e lo faceva senza riserve, con passione e fede, entrava nelle cose e ci portava pure te, in maniera critica, senza superiorità. Noi stavamo con lei, dentro gli argomenti, nei libri, nelle discussioni, alla pari, in modo dialettico, perché lo scopo era far funzionare le nostre teste e le nostre coscienze, ci veniva dato tanto e dovevamo muoverci tanto.

Che ricordi, che successo! Ricordo temi di letteratura, dati come compiti in classe, particolarmente complessi e strutturati, che ci lasciava portare a casa, perché potessimo "studiarci sopra", per poterli elaborare al massimo, perché quello che contava era che imparassimo a costruire un discorso di senso, critico, e non era importante che potessimo "attingere a delle fonti" (copiare?!), ma anzi, proprio saperle utilizzare. Non era scontato che prendessi 9, ma se capitava era proprio perché avevi capito come lavorare e trarre il massimo dal materiale a tua disposizione.
Quanto ho imparato da quest'autonomia di lavoro, dalla fiducia che mi è stata accordata e quanta autostima è risultata dal suo gioire dei miei successi o dei miei progressi!

Ho ragionato tanto durante quest'anno su questo, perché mia figlia Benedetta ha avuto un'insegnante assolutamente lontana da questo modello, che si è auto definita "non un'educatrice" e che mi ha costretto più volte a pensare a quale fosse, appunto, lo status di un docente.
Sempre Maretta mi ha detto: "tutti possono insegnare, ma pochi sono i Maestri, perché Maestro è colui che lascia il segno"...
Mi viene da dedurre, allora, che un insegnante è colui che ti accompagna, anzi ti "seduce", nel senso più proprio del termine, ti porta a sé e con sé, per quella che, però, rimane la tua strada, con i tuoi mezzi, i tuoi tempi, i tuoi successi e i tuoi fallimenti e gioisce dei tuoi risultati, aiutandoti a correggere il tiro laddove tu ne abbia bisogno.

Mi ha scritto Raffaella di recente: " Negli anni ho insegnato in scuole molto diverse e ho avuto esperienze diversissime, in alcuni casi ho avuto anche molta paura perché portare avanti certe idee era davvero difficile in situazioni dove gli unici valori erano i soldi o la forza brutale. Eppure, ho sempre riscontrato che al mio comportamento prima o poi corrispondeva una risposta, perché i ragazzi cercano esempi, regole e rigore. Certo devi morire per conquistarti autorevolezza senza essere autoritaria, devi essere sempre all'erta..."

Ecco: morire vuol dire ogni volta abbandonare delle certezze precostituite e doverle ogni giorno reinventare nel confronto con te, nella messa in discussione, senza paura di raccogliere una sfida, nell'intenzione di essere un esempio da seguire.
Raffaella ci ha insegnato il valore dell'intelligenza, la regola del lavoro e il rigore dell'impegno, è stata un esempio perché ha rispettato queste regole con noi, sempre mossa dal desiderio di non concedere spazio alla banalità, alla superficialità, alla trascuratezza, così, semplicemente, per fede naturale o per intenzione, non so bene dove penda la bilancia, mi verrebbe da dire, in maniera normale, anche se di normale Raffaella non aveva niente e, infatti, non l'ho mai più trovata un'insegnante come lei!



Lucia Giovanna Paci, genitore IV Municipio - Roma
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito martedì 14/04/2015 ore 16:55 da Barbara
Buongiorno, Sono alla ricerca della mia professoressa di Storia dell ´arte del liceo Il suo nome é Raffaella Corti e dalla sue descrizione fisica corrisponde alla descrizione della persona che sto cercando. Se potessi saperne un po ´ di piu ´ per capire se si tratta della stessa persona perché a me insegnava storia dell ´arte e non letteratura. Anche per me quella Professoressa é stata un mito e ha forgiato il mio amore per l'arte. Era al. Liceo Linguistico Internazionale di Roma che oggi non esiste piû se lei potesse aiutarmi a trovarla sarebbe meraviglioso puô contattarmi per email:barbarascaetta@yahoo.fr
inserito sabato 30/06/2012 ore 19:11 da Lucia Giovanna Paci
è accaduta una cosa pazzesca, ieri, mentre usciva la rivista, con questa mio riconoscimento appassionato alla mia prof: l'ho incontrata! Ci siamo visti, parte dei vecchi compagni, in occasione del trentennale del diploma e l'abbiamo invitata. Naturalmente, lei è venuta ed è stata un'emozione unica! Siamo catapultati in una dimensione temporale staccata dalla realtà, dove passato e presente si sono mescolati e dove ognuno di noi ha recuperato e ricucito insieme i pezzi del puzzle della propria vita, anche grazie a Raffaella, di nuovo, che ha offerto a ognuno di noi il nostro pezzo mancante, con delicatezza, partecipazione verso le storie di ognuno di noi, con semplicità e verità, come se non ci fossimo mai lasciati e come se non osse più la nostra prof., ma un'amica cara, un po' più grande di noi e quel tanto distaccata da poterci "veder meglio". Io non riuscirò a ringraziarla veramente...!
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